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Acta Ordinis 2005 (5)

 

V - ATTI DEL P. N. PREPOSITO GENERALE

 

 

In occasione del Quarto Centenario della fondazione del convento di Montecompatri:

 

Roma, 2 febbraio 2005

 

Rev.do P. Priore

Carmelitani Scalzi

Montecompatri 

 

Il Quarto Centenario della presenza dei Religiosi Carmelitani Scalzi nel convento di Montecompatri accanto alla chiesa di S. Silvestro è una luminosa ricorrenza che mette in risalto una catena di valori umani e spirituali, che lì si sono incarnati nelle figure e nelle opere di tanti Religiosi.

Storicamente questo è il quarto convento in Italia della Riforma teresiana, fondato dal ven. P. Pietro della Madre di Dio: un luogo che testimonia la diffusione del Carmelo teresiano in questo Paese e custodisce un carisma interpretato dalla Comunità con fedele intelligenza e con animo grande, così come volevano S.Teresa di Gesù e S. Giovanni della Croce.

Tale struttura conventuale collocata sul monte in un luogo ameno, verdeggiante e solitario ha visto in questi quattro secoli molte esperienze di vita religiosa: quella eremitica, quella formativa per novizi, per studenti e missionari, quella dell'accompagnamento spirituale, mentre in tempi recenti una profonda ristrutturazione consente l'accoglienza di persone per ritiri, scuola di preghiera, esercizi, momenti di convivenza.

È stato sempre importante nella nostra tradizione l'incontro umano, l'ascolto, la cordialità, il senso di una fraternità genuina ed evangelica per poter aprire agli altri i tesori dell'orazione contemplativa, che nella Chiesa qualifica la spiritualità del Carmelo.

In tutte queste vicende storiche leggo i tanti volti dell'esperienza interiore ed umana della nostra famiglia religiosa, tutti significativi e aperti alla novità dello Spirito.

Oltre quella del fondatore, emerge anche la figura del ven. Padre Giovanni di Gesù Maria, che qui ha trascorso nella pace e nella preghiera l'ultimo anno della sua vita. La sua ampia cultura, il ruolo istituzionale rivestito come Generale della Congregazione d'Italia, la stima che ha goduto presso il Papa, i Cardinali ed anche i re, la fecondità letteraria e la forte esperienza di santità restano un patrimonio di notevole spessore ecclesiale e culturale che ancora oggi suscita ammirazione. Vissuto così pochi anni, quasi sempre malaticcio, ci ha lasciato opere ed esempi di autentica vita carmelitana teresiana. Il suo corpo, venerato in una cappella della Chiesa è ancora lì a richiamare le tante potenziali ricchezze che il nostro Ordine può offrire al mondo contemporaneo.

Auspico che la presenza dei nostri Religiosi nel convento di Montecompatri continui ad essere un segno luminoso e qualificato di spiritualità, di comunione ecclesiale, sempre pronti a rendere ragione del grande Amore con cui Dio sostiene il mondo e lo salva in Cristo nostro Signore.

Tante persone oggi desiderano approfondire il senso vero della loro esistenza e così la proposta dell'incontro amicale con Dio può diventare una risposta adeguata alla sete conscia o inconscia di Lui.

 

Benedico di cuore tutti i Religiosi della Comunità, il lavoro pastorale che qui si compie e chiedo al Signore il dono di nuove vocazioni. 

 

P. Luis Aróstegui, OCD, Preposito Generale

 

 

In occasione della morte di Sr. Lucia, del Monastero di Coimbra: 

 

Madre Priora y Comunidad de Coimbra de las Carmelitas Descalzas

 

Queridas Hermanas,

 

Os escribo desde Polonia, donde estoy haciendo la visita pastoral a nuestra Provincia de Cracovia. Esta tarde, viajando varias horas, después de haber conocido el fallecimiento de nuestra querida Irma Luzia, he venido meditando sobre su figura y todo lo que ella nos evoca. Somos llevados en este momento casi por necesidad a la historia maravillosa de tres niños pobres cuyo corazón inocente y piadoso se convirtió en el lugar de la irradiación de María, Madre de piedad y de misericordia.

 

En el otoño de 2003 tuve la suerte de celebrar con vuestra comunidad la eucaristía en los 75 años de la primera profesión de la Hermana Luzia. Ese encuentro me permite dar este testimonio personal. Juntamente con la gratitud por la vocación que se celebraba, lo que más aprecié fue la naturalidad y la sencillez de su persona. Ella vivía ciertamente una profunda oración de intercesión y de alabanza, y llevaba en el corazón las intenciones del mensaje de Fátima. Pero todo tenía lugar en la mayor sencillez. A esta naturalidad y espontaneidad pertenecía su sentido del humor. Tanto en la eucaristía como en el encuentro festivo posterior aparecía claramente una alegría que transparentaba inocencia, confianza y fraternidad. Creo que santa Teresa de Jesús estaría muy contenta de estas actitudes de nuestra Hermana. Y, lo que es más importante, sin duda esas actitudes reflejan las de María de Nazaret, nuestra Madre y Hermana en la fe y nuestro modelo interior en la entrega a Jesús y a su Reino de justicia y fraternidad.

