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Curia Generalizia dei Carmelitani Scalzi - Corso d'Italia, 38 - 00198 ROMA - Italia
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PERCHÈ IL MONDO CREDA (Gv 17,21)
UNDICI ANNI DI DIALOGO E DI COLLABORAZIONE O.CARM-O.C.D. 
Bilancio e Prospettive
Lettera Circolare dei Superiori Generali
P. Joseph Chalmers, O.Carm. e  P. Camilo Maccise. O.C.D.
Roma, 2003
 

 

 

 

 

 

 
Cari fratelli e sorelle nel Carmelo,
 

1.                  Ad un anno dall’inizio del secondo sessennio di P. Joseph Chalmers alla guida dell’Ordine del Carmelo e a pochi mesi dal termine dell’incarico di P. Camilo Maccise, O.C.D., come Preposito Generale del Carmelo Teresiano, abbiamo voluto indirizzarvi insieme una lettera per celebrare e ringraziare Dio per il cammino che i due Consigli Generali hanno percorso insieme nella ricerca di dialogo e collaborazione e per riflettervi sopra.

 

Una riflessione richiesta per la Chiesa

 

2.                  Vita consecrata, in linea con il Vaticano II[1],  invita i Superiori e le Superiore di Istituti religiosi a un dialogo costante  “per promuovere la reciproca conoscenza , presupposto necessario di una fattiva collaborazione, soprattutto in ambito pastorale”[2]. Allo stesso tempo incoraggia “il fraterno rapporto spirituale e la mutua collaborazione fra i diversi Istituti di vita consacrata e Società di vita apostolica” a partire da una fedeltà al proprio carisma[3]. Guidati da questi insegnamenti della Chiesa e coscienti del fatto che il dialogo e la collaborazione intercongregazionale sono un segno dei tempi,  abbiamo  cercato di aprirci al cammino dello Spirito. Un ulteriore motivo sono la nostra  radice comune: “Tenete fisso lo sguardo sulla stirpe di quei santi Profeti da cui discendiamo”[4]. Abbiamo davanti a noi i nostri veri fondatori, che sono quei santi padri da cui discendiamo,  e che sappiamo, che  per il cammino di povertà e umiltà godono di Dio”[5].

 

Origine e sviluppo

 

3.                  Dopo varie conversazioni iniziali, il primo incontro dei due Consigli Generali prese luogo il 6 Dicembre 1991. Fu effettivamente una data storica. Tutto si svolse in un ambiente fraterno e semplice. Nella prima parte della convivenza ci fu una presentazione reciproca delle persone e del lavoro che essi realizzavano al servizio dei rispettivi Ordini religiosi. In seguito si passò a uno scambio di esperienze  sul tema delle vocazioni, formazione, la nuova evangelizzazione, l'impegno per la giustizia e la pace. Il pasto insieme a tutta la comunità della Curia del Carmelo Teresiano, prolungò il clima di fratellanza che si era creato. Si decise di continuare  i contatti per approfondire insieme diversi temi e per creare canali di maggior collaborazione e scambio, nel rispetto delle nostre rispettive identità e autonomie. In fine, ci si accordò di avere due riunioni annuali: in maggio, alla Casa Generalizia dei Carmelitani e a dicembre , alla Casa Generalizia O.C.D.

 

Così iniziò tra di noi una tappa di avvicinamento e di collaborazione  che già esisteva tra gli Ordini e Congregazioni religiose con diversi rami, alimentati dalle stesse radici e sostenuti da un tronco comune, come gli Ordini della famiglia francescana. Abbiamo perseverato in questo cammino per undici anni, nonostante le difficoltà. Nel fare un bilancio del cammino percorso vogliamo farvi partecipi di ciò che abbiamo vissuto e segnalarvi alcune piste per il futuro delle nostre relazioni e sforzi comuni. 

I

 

CON LA GIOIA DELLA SPERANZA

(Rom 12,12)

 

La fatica della carità

 

4.                  Anche se, già prima che iniziassero il dialogo e la collaborazione a livello di Consigli Generali in diverse parti del mondo come Spagna, Stati Uniti, Filippine, i nostri due Ordini religiosi avevano iniziative comuni e buone relazioni fraterne a livello locale o provinciale; in altri, al contrario, predominavano pregiudizi reciproci che rendevano difficile l’avvicinamento e lo scambio. Adesso, al contrario, questi ultimi si sono andati superando e il positivo nelle relazioni è andato crescendo.

