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89° Capitulum Generale Ordinis Carmelitarum Discalceatorum
Avila 28 aprile - 18 maggio 2003

Documenti

SALUTO DEL PRIORE GENERALE O.CARM.
Joseph Chalmers al Capitolo Gen. OCD

 

 

 

Un Caro saluto a tutti. Sono molto contento di questo invito, e mi sento quasi a casa, perché ormai conosco molti di voi, ci siamo incontrati in svariate occasioni.

Sono contento di essere nella città della “nostra” Santa Madre. Devo dire che ella ha sempre avuto una profonda influenza sulla mia vita personale e sulla mia vocazione, i suoi scritti non cessano di essere per me fonte d’ispirazione.  

Mi congratulo con padre Luis, per la tua elezione a Superiore Generale e con i nuovi Definitori. Spero sinceramente che potremo continuare il dialogo e la collaborazione tra i nostri due Ordini. Vi porto il saluto, le preghiere e i migliori auguri del mio Ordine, anche in vista delle decisioni che prenderete in questo Capitolo.  

Ringrazio molto anche padre Camilo, augurandogli un gioioso e fecondo anno sabbatico, se il Nuovo Definitorio glielo accorderà… E’ stato padre Camilo effettivamente ad aprire le porte al dialogo che portiamo avanti ormai da dieci anni tra i nostri due Ordini.  Siamo stati molto contenti di collaborare con lui e penso che la nostra collaborazione ha già portato abbondanti frutti.  

Nell’ultima nostra lettera circolare scritta in comune, “Affinché il mondo creda”, p. Camilo ed io abbiamo scritto “riaffermiamo, per quanto abbiamo potuto constatare, che desideriamo proseguire approfondendo la nostra fraternità e collaborazione. I conflitti e le tensioni della storia passata devono essere lasciati alle spalle per consentirci di aprirci al futuro ‘dovunque lo Spirito ci mandi a compiere anche grandi cose’ (VC 110)”.  

In questo breve riesame di quanto è stato fatto, è evidente la constatazione che abbiamo fatto grandi passi a livello di comunicazione e cooperazione.  Inoltre, in entrambi gli Ordini c’è stata una diminuzione di pregiudizi ed una crescita di collaborazione, sia a livello regionale che nazionale.  

Certo in alcune zone del mondo c’era stata una decennale collaborazione tra i nostri due Ordini, a volte precedente alle iniziative che i due Consigli generali hanno preso insieme. Il dialogo a livello di Consigli Generali ha incoraggiato tale cooperazione e, ad essere sinceri, ha anche infastidito alcune persone, ma sappiamo che non possiamo sperare di accontentare sempre proprio tutti.  

Vorrei raccontarvi una storia, tratta da un famoso libro “I viaggi di Gulliver”.  Ad un certo punto Gulliver arriva in una piccola isola, dove esiste una popolazione nettamente divisa in due. Esistevano due gruppi di persone, i Grandi Endiadi e i Piccoli Endiadi, costantemente in lotta tra di loro.  Ora tutta la popolazione dell’isola faceva colazione allo stesso modo, con un uovo alla coque, bollito esattamente tre minuti. Un gruppo apriva l’uovo da una parte, mentre l’altro gruppo apriva l’uovo esattamente dalla parte opposta, da qui i nomi Grandi Endiadi e Piccoli Endiadi. Entrambi i gruppi insistevano che il lato da cui aprivano il loro uovo alla coque fosse l’unico giusto, e insultavano e burlavano l’altro gruppo.

E’ una triste storia.  

Il nostro mondo ha problemi molto seri. La Chiesa nel recente passato ci ha chiamati ad una nuova evangelizzazione. C’è una diffusa sete di spiritualità, insieme ad un rifiuto per ogni religione strutturata. Il Carmelo può offrire una spiritualità profonda ed interamente cristiana allo stesso tempo, ben fondata nella tradizione della Chiesa. A volte la gente è sorpresa di conoscere gli insegnamenti profondi di Teresa di Gesù e Giovanni della Croce, dopo aver cercato lontano - ad esempio nella New Age o in Oriente - una spiritualità profonda che non trovava nelle proprie parrocchie o gruppi a volte troppo ripetitivi o strutturati.  Parliamo di preghiera, di contemplazione come trasformazione della persona umana nel suo quotidiano, ma se non sappiamo perdonare le ferite del passato, che testimonianza stiamo offrendo al mondo?  Dobbiamo essere in comunione gli uni con gli altri, “perché il mondo possa credere”.  

Sapete che i nostri due Definitori Generali si sono riuniti ed hanno vissuto insieme per una settimana in Terra Santa, appena dopo la celebrazione di un vostro Definitorio Straordinario. Abbiamo visitato insieme i monasteri delle Carmelitane Scalze.  Ad un certo punto, penso che fossimo a Betlemme, una monaca mi rivolse una domanda, mentre eravamo tutti riuniti insieme: “Quando si uniranno finalmente insieme i due Ordini?”  La mia reazione interna fu “Oh my God!”, e cercai di interessarmi molto alla trama del pavimento del parlatorio.  Dopo un certo silenzio calato tra noi, p. Camilo diede una risposta molto saggia: “Sorella, ha presente le difficoltà che ci sono ad unire due monasteri di Carmelitane Scalze? Quando per tante ragioni si rende necessaria una fusione di monasteri, ci troviamo davanti a problemi che sembrano insormontabili. Lei pensa che sia facile, dopo 400 anni di storia separata, indipendente, pensare realisticamente ad una riunificazione? Sarebbe praticamente impossibile”.  Bene, così penso anch’io: siamo chiamati non alla riunificazione ma alla comunione.  

Non abbiamo mai pensato di riunificate i due Ordini a livello giuridico.  La nostra diversità è un arricchimento per entrambi. Stiamo invece cercando e sperando di continuare un dialogo in un’atmosfera di amore fraterno.  E ci sono molte ragioni, oltre a quelle menzionate che facevano riferimento al capitolo 17 di Giovanni e alla preghiera di Gesù di rimanere in comunione affinché il mondo creda, e tra esse ci sono la nostra Regola e la nostra comune storia.  Da parte nostre sentiamo un profondo senso di fraternità con i Carmelitani Scalzi, uomini e donne.  Riconosciamo in Santa Teresa e San Giovanni della Croce i due più grandi esponenti della spiritualità carmelitana, due geni spirituali che hanno portato la tradizione carmelitana ad un livello completamente nuovo. Siamo contenti e in comunione di gioia quando un Carmelitano/a viene beatificato/a, proprio perché riconosciamo in essi il … “carmelitanesimo”.  Devo dire però, e in questo molti di voi saranno d’accordo, che di alcune canonizzazioni siamo più contenti che di altre.  

La nostra Regola dice di fare tutto “nella Parola di Dio” (n. 19). Allora diamo testimonianza alla Chiesa e al mondo che la Parola di Dio vive veramente nei nostri cuori, e che siamo motivati da essa in quello che facciamo, non da rivalità o da altri sentimenti mondani.  Il nostro mutuo dialogo, credo, aiuta ciascuno di noi, e certamente rende la nostra testimonianza più credibile. 

Continuiamo per questa strada, affinché il mondo intero creda!  

 
    
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Updated 05 mag 2003  - Page maintained by O.C.D. General House