 

Estamos contentos de que la Hermana Luzia haya sido muy particularmente nuestra hermana. Muy contentos de que el mensaje de Fátima haya sido vivido por ella de un modo tan humano, sencillo y cercano. Quiero ahora transmitiros, juntamente con este testimonio personal, la proximidad de todo el Carmelo a vuestra Comunidad y también a la Iglesia y al pueblo de Portugal. Encomendamos a nuestra Hermana y también nos encomendamos a ella con confianza ante el trono de gracia.

 

PrzemyÑl, 14 feb. 2005 

Luis Aróstegui, Prepósito General OCD

 

   

Alla Segreteria di Stato, per la morte di Giovanni Paolo II°:

 

Roma, 4 aprile 2005

 

Eminenza Rev.ma 

 

Il Carmelo Teresiano sparso in tutto il mondo si unisce alla Chiesa che è in Roma e alla Chiesa universale nel sincero cordoglio e nel compianto per la morte del Grande Papa Giovanni Paolo II, coraggioso testimone di Cristo Redentore, zelante apostolo del Vangelo e mistico nell'orazione contemplativa.

Amiamo ricordare i vincoli speciali che ha avuto in diversi modi e occasioni con il Carmelo, dall'appartenenza alla confraternita dello scapolare fin da fanciullo nella nativa Wadowice, alla tesi dottorale su S. Giovanni della Croce, alla grande attenzione per la spiritualità dei nostri Santi con numerose citazioni testuali anche nei documenti del Magistero, all'onore tributato soprattutto ai santi e beati e soprattutto a S. Teresa del Bambino Gesù con la proclamazione a Dottore della Chiesa. Numerose visite a conventi e monasteri rimangono vive nella memoria dei nostri Religiosi e Religiose come uno stimolo ad interpretare e vivere il carisma della nostra Famiglia Religiosa per il bene della Chiesa.

Come figli di S. Teresa d'Avila vogliamo riaffermare anche in questa mesta occasione l'impegno ad amare Cristo come il tutto della nostra vita, a servire la Chiesa-Madre e ad essere sempre in comunione profonda con essa.

Il Cristo Risorto illumini la vita della Chiesa e ci dia l'energia e la gioia della Sua presenza confortatrice.

 

Con sentimenti di stima e devozione 

 

Fr. Luis Arostegui OCD,  Preposito Generale

 

 

Eminenza Rev.ma

Sig. Cardinale Angelo Sodano

Segreteria di Stato

Città del Vaticano

  

 

In occasione della elezione di Benedetto XVI° a Sommo Pontefice:

Roma, 28 aprile 2005

 

 Beatissimo Padre,

 

Tutti i Religiosi e le Monache di clausura del Carmelo Teresiano esprimono alla Santità Vostra le più devote congratulazioni per la nomina al Pontificato, fedeltà al Suo Magistero e la promessa di accompagnarLa con la preghiera e il sacrificio della vita quotidiana. Facciamo perciò nostre le Sue sollecitudini pastorali A Vi è il deserto della povertà, il deserto della fame e della sete, vi è il deserto dell=abbandono, della solitudine, dell=amore distrutto. Vi è il deserto dell=oscurità di Dio, dello svuotamento delle anime senza più coscienza della dignità e del cammino dell=uomo@.

 

L=amore alla Chiesa che i Santi del Carmelo hanno vissuto con intensa esperienza e ci hanno lasciato come un valore prezioso da custodire resta prioritario nel cuore e nell=apostolato di ciascuno di noi, in modo che il nostro carisma porti ricchezza e vivacità a tutti

 

Il giorno della Sua elezione, trovandomi in India per una visita pastorale alle nostre Comunità, ho potuto percepire direttamente la gioia che tutti hanno manifestato e il fervore con cui hanno accolto le Sue parole.

 

A nome dell=Ordine sparso in tutto il mondo mi è caro porgere a Vostra Santità gli auguri più santi perché la figura di Cristo Redentore del mondo illumini, dia vigore e consolazione al Suo servizio petrino alla Chiesa universale. 

 

Mi creda suo devotissimo nel Signore 

 

 Fr. Luis Arostegui OCD,  Preposito Generale

 

Sua Santità

Papa Benedetto XVI

Città del Vaticano

  

 

Omelia del P. N. Generale, in occasione del 50° anniversario della sede del Teresianum:

 

Cari fratelli e sorelle,

In questa celebrazione di ringraziamento nel Cinquantesimo della nuova sede del Teresianum, lo sguardo va naturalmente al passato, si apre sul presente, e vuol augurare il futuro.

 

Cinquant=anni fa si chiamava ACollegio Internazionale@. Soltanto nel 1961 tutto il complesso ricevette il nome del Teresianum.

Prima di questo Collegio Internazionale, nella coscienza dell=Ordine e nella realtà oggettiva è sorto il Collegio delle Missioni. Infatti, l=idea di un luogo di formazione per missionari apparve nel primo Capitolo della Congregazione di Sant=Elia (AItaliana@), nel 1605, al fine di prepararli nella conoscenza delle lingue, nella dottrina e nella vita. A questo scopo si costruì la sede di Santa Maria della Vittoria e si istitui là il ASeminario di S. Paolo@, con l=autorità di Paolo V nell=anno 1613.

Solo dopo il capitolo del 1620 questa casa cominciò effettivamente a funzionare. Secondo gli statuti almeno due religiosi dovevano provenire successivamente da ogni provincia.