 

 

5.                  Nei nostri scambi e dialoghi siamo partiti dalla convinzione che siamo Ordini diversi che però abbiamo radici comuni presso la fonte di Elia al Monte Carmelo. Sin dall’inizio della "rifondazione" teresiana abbiamo seguito per strade diverse lo sforzo di vivere i valori della spiritualità carmelitana. La nostra intenzione è sempre stata di approfondire ciò che abbiamo in comune e rispettare ciò che ci distingue.

 

Come abbiano detto nella nostra lettera comune Per varcare la Porta Santa, scritta in occasione del Grande Giubileo dell’anno 2000:

 

Ci sono porte che noi non riusciamo a varcare con tutta libertà e sincerità: si tratta della nostra stessa storia, delle relazioni passate e presenti fra i carmelitani dell’antica osservanza e i carmelitani teresiani. Si tratta dell’influsso che sensibilita culturali e nazionali  gettano anche nei rapporti tra le nostre provincie, gruppi di monasteri a motivo di differenti tradizioni spirituali e sensibilità ascetiche, o anche semplicemente di pregiudizi e chiusure fra persone singole. Dobbiamo fare una rilettura liberante di certi episodi  o di momenti storici meno autentici o dominati da tensioni o poca comunione. Siamo chiamati a dare testimonianza di un dialogo di pace e di perdono reciproco umile e sincero, di una nuova stagione di fraternità e convivenza delle differenze. Le molteplici forme di dialogo, di comunione e di progettazione che si sono realizzate in questo ultimo decennio,  devono continuare e diventare più feconde e coinvolgere tutte le  persone e le istituzioni. Il livello della vita fraterna in comunità sarà sempre il punto di partenza per un dialogo e per una comunione più ampia che può e deve coinvolgere anche i laici che desiderano partecipare in modo più intenso alla spiritualità e alla missione del Carmelo[6].

 

Avanti con fede e confidenza

 

6.                  Nonostante alcune difficoltà decidiamo con fermezza di continuare il cammino iniziato. Illuminati dall’esperienza e dagli insegnamenti di San Paolo relativi al suo ministero, accettiamo di portare la nostra missione in vasi di creta e cerchiamo, con l’aiuto di Dio e l’appoggio reciproco, di non scoraggiarci e di vivere quello che dice l’Apostolo quando esorta la comunità dei romani: “La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella speranza , forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera” (Rom 12, 9-12).  E in più ci incoraggia l’appoggio maggioritario che abbiamo riscontrato nei due Ordini per il nostro lavoro  in comune.

 

Iniziative di collaborazione

 

7.                  La “gioia della speranza” era quella di una speranza attiva e responsabile. Per questo, sin dall’inizio,  abbiamo provveduto a creare un minimo di iniziative, di collaborazione e scambio. Sono state nominate due commissioni miste O.Carm. – O.C.D. Una per la spiritualità e l’altra per la formazione. Abbiamo deciso di scambiarci programmi e iniziative e di invitarci reciprocamente a Congressi Internazionali organizzati da un Ordine  o dall’altro. E’ così che si è giunti alla elaborazione di un Dizionario Carmelitano di prossima pubblicazione. Sono stati organizzati incontri di formatori e formandi dei due rami. Inoltre si è realizzato un  Seminario internazionale di Mariologia e un Incontro di  Psicologi O.Carm. e O.C.D. per esaminare congiuntamente le relazioni tra psicologia e  spiritualità. In tutti i Congressi Internazionali di un Ordine si è sempre avuta una presenza dei membri dell’altro Ordine. A livello latino-americano, però, su iniziativa dei due Consigli Generali, è stata creata una commisione teologica mista (7 membri di ogni Ordine) per riflettere sui temi di spiritualità carmelitana in America Latina. La commissione si riunisce ogni anno da circa 8 anni e ha pubblicato alcuni libri con il frutto delle proprie riflessioni sul modo di incarnare in America Latina  la spiritualità del Carmelo e per presentare i suoi santi e sante con un linguaggio intelligibile per quegli ambienti socio-culturali e ecclesiali.