 

Negli anni 1661-1662 il Collegio della Missioni si stabilì nel convento adiacente la basilica di San Pancrazio, per concessione di Alessandro VII. Il Collegio delle Missioni in questi secoli fu in verità il collegio internazionale della Congregazione di Sant=Elia: qui si formarono molti missionari, tra i quali molti vescovi, vicari apostolici, visitatori apostolici. Qui operarono insigni professori e scrittori di teologia e di altre discipline, come Filippo della Ss.ma Trinità, in teologia e spiritualità, o Paolino di San Bartolomeo, esperto in lingua sancrita, autore della prima grammatica, introducendone la sua conoscenza in Europa. Molti importanti uffici dell=Ordine erano affidati di fatto a ex alunni del Collegio delle Missioni. Nel secolo XIX, come conseguenza di avvenimenti politici, sociali e militari, l=edificio fu depredato e devastato, portando anche una rovina economica all=Ordine. Per cui nel 1854 l=attività dovette essere chiusa.

 

Nel 1935 dal P. Generale, Guglielmo di Sant=Alberto fece costruire il nuovo Collegium Missionum e così ripresero i corsi di formazione, di cui faremo subito cenno in rapporto al Collegio Internazionale.

 

Il Capitolo Generale del 1895 s=occupò dell=idea di un Collegio Internazionale, allo scopo di dare impulso alla cultura filosofico-teologica dell=Ordine, con la formazione più accurata di alcuni giovani religiosi provenienti dalle differenti Provincie. Leone XIII ne incoraggiò l=esecuzione. Intanto si provvide che la Casa Generalizia in costruzione al Corso d=Italia fosse capace di ricevere anche il futuro Collegio. Nel 1902 si iniziava il Collegio con la frequenza agli studi esterni. Tra i primi 13 studenti, troviamo il P. Silverio di Santa Teresa, futuro Generale dell=Ordine e costruttore di questa nuova sede del Collegio Internazionale. Questa prima esperienza ebbe fine tre anni dopo. Il Capitolo Generale del 1913 approvò la restaurazione del Collegio con scuole interne e separato dalla Casa Generalizia. Pero di fatto solo nel 1926, con il P. Generale P. Guglielmo di Sant=Alberto fu ristabilito con le seguenti condizioni, che chiarivano il progetto: scuole interne, separazione dalla Casa Generalizia, studenti solo di teologia, esclusione dei sacerdoti, insegnamento superiore della durata di cinque anni. Questo non escludeva il perfezionamento riguardo ad altre discipline negli Istituti romani, una volta terminato il corso teologico.

Ricordiamo che nel 1935 il Collegio Internazionale divenne Facoltà teologica.

 

Dopo il Capitolo Generale del 1947, i nuovi superiori maggiori, P. Silverio di Santa Teresa e il Definitorio Generale, cominciarono a cercare un terreno per realizzare il progetto di una nuova sede che permettesse di accogliere un maggior numero di studenti e offrisse spazi adatti alle attività accademiche.

 

Infatti P. Silverio aveva confessato ai capitolari: ANessuno si sorprenda se intendiamo sviluppare e promuovere il Nostro Collegio Internazionale con un affetto speciale e con cura particolare@, considerandolo un mezzo ottimo per coltivare la cultura teologica e per diffonderla nell=Ordine. AMi considererò pienamente felice se durante il mio tempo potrò soddisfare pienamente questa esigenza più urgente del nostro Ordine@. Ricordava che nonostante le ristrettezze economiche, il problema si poteva superare con la buona volontà di tutti, a favore di un=opera che sarebbe, diceva, gloria dell=Ordine e bene di tutte le Province.

 

Attraverso il bollettino ACor unum@ il nuovo Generale a ragione era stato salutato dal Collegio Internazionale, come Ail suo amico sincero, la sua guida sicura, il suo aiuto efficace@.

 

Nel 1950 si effettuò la posa della prima pietra. L=inaugurazione privata ed effettiva ebbe luogo nell=autunno 1954, con l=inizio del corso scolastico. Quella ufficiale, invece, fu rimandata alla primavera del 1955 per due ragioni: perchè i lavori di completamento venissero portati a termine e perchè l=inaugurazione venisse effettuata alla presenza dei capitolari del Capitolo Generale del 1955, come di fatto avvenne. La celebrazione fu fissata nei giorni 24 e 25 aprile, così come possiamo leggere nelle cronache.

 

Nel frattempo però il P. Generale P. Silverio era deceduto il 10 marzo 1954 in Messico. Per questo il 26 aprile 1955, il giorno seguente all=inaugurazione solenne, i suoi resti mortali vennero deposti nella cappella mortuaria del Collegio Internazionale, dopo la solenne messa da requiem, come esplicita gratitudine e venerazione. Ora, dal 2004, riposano, insieme a quelli del P. Guglielmo di Sant=Alberto, in questa cappella principale del Teresianum.

 

È doveroso rimarcare la visione e il coraggio dei nostri predecessori. L=Ordine, nel secolo scorso, e specialmente in questi cinquanta anni non potrebbe essere immaginato senza il Collegio Internazionale. Tanto è stato il suo impatto nella vita dell=Ordine, come centro culturale e come centro di unità e di comunione, di integrazione tra le Province e le Circoscrizioni. Questo secondo aspetto del suo influsso benefico nell=Ordine non è meno importante di quello culturale e formativo. Si è avverato quanto afferma il documento Vita Consecrata: ALe comunita di vita consacrata, nelle quali convivono come fratelli e sorelle persone di differente età, lingue e culture, si presentano come segno di un dialogo sempre possibile e di una comunione capace di mettere in armnia le diversità@ (51).

 

Oggi il Teresianum, non serve solo l=Ordine, ma è aperto a una più ampia realtà ecclesiale, offrendo studi accademici di teologia, di spiritualità, di formazione culturale, con differenti iniziative.

L=influsso della spiritualità carmelitana si è allargato notevolmente. In ogni parte del mondo si trovano vescovi, sacerdoti, religiosi che si sono formati nel Teresianum. Questo sviluppo è la risposta adeguata ai segni e alle necessità dei tempi, quasi come evoluzione naturale. Certo, è uno sviluppo che non poteva essere previsto nè un secolo fa, quando il Collegio muoveva i primi passi, e neppure cinquanta anni fa, quando si costruì la nuova sede.

Noi ne siamo molto contenti, imparando da questa evoluzione del passato. Ci sprona ora ad avere la capacità di aprirci verso il futuro. La nuova realtà parte da quel progetto originario, ma cerca di andare oltre con compiti più vasti.

 

l. Voglio sottolineare che il Collegio Internazionale, come progetto differente e parallelo al Seminarium Missionum, di fatto, ha raccolto l=eredità di quel Collegio. Molti ex alunni del Teresianum sono sparsi nelle missioni dell=Ordine in tutti i continenti. Inoltre si è avverata un=altra realtà: adesso al Collegio internazionale e al Teresianum pervengono alunni, ma anche professori, e formatori, di quelle regioni, lingue e culture, che un tempo erano destinazione del Collegio di Missioni. Da questo punto di vista, il servizio del Teresianum all=Ordine, alla formazione e all=integrazione tra le culture, è vero ed efficace oggi più che mai.

 

2. La nostra risposta alle sfide del futuro sta in questa linea. Il Teresianum è un centro di formazione, nel senso profondo del termine. Ed è un luogo dove si trasmette l=esperienza e la rilessione della fede cristiana. APensarla@, avendo presenti l=esperienza del mondo e dell=uomo di oggi, come è stato espresso dal Concilio Vaticano II. A questa presenza appartiene, come si sa, l=ecumenismo, il dialogo inter-religioso, e, tutta la vastità delle domande espresse o inespresse della nostra umanità di oggi. Questo è sicuramente l=argomento del nostro pensare e del nostro lavoro spirituale. Dinnanzi a questo compito, certo, stiamo sempre cominciando. Però non siamo scoraggiati da tale impegno, ma sospinti e sorretti da una fedeltà creativa e da un servizio al Vangelo di Gesù.

 

3. Questa celebrazione sta avvenendo dentro l=eucaristia del Signore. Per questo, le mie parole hanno prima di tutto il senso del ringraziamento al Signore, con e come la Vergine del Magnificat. Siamo tutti convinti che quanto hanno realizzato ammirevolmente i nostri predecessori, e quanto vorremmo realizzare tutti noi, ha senso solo se è un servizio al Regno di Gesù, e perciò anche un servizio al popolo di Dio, all=umanità tutta.

 

Dentro il ringraziamento al Signore, facciamo anche una memoria cordiale dei nostri confratelli, vivi e defunti. Sono ormai molti, con tanti destini umani differenti. Vogliamo oggi raccoglierli in questa eucaristia, intorno a questo tavolo del Regno. E esperimentiamo ancora una volta la gioia di poter essere noi quei servi del Signore chiamati a invitare tutti alla festa del suo Regno. Questo Collegio Internazionale forma i candidati per questo: una fede vissuta e pensata e la sua trasmissione, la missione di questo centro, fanno parte della comunicazione della Buona Notizia. Il Magnificat di Maria è il canto dell=irruzione del Regno, di cui è sacramento l=eucaristia.

 

Teresianum, 30 aprile 2005 

Luis Arostegui, OCD, Prep. Gen.

 

 Discorso del Padre N. Generale in occasione dell=inaugurazione del convento di Lisieux (21 maggio 2005)

 

Mgr Pican, Mgr Gaucher, Mgr Poulain, Père Robert Paul, définiteur general de langue française, Mgr le Recteur, Père Didier-Marie, provincial de Paris, Provinciaux, Soeurs et Frères, Chers Amis de Thérèse,

 

L'inauguration du couvent restructuré de Lisieux se passe à la lumière de la solennité de la Trinité et en ce mois où on célèbre le quatre-vingtième anniversaire de la canonisation de Thérèse de l'Enfant Jésus de la Sainte Face.

Notre jeune Docteur est par sa vie et sa doctrine, transparence particulière de l'Évangile, la révélation B dans le Christ B de l'amour miséricordieux du Père.

 

Thérèse a vecu au Carmel de cette ville en un temps précis. Cette condition concrète rappelle la Sagesse éternelle du Père: l'Amour infini peut se donner et se donne à chaque instant de l'histoire dans l'espace même de notre finitude.

Cet immense et humble message vaut la peine d'être proclamé ici, en cette terre bénie, en cette Église locale, lieu réel de l'universalité de l'Église.

 

Les frères de Thérèse se devaient de travailler ici, en leur charisme propre, avec d'autres,en Eglise.

 

Vous aurez souci de la communauté pour qu'elle soit toujours plus rayonnante et aurez bon contact avec le pèlerinage et le Diocèse. Nous tous sommes convaincus de la nécessité d'avoir des rapports bienveillants entre les collaborateurs; il en va de la forme du témoignage et du fruit de notre travail. Souvent les premiers moments demandent de l'ajustement, de la patience, une communication fluide.