 

Inoltre in occasione di celebrazioni o anniversari di un Ordine o dell’altro abbiamo pubblicato lettere firmate dai due Superiori Generali e preparate dai due Consigli.

I Superiori Generali sono stati invitati reciprocamente a partecipare, per un giorno, ai rispettivi capitoli generali per una riflessione e per presiedere l’Eucarestia. In più di un occasione,  inoltre, l’uno o l’altro ha condotto un corso o ha tenuto una conferenza in occasione di Definitori  straordinari o riunioni regionali.

II

 

RICORDATI DI TUTTO IL CAMMINO CHE IL SIGNORE TUO DIO TI HA FATTO PERCORRERE

(Dt 8,2)

 

8.                  Negli ultimi tre anni abbiamo avuto due incontri significativi: il primo al Monte Carmelo (1999) e il secondo in Aylesford (Inghilterra). In entrambi le occasioni i due Consigli Generali hanno vissuto insieme per una settimana. Abbiamo rifettuto insieme e abbiamo preso coscienza delle origini, del ruolo di Maria nel Carmelo e delle diverse modalità con le quali i due rami vivono gli elementi di spiritualità carmelitana.

 

Facendo memoria storica delle origini

 

9.                  L’incontro del Monte Carmelo avvenne al termine del Definitorio Straordinario O.C.D. nel mese di Ottobre 1999. Per una settimana abbiamo pregato insieme, abbiamo visitato i luoghi biblici guidati dal libro scritto da quattro carmelitani teresiani: Pregare in Terra Santa, ed abbiamo riflettuto sulle origini remote dell’Ordine e sulla Regola. Abbiamo ricordato Elia, modello ispiratore dei primi carmelitani che nel secolo XII iniziarono a vivere in quel luogo e che ricevettero da Alberto, Patriarca di Gerusalemme, la Regola o “formula di vita”. Abbiamo visitato le rovine di Wadi-es-Siah e abbiamo rievocato la vita eremitico-cenobitica  di “quei santi padri”. Abbiamo meditato sui valori fondamentali della Regola, visti oggi da diverse prospettive socio-culturali ed ecclesiali, che sono come finestre diverse che ci fanno scoprire la sua ricchezza integrale e la sua attualità per rispondere alle nuove sfide per la nostra vita carmelitana incarnata nelle diverse culture. In questo modo, abbiamo scoperto il valore e l’ attualità dell’esperienza di quelli che ci hanno preceduto.

 

10.              Prendemmo coscienza che il progetto di vita evangelica, semplice e unificato della Regola è centrato in Gesù Cristo e nella  comunione ecclesiale. Abbiamo visto come  ci si offre un progetto di strutturazione personale: con Dio (preghiera), con gli altri (atti comunitari) e con se stessi  (interiorità e meditazione personale). Abbiamo constatato che ognuno dei due Ordini ha un approccio peculiare alla  Regola  a partire da diverse esperienze vocazionali, lungo i secoli. Per esempio, l’esperienza di Santa Teresa e di San Giovanni della Croce e il modo in cui hanno interpretato la Regola, sono necessariamente assunte in maniera molto speciale dai Carmelitani Teresiani . Nello spirito della molteplicità di letture e riletture della Regola, essi trovano accoglienza e hanno influsso su tutti i carmelitani che vedono in essi le figure in cui i frutti del Carmelo sono più maturi. Sono stati giorni di grazia nei quali esaminammo anche con realismo, alla luce delle circostanze attuali, alcuni aspetti pratici delle nostre relazioni.

 

11.              Abbiamo ricordato il passaggio dell’Ordine dall’Oriente all’Occidente e la sua capacità di adattamento alla corrente mendicante, senza dimenticare i valori contemplativi e eremitici degli inizi. Nella nostra memoria storica abbiamo riconosciuto la decadenza, i ripetuti movimenti riformatori prima e dopo Teresa di Gesù e Giovanni della  Croce, e finalmente, la “rifondazione” intrapresa da essi che, in fedeltà creativa alle radici del Carmelo, lo aprirono a nuovi orizzonti rispondendo così alle sfide del loro tempo. Essi partirono da un’esperienza e la espressero nei loro scritti che illuminano il nuovo cammino. Il loro influsso non si arrestò al nuovo Ordine ma diede  i suoi frutti anche nel ramo antico, e infine, a tutta la spiritualità cristiana.