 

Lisieux sera aussi un lieu * naturel + pour les eventuels chercheurs qui voudraient faire un séjour d'étude autour de la pensée, de la vie et du message de Thérèse.

Il y a aussi le projet de la relance du * groupe des Thérésiens +.

Dans un passé pas si lointain, ils ont contribué de manière importante à la recherche et à la diffusion du message thérésien. Il me semble que Lisieux serait le lieu naturel de ces rencontres.

 

Je souhaite pour cette communauté de nos frères, 1'authenticité et la simplicité de vie, l'esprit sincère de collaboration avec l'Église locale et l'originalité et la créativité pour répondre aux défis des gens d'aujourd'hui.

 

La présence du Père Général et des Provinciaux montre combien cette fondation nous tient à coeur et signifie donc la volonté de l'appuyer moralement et reellement.

Merci.

 

P. Luis Arostégui Gamboa,, préposé général o.c.d.

 

  

In occasione del 400° anniversario della prima fondazione a Cracovia:

 

 

Ai Cari Fratelli e alle Sorelle del Carmelo Teresiano in Polonia

nel 400° anniversario della prima fondazione a Cracovia

 

Si compiono quest=anno i 400 anni dall=arrivo dei primi carmelitani scalzi a Cracovia e dalla loro presenza in Polonia. Questa occasione vi vedrà nei prossimi giorni di sabato e di domenica (18-19 giugno) riuniti in rendimento di grazie presso il Santuario Nazionale di Czestochowa, alla presenza delle Reliquie di Santa Teresa di Gesù Bambino, che in questo significativo anniversario avete voluto fossero venerate nel vostro paese.

Ringrazio il Signore per la grande eredità del Carmelo Teresiano in Polonia, che -oltre che in patria- ha visto operare i suoi figli anche nei paesi limitrofi e nelle missioni in Persia, India, Terra Santa e nei nostri tempi anche in Burundi ed in Rwanda, poi in Argentina, come anche nei paesi del vecchio blocco sovietico, inclusa la lontana Siberia.

Ricordiamo che assieme al vostro giubileo ricorrono pure i 400 anni dal giorno in cui la Congregazione Italiana dell=Ordine ottenne la piena autonomia giuridica e celebrò il suo primo Capitolo Generale presso il convento di Santa Maria della Scala a Roma, dove furono accolti i primi candidati polacchi all=Ordine.

Il primo convento fondato a Cracovia 400 anni fa divenne centro di irradiazione del carisma teresiano in tutta la vostra regione, e portò i primi carmelitani scalzi polacchi alle fondazioni in altri luoghi. E così nel 1617 fu creata la provincia polacca dell=Ordine sotto il titolo dello Spirito Santo e poi nel 1734 anche la provincia lituana di San Casimiro, quindi nel 1795 quella russa, detta anche della Volinia, essa pure sotto il patrocinio dello Spirito Santo.

Alcuni anni dopo i frati, nel 1612 arrivarono in Polonia anche le monache carmelitane scalze, i cui monasteri, sparsi in tutto il paese, sono fiorenti pure oggi e intrapresero fondazioni in Islanda, Norvegia, Ucraina, Slovacchia, Kazachistan e Siberia.

Ciò che distingueva i carmelitani scalzi polacchi dagli inizi della loro storia e che dovrebbe costituire anche una sfida per i nostri giorni, è la loro attività missionaria ed ecumenica, soprattutto verso i nostri fratelli cristiani dell=Ortodossia e i riti orientali. Va pure notata l=importante attività pastorale e culturale, soprattutto presso i santuari di Ostra Brama a Vilnius e di Berdicev, dove esistette una ben conosciuta tipografia, oltre a scuole di diverso tipo. Meritano anche il nostro ricordo altri santuari più modesti, ma sempre centri di divulgazione della devozione mariana e della spiritualità teresiana, come quelli di Gudogaj e di Glebokie nell=odierna Russia Bianca, come anche i santuari della Santa Croce a Milatyn in Ucraina e quello del Calvario a Miadiel in Bielorussia. Tuttora ricco di vitalità, nella sua nuova sede è il santuario di San Giuseppe, patrono della città di Cracovia e recentemente fu creato quello di Wadowice, dove il quadro del Santo Protettore dell=Ordine è stato decorato con l=anello pontificio del Servo di Dio Giovanni Paolo II.

 

In tempi più recenti l=antico eremo di Czerna fu trasformato in santuario mariano conosciuto in tutto il paese e furono operate nuove fondazioni, dove la devozione mariana e la spiritualità carmelitana aiutano i fedeli a vivere con gioia e forza il vangelo di Gesù.

Facendo presso di voi la visita pastorale in quest=anno, ho avuto l=opportunità di conoscere meglio la realtà del Carmelo Polacco, che dal 1993 conta due fiorenti Province, quella di Cracovia dello Spirito Santo e quella di Varsavia della Santissima Trinità. Ho ammirato il vostro impegno nella realizzazione del carisma teresiano e nella sua divulgazione, la vostra attività pastorale e missionaria, come anche quella culturale e scientifica. Espressioni di essa sono gli Istituti di Spiritualità e le Case e Editrici a Cracovia e a Poznan con le riviste ?Zeszyty Karmelitanskie@e ?Glos Karmelu@, le Case di esercizi spirituali a Butare, Gorzedziej e Wadowice, le Case di preghiera a Drzewina e Piotrkowice, le parrocchie e le chiese rettorali, realtà diverse tanto in Polonia come in altri paesi, Slovacchia, Stati Uniti, Germania, oltre quelli prima citati.

Un capitolo tutto particolare riguarda il vostro servizio alle sorelle nella vocazione, le monache carmelitane scalze, come anche al laicato raggruppato nell=Ordine Secolare, che mostra segni di rinnovata vitalità con iniziative e traguardi inediti, confraternite, movimenti, associazioni e gruppi di preghiera. Va pure notata la vostra comunione spirituale e il vicendevole aiuto agli Istituti aggregati all=Ordine e presenti in Polonia, ossia quelli delle Carmelitane di Gesù Bambino, le Suore di Santa Teresa di Gesù Bambino, le Carmelitane Missionarie, le Carmelitane Missionarie Teresiane e l=Istituto secolare ?Elianum@.

Mi congratulo con voi, perché godendo dei due confratelli elevati agli altari, Raffaele Kalinowski e Alfonso Maria Mazurek, promuovete le cause di beatificazione dei servi di Dio Anzelmo Gdek, Francesco Powiertowski, Teresa Marchocka, Teresa Kieroci½ska e Kunegunda Siwiec.

Assieme al nostro Definitorio Generale mi unisco con tutto il cuore al vostro ringraziamento e partecipo spiritualmente alle vostre celebrazioni giubilari. Faccio cordialmente mie le parole che prima del suo transito e incontro a Cristo Risorto vi ha scritto il Servo di Dio Giovanni Paolo II, vostro connazionale, tanto legato alla spiritualità carmelitana: ?auguro che le celebrazioni giubilari diventino sorgente delle iniziative che mirino alla fedeltà creativa all=eredità del Carmelo Teresiano in Polonia, l=ispirazione per incominciare di nuovo da Cristo nel cammino di unione con Lui nell=amore@. Sapete bene infatti che soltanto questo è il senso vivo delle celebrazioni giubilari. Avendo io conosciuto più da vicino la realtà del Carmelo Teresiano di Polonia, mi posso appellare di nuovo alla nobiltà dei vostri cuori, perchè siano aperti alla generosità missionaria, specialmente in Africa e in Europa dell=Est, alla collaborazione con l=Ordine, a scrutare con responsabilità i segni delle necessità dei tempi e dei luoghi, costituendo quei ?piccoli collegi di Cristo@ della nostra Madre Teresa di Gesù, radicati sempre nell=amore di Cristo e della Santa Trinità.

 

Vi accompagna la mia preghiera e la mia benedizione

P. Luis Aróstegui Gamboa, OCD, Preposito Generale

 

 

Roma, 15 giugno 2005

 

Reverendi Padri Provinciali

Albert Wach OCD - Cracovia

Marian Stankiewicz OCD - Varsavia

 

 

 

In occasione del 1° Congresso Regionale sulla Formazione in India:

 

THE FIRST OCD REGIONAL CONGRESS ON FORMATION, INDIA, AUGUST 2005

 

Our General Chapter Document of Avila, 2003 makes it very clear, AFormation and renewal of fraternal life in community will continue to be one of the priorities of the Order..@(no.70). It further asks Ato organise Regional meetings of formators in order to work together in formation..(no.93). This First Regional Congress on Formation is indeed a response to the Chapter decision.

 

Though I am unable to be present in this Regional Congress that takes place at Dhyanasadhana, Mysore in the second half of August 2005, I greet you all with joy, dear formators of our Indian Provinces and the Commissariat, who have come together to reflect and share various challenges, needs and hope in the apostolate of formation. I avail this opportunity to thank you first of all, for your availability and dedicated service. Your very desire to be present in this Regional Congress on Formation is an expression of your will to enrich your work as formators. I know that you are involved in a very delicate and important service in the life of the Provinces and of Our Order .

2. Together with you, I am happy to find an increase in the number of vocations in your Indian Circumscriptions. As you know, it is both a grace and a responsibility. It is a grace because it awakens our hope for the future, enkindles our enthusiasm and invites us to a joyful fidelity to the vocation received for the service of Jesus Christ. As responsibility, it demands from us a renewed search to enrich our formation work and to strengthen our commitment. I am aware that you have many years of preparation especially in the religious and academic levels. But the analysis of the real situation reveals to you many new challenges.  

3. The process of formation is necessarily preceded by an initial stage of discernment of vocation. Even before admitting the candidate to the Aspirancy, a stage that you have wisely decided, taking in to account your regional situation, you must ensure always a preparatory discernment of the concrete situation in which the candidate lives. 

4. The stages of Aspirancy and Postulancy are to be conducted well so that the candidate understands the seriousness of our religious life. Every care is to be taken, to train them for a serious and responsible life both in the Formation House and in studies. They must also get a solid Christian formation. 

5. We expect from the candidates a free, transparent and responsible behaviour. Their joyous response is a sign that they have assimilated the demands of their vocation. 

6. Personal accompaniment is absolutely necessary in all the stages of formation. Though there is master or director in charge of them in every stage, he is to be assisted by a formation team. 

7. The Provinces and Circumscriptions need to take special care of the formation of the formators. We understand well the various needs of our Provinces. At the same time, we are all convinced that we must give priority for formation and thus can avoid every improvisation. 