 

Con Maria la Madre di Gesù

 

12.              Un anno e mezzo dopo i due Consigli Generali si incontrarono di nuovo per una settimana. Questa volta ad Aylesford (Inghilterra), luogo legato all’evento dello Scapolare Carmelitano. Lì, la convivenza si incentrò, soprattutto, nella preparazione della Lettera comune dei due Generali: Con Maria la Madre di Gesù, in occasione dei 750 anni dello Scapolare. La profonda devozione mariana dell’Ordine apparve come un elemento forte comune ai due Ordini carmelitani. Cercammo  di mettere in dialogo la nostra eredità mariana con le sfide della Chiesa e del mondo di oggi. Ponemmo  in rilievo come Maria, nel Carmelo è vista come Madre, Patrona, Sorella e Modello. Presentammo lo Scapolare come un segno che impegna e invitammo tutti i membri dei due Ordini: religiosi, religiose, laici e Congregazioni associate a continuare celebrando l’anno mariano-carmelitano che terminò con l’udienza in Piazza San Pietro, il 12 settembre del 2001, quando il Papa incoronò l'Immagine della Vergine del Carmine.

I due incontri ci aiutarono a ricordare ciò che Dio ha fatto nel Carmelo nel corso della storia e ci portarono a proclamare il nostro “credo storico” comune e particolare, secondo lo stile del “credo storico” del popolo di Israele. (cf. Dt 26, 5-9).

 

III

 

DIMENTICO DEL PASSATO E PROTESO VERSO IL FUTURO

(Cf. Fil 3,13)

 

 Un bilancio positivo

 

13.              Nell’ultimo incontro dei due Consigli Generali, tenutosi quest’anno 2002, abbiamo fatto un bilancio del cammino percorso fino ad ora nel dialogo e nella collaborazione.  Abbiamo valutato ciò che abbiamo fatto finora e quello  che ci resta da fare. Un anno fa iniziò un nuovo sessennio per l’Ordine Camelitano. Fra qualche mese termina un sessennio per il Carmelo Teresiano.

 

Davanti a queste prospettive, riaffermiamo, per quanto dipende da noi, di voler continuare avanti approfondendo la nostra fraternità e cooperazione. I conflitti e le tensioni emerse nella storia devono essere lasciati indietro, per aprirci al futuro “nel quale lo Spirito ci proietta per continuare a fare con noi grandi cose.”[7]

 

Esaminando ciò che abbiamo realizzato apparve chiaramente che siamo cresciuti in comunicazione e collaborazione. Inoltre tra i due Ordini sono venuti a cadere pregiudizi reciproci ed è cresciuta la cooperazione a livello nazionale e regionale. Siamo impegnati a favorire la crescita di iniziative comuni, come l’Istituto di Studi Carmelitani negli Stati Uniti e altre iniziative che sono andate sorgendo qua e là.

 

Nuove sfide

 

14.              A somiglianza della Chiesa e della vita consacrata in generale, dobbiamo affrontare le sfide che ci presenta la realtà che cambia. Per questo, si richiede in un futuro prossimo di dare più spazio alla ricerca e riflessione a livello di Definitori generali. Ci dobbiamo chiedere come vivere e trasmettere oggi i grandi valori comuni di entrambi gli Ordini: la meditazione “giorno e notte” della Parola di Dio, il “vivere in ossequio di Gesù Cristo”, testimoniare e trasmettere una spiritualità solida con radici bibliche, rinnovare e attualizzare la devozione mariana perchè sia più biblica, più antropologica, più liturgica e più ecumenica. Insieme possiamo discernere percorsi per il dialogo interreligioso e per dare una risposta di spiritualità alla ricerca del sacro e alla nostalgia di Dio. Dall’esperienza del Dio di nostro Signor Gesù Cristo siamo chiamati anche a un impegno per la giustizia, per la pace, partendo dall’opzione  preferenziale per i poveri, “segno di autenticità di evangelica e stimolo di conversione permanente”[8]. Dovremo esaminare la possibilità di iniziative generali portate avanti con la mutua collaborazione nel rispetto delle nostre rispettive identità. Un’apertura alla collaborazione con la grande famiglia carmelitana nel mondo: religiosi, religiose, laici, Istituti affiliati, avrà un effetto moltiplicatore per porre al servizio della evangelizzazione il carisma e la spiritualità del Carmelo, che Dio ci ha dato per servire i nostri fratelli e sorelle. E questo dobbiamo farlo a tutti i livelli: dalla religiosità popolare alla riflessione teologica e interdisciplinare, dal campo missionario a quello accademico.