8. It is very important that every Province has a Provincial Formation Programme, as it is prescribed by the >Ratio Institutionis OCD= (no.6) and to update it. Such a programme is an expression of the responsibility shown by the Provinces in the area of formation and it is also a sure and effective instrument for our formators. 

9. I encourage the attempts that are being made to bring together the students of the different Indian Circumscriptions. This is both a necessity and a sign of the times, which the students themselves desire, for a cultural enrichment and a future built on mutual understanding and collaboration. 

10. I am sure that you carry at heart the need to integrate in formation both the knowledge of and love for the people of your Country. Though a knowledge-level formation is necessary, it must lead to a sense of service and involvement in the welfare of the people.

 Dear Brothers, with these words, I wish to express my great appreciation for your work and my keen interest in the field of formation together with you. God bless your efforts!

 

Rome, 18.07.2005

 

     Fr.Luis Arostegui Gamboa, OCD,     Superior General

 

  

In occasione del 50° di fondazione di Oakville: 

                                                                                            Rome, September 5, 2005


Dear Fr Reginald and Community,

 

On this day 50 years ago the first Discalced Carmelites took up residence in their newly acquired property in Oakville in the Napa Valley of Northern California. This new foundation was for the purpose of establishing the first Discalced Carmelite Novitiate in California. The Delegation of the Irish-Anglo Province had taken a big step to insure the growth of the Order in the western United States, Astrengthening the roots which were planted early and deep in California soil@.

The new Novitiate was dedicated to St. Teresa of Jesus and St. John of the Cross. You have fittingly chosen October 15 of this year to celebrate the Golden Jubilee of the Oakville Foundation. It can be said that the Oakville Monastery has served the Order well. This foundation helped to ensure the development and continuity of the Discalced Carmelites as a Areligious family endowed with its own special charism in God=s people and called to fulfill a specific role in the Mystical Body of Christ@ (Constitutions of Discalced Carmelites, Chapter 1) We now have a well established Province of the Order in the western United States.

At the end of twenty-five years in its function as a Novitiate, the monastery was designated a House of Prayer. It continues to be a beacon of hope in the Napa Valley and a place of peace and of encounter with God.

May God bless the California-Arizona Province and ensure its continued growth and vitality.

With fraternal best wishes,

 Fr Luis Aróstegui, ocd, Superior General

 

Rev. Fr. Reginald McSweeney, ocd

Mount Carmel

Oakville, CA

U.S.A. 

 

In occasione dell=80.mo anniversario di professione religiosa di P. Nilo Geagea:

 

Roma, 11 settembre 2005

 

Rev.do P. Nilo Geagea, OCD

Carmelitani Scalzi

Monte Carmelo - Haifa

 

Carissimo P. Nilo,

 

la fausta ricorrenza dell=80° anniversario della tua professione religiosa, che ricorre oggi e che festeggerai il 25 settembre, è motivo di gioia e di riconoscenza non solo personale ma del Carmelo, specialmente della Provincia Veneta, della Romana e della Semiprovincia del Libano.

La celebrazione di questa lunga storia di alleanza mi piace esprimerla attraverso tre verbi che rivelano altrettante attitudini esistenziali e di vita secondo lo Spirito: fare memoria, celebrare e riconoscere. 

Un religioso fa memoria nella sua vita e con la sua vita del primato dell=amore (Rm 5,5) e della misericordia del Signore (Lc 2). Questa attitudine non vuol dire semplicemente ricordare, ma implica la dimensione dell=abbandono, di quel Ami è dolce naufragar in questo mare@ di leopardiana memoria. La memoria di un religioso è un naufragio nell=Oceano dell=Amore che genera stupore e tenerezza. 

Un religioso celebra con gratitudine la maternità della Chiesa e vive con riconoscenza il servizio svolto a favore del popolo di Dio. Questo implica l=offerta di tutto quello che abbiamo ricevuto, significa fare un rendimento di grazie, una eucaristia sul mondo. 

Riconoscere che l=appartenenza al Carmelo è stata una passione che ha attraversato la vita, significa non solo aver vissuto nella consapevolezza del senso e del significato dell=esistenza, ma implica anche la configurazione a Cristo Gesù, fino all=ossequio di Lui, ad imitazione di Maria, Sorella nostra e Regina del Carmelo. 

Assicuro la mia preghiera in questa occasione per chiedere al Signore e alla Vergine che ti ricompensino abbondantemente come desideri. 

Con gli auguri della Casa Generalizia ricevi pure i miei più cordiali saluti e la mia benedizione. 

Fraternamente nel Carmelo

 

P. Luis Aróstegui, OCD, Preposito Generale

 

 

MESSAGE AUX CARMES DE LA DÉLÉGATION GENÉRALE DU CONGO 

 

1. Salutations

 

Chers confrères,

 

Je me trouve à Kinshasa pour la seconde fois. J'étais venu une première fois en 1989 au Congrès du Carmel africain convoqué par le P. Général Felipe Sáinz de Baranda et auquel ont participé les représentants de toutes les différentes présences d'alors ainsi que les Provinciaux des Circonscriptions impliquées. J'étais venu à titre de Provincial de la Province de Navarre à laquelle appartenait la Délégation du Malawi. J'ai eu l'opportunité de visiter le Malawi trois fois et une fois Nairobi au temps où les étudiants du Malawi étaient intégrés à la maison de formation anglophone de cette cité. 

J'ai maintenant la joie de vous rencontrer et de vous accompagner en ce moment important de votre cheminement en tant que Délégation Générale.

En accord avec les désirs manifestés par les représentants de l'Afrique au Chapitre Général d'Avila en 2003, ce même Chapitre a décidé d'élire un Définiteur responsable pour l'Afrique parce que le développement du Carmel en ce grand continent justifiait une présence plus spécifique de la part du Centre de l'Ordre. Je suis heureux de cette exigence manifestée avec raison par les confrères et de la décision opportune du Chapitre Général. L'expérience actuelle nous montre que carmes et carmélites ont besoin du soutien du gouvernement général. 

Cette nécessité pour toute l'Afrique et spécialement pour la Délégation Générale de la République du Congo provient de du développement rapide de la Délégation en terme quantitatif. Le grand nombre génére nécessairement des problèmes spécifiques. 

La seconde raison est la jeunesse du Carmel en Afrique et particulièrement de votre Délégation Générale. Cela autant quant à la création de la Délégation que de l'âge effectif des membres de la Délégation. La croissance rapide ne permet ni la préparation souhaitable ni une expérience suffisante face à la réalité et les situations nouvelles. 

Nous devons ajouter un troisième facteur: la provenance diverse des membres de cette présence carmélitaine au départ. Les vocations furent accompagnées par des formateurs et supérieurs n'ayant pas suffisament de critères communs étant des missionnaires de différentes Provinces. Cette constatation ne veut pas amoidrir le grand mérite des formateurs et supérieurs qui ont oeuvré avec courage, confiance et un grand esprit de sacrifice. Nous essayons simplement de comprendre les difficultés qui ont fait souffrir tous les intervenants. Nous voulons surtout réfléchir ensemble et collaborer dans un esprit de responsabilité fraternelle en regardant vers le futur. 

Nous avons l'intention d'accompagner votre Délégation et tout le Carmel en Afrique avec une attention particulière. Cette attention privilégiée est encore plus justifiée en votre cas, car vous relevez directement du Définitoire tandis que d'autres Circonscriptions se trouvent sous la juridiction d'une Province déterminée.

Cet accompagnement doit se faire dans un climat de confiance et de dialogue sur la base de critères communs de la vie religieuse en général comme de notre charisme propre. Il est nécessaire d'avoir une vision commune et une intégration personnelle de nos valeurs religieuses. Nous savons bien qu'une personne ou une communauté si elle ne partage pas cette vision et si elle n'assume pas intérieurement ces valeurs ne pourra pas, par exemple, faire siennes les décisions de l'autorité compétente, elle n'entrera pas dans la "normalité" tant de la vie religieuse proprement dite que celle plus particulière au charisme. Finalement la vie doit naître à partir de l'intérieur, la vocation doit s'épanouir de l'intérieur. Les autres actions, les interventions des tiers servent à protéger et à permettre cette naissance et cette croissance. 

A ce propos, je me réjouis du fait que le Définiteur responsable de l'Afrique soit un africain. Avec lui vous pouvez dialoguer en "syntonie" et quant à moi, je le rencontre avec confiance et franchise. Cette collaboration sincère doit se vivre entre tous et même plus profondément encore en votre cas pour les motifs susmentionnés ainsi que tenant compte des évènements récents qui sans aucun doute sont présents à votre coeur. Tous, nous cherchons à implanter profondémént le Carmel en votre grand pays pour le bien de l'Eglise de Jésus et pour le bien de votre peuple. 

A l'occasion de cette rencontre qui se veut un échange avec vous, je voudrais en ce message rappeler quelques points que je considère aujourd'hui autant pour moi que pour la communauté du Carmel d'une importance capitale, des points fondamentaux et décisifs.

 

2. Jésus et son évangile


La lettre apostolique Novo Millennio Inuente nous invite à "contempler le visage du Christ" (16). Auparavant, le Concile Vatican II, à propos de la vie consacrée, avait insisté à plusieurs reprises sur son aspect fondamental d=engagement à la suite de Jésus, en disant : "la norme ultime de la vie religieuse est de suivre le Christ" (PC 2).  

Cela semble une évidence parce que nous sommes chrétiens. Mais il s'agit justement de ne pas supposer cela comme une chose acquise. Aujourd'hui, lorsque nous méditons sur la vie religieuse et disons que nous devons retourner à Jésus et son évangile, nous ne voulons pas dire: nous resouvenir de quelque réalité déjà sue que l'on suppose acquise, toujours présent et au présent de notre histoire et que l'on se remémore pieusement. Nous nous rendons compte et nous affirmons que ce type référence à Jésus-Christ et à son évangile n'est pas suffisant. De fait, le lien au Christ et à son évangile est-il toujours le véritable critère des options et décisions tant des personnes que des communautés? Si le référence à Jésus-Christ et à son évangile n'est pas aujourd'hui pour les personnes comme pour les communautés le critère des options et décisions, la référence de nos vies et de nos engagements, alors notre vie religieuse est hors de son axe fondamental. 

La lecture attentive des évangiles, leur étude, et leur méditation dans la prière nous permettent de recueillir les traits fondamentaux de Jésus. Il apparaît clairement comme une personne libre vis-à-vis de tout et à l=égard de tous ceux qui peuvent mettre des obstacles à sa mission d