 

 

Unità nella diversità

 

15.              Al termine di questa riflessione che vi abbiamo rivolto, fratelli e sorelle, vogliamo  dare per garantito ciò che, sin dall’inizio, è stato chiaro per entrambi i Consigli Generali e che molti non hanno capito o non hanno voluto capire. Ci riferiamo a certi presupposti necessari perchè il dialogo e la collaborazione abbiano solide basi e non portino a perdere l’identità propria di ciascun Ordine.

 

Mai abbiamo voluto nè abbiamo parlato di fusione giuridica. Pensiamo che la diversità è una grande ricchezza per i due Ordini. Nel rispetto delle nostre rispettive autonomie e dei nostri spazi propri, senza confusioni nè ambiguità, abbiamo voluto solamente aprirci alle interpellanze dello Spirito, presenti nei segni dei tempi e agli inviti della Chiesa alla comunione e collaborazione tra i diversi Istituti: “ Il fraterno rapporto spirituale e la mutua collaborazione fra i diversi Istituti di vita consacrata e Società di vita apostolica sono sostenuti e alimentati dal senso ecclesiale di comunione. Persone che sono fra loro unite dal comune impegno della sequela di Cristo ed animate dal medesimo Spirito non possono non manifestare visibilmente, come tralci dell'unica Vite, la pienezza del Vangelo dell'amore ”[9].

 

La recente Istruzione della Congregazione per gli  Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, rivolge questa chiamata alla comunione, invitando tutti gli Ordini nella Chiesa a scoprire le comuni  radici evangeliche per meglio arrivare al carisma migliore, cioè la carità[10]. E questo vale anche quando gli Istituti, come nel nostro caso, hanno radici comuni.

 

Conclusioni: aperti allo Spirito nel discernimento della fede.

 

16.              Sorelle e fratelli, prima del Capitolo Generale del Carmelo Teresiano  ci siamo rivolti a voi per condividere l’esperienza di un itinerario iniziato  undici anni fa. Se la comunione e la fraternità sono segnali di presenza dello Spirito, possiamo assicurarvi che Lui è stato presente tra di noi. Dove ci condurrà lo Spirito non lo sappiamo, però abbiamo la sicurezza che Lui conduce il nostro cammino.” Il vento soffia dove vuole e ne senti  la voce , ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito” (Gv 3,8).

Nutriamo una speranza certa che il dialogo fra i due Ordini continuerà a tutti i livelli. Ciò aiuterà tutti i carmelitani e le carmelitane a conoscere profondamente la storia e la spiritualità del Carmelo per il bene di tutta la chiesa. Noi abbiamo cercato di rispondere alle sfide del momento presente. Sarà compito delle nuove generazioni di discernere nella fede la direzione dello Spirito.

 

 Nella sua Lettera apostolica al termine dell’anno giubilare, Giovanni Paolo II invita a vivere nella Chiesa uno spirito di comunione e suggerisce alcune piste che possono aiutarci:

 

"Spiritualità della comunione è pure capacità di vedere innanzitutto ciò che di positivo c'è nell'altro, per accoglierlo e valorizzarlo come dono di Dio: un “dono per me”, oltre che per il fratello che lo ha direttamente ricevuto. Spiritualità della comunione è infine saper “fare spazio” al fratello, portando “i pesi gli uni degli altri” (Gal 6,2)"[11].    

 

Che “la grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi” (2 Cor 13,13).

 

Roma, Natale 2002 – Anno Nuovo 2003.

 

P. Joseph Chalmers O. Carm. Priore Generale -  P.Camilo Maccise O.C.D., Preposito Generale

           

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[1] Cf PC 23

[2] VC 50

[3] VC 52

[4] TERESA d’AVILA, Fondazioni, 29,33

[5] Ibidem,14,4

[6] Per varcare la Porta Santa, 31; cfr. VC 54.

[7] VC 110

[8] VC 82

[9]  VC 52

[10] Cf Ripartire da Cristo, 30

[11] Novo Millennio Ineunte, 43

 

     
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Updated 18 mar 2006 by OCD General House
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