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Ordo Carmelitarum Discalceatorum ( O.C.D. )

RELAZIONE DEL PREPOSITO GENERALE

P.
Luis Arostegui, Prep. Gen.

 

 Uno degli scopi del Definitorio Straordinario (come nel caso di un Consiglio plenario o di un’Assemblea Provinciale) è, nella promozione dell’unione dell’Ordine e con tale fine, la comunicazione sullo stato dell’Ordine. E’ noto che è impossibile dare un’idea dello stato dell’Ordine nella sua totalità, come succede nelle vostre comunicazioni e relazioni – per esempio – al Capitolo Provinciale. E’ una certa visione di alcuni punti che si considerano importanti nell’insieme, o piuttosto del punto di vista del governo generale, supponendo che le altre realtà siano conosciute.  

1. Statistiche 2004 

a) dove cresce o ricomincia (regioni)  

In Asia, Oceania, in generale.  In modo sorprendente in India, mentre in modo più modesto in Corea, Indonesia e ultimamente nelle Filippine.

In Africa, non come fenomeno di massa ma in modo significativo, a seconda dello sviluppo delle diverse regioni dove si è cominciata una missione.

In America Latina si avanza poco, si mantiene. Senza dubbio è positiva non solo in se stessa bensì dal punto di vista statistico il consolidamento di alcune province.

Bisogna anche segnalare la crescita nell’Est europeo: oltre alla Polonia, con due province consolidate, abbiamo anche una ragione di speranza dal lento avanzamento di Bielorussia, Ucraina, Rep. Ceka, gli inizi in Slovacchia, Romania e Bulgaria.  

b) dove diminuisce  

In Europa occidentale e centrale. L’Europa è ancora il gruppo più numeroso, di gran lunga, ma senza dubbio cala continuamente, grazie alla sproporzione delle vecchie vocazioni con le attuali. Un esempio significativo: tra il 2000 e i 2003 è diminuita di 100 membri. Abbiamo però alcune province che presentano segni di speranza, e possono servire da esempio per altre.

Negli Stati Uniti e Canada si mantiene ma cala leggermente.

Il Vicino Oriente si mantiene ma, come si vedrà, dipende in gran parte da religiosi di altre parti del mondo.  

Ci manteniamo pertanto appena appena come numero totale negli ultimi anni, non superando con chiarezza le cime di alcune regioni e i cali di alcune altre.  

2. Espansione  

Riguardo all’espansione, possiamo segnalare quanto segue:  

a) Promozione vocazionale : Il Definitorio ha organizzato, come prima riunione del sessennio, l’incontro dei promotori vocazionali europei, tenendo conto della situazione particolare di questo continente rispetto alle vocazioni.

Nelle visite pastorali e nelle altre visite, il criterio del Definitorio è l’insistenza su di una promozione pastorale adeguata, che si traduce nelle determinazioni concrete del visitatore.  

b) nuovo status delle circoscrizioni:  eseguita l’erezione delle due province del Brasile, approvata dal Capitolo Generale, il Definitorio ha eretto il Commissariato di Delhi (Punjab), il Commissariato di Andhra Pradesh, la Delegazione Generale di Argentina, e ha dotato di un nuovo status la Delegazione Generale di Congo-Kinshasa.  

c) nuovi territori : si sta preparando la fondazione in Lettonia e Lituania, e si faranno i primi passi per le fondazioni in Myanmar, Sri LAnka e Cina. Il Commissariato delle Filippine ha assunto come propria la missione in Vietnam, destinando un padre che possa accompagnare le vocazioni di quel paese, del quale abbiamo già 4 professi semplici che si stanno formando nelle Filippine.  

3. Animazione: Comunione e Formazione 

L’espansione dell’Ordine è un bene apprezzato, perché è segno della sua energia e vitalità. Di fatto, tutti crediamo che l’espansione sia autentica quando comporta una crescita di vita. Per questo vogliamo porci al servizio della Comunione e della Formazione. I mezzi per giungervi sono conosciuti, li segnalo brevemente:  

a) Visite pastorali e fraterne sono al primo posto. Abbiamo deciso che si compiano – se possibile – nel primo triennio, o perlomeno quanto prima, in modo che in seguito il Governo generale mantenga un contatto regolare con le Province. La presidenza del Generale e dei Definitori nei Capitoli favorisce la comunione, e vi coopera pure, nelle diverse regioni, la presenza del Segretario per le Missioni e del Delegato Generale per l’OCDS.  

b) Riunioni – Abbiamo pensato che queste riunioni di comunione e di formazione potrebbero essere preferibilmente regionali, in modo che la partecipazione oltre che essere maggiore, fosse più viva e soprattutto più efficace. Abbiamo in vista le seguenti riunioni:  

- della  formazione – vorremmo ce ne fossero due nel sessennio, data l’importanza del tema, e data la necessità che ci sia una continuità e un approfondimento nelle tematiche concrete. La prima è in atto: si è realizzata in Europa, nell’Africa francofona, in India e avrà luogo quanto prima in America Latina, e più tardi in Asia Orientale.  

- delle case editrici – con l’obiettivo di una maggiore collaborazione, desideriamo una riunione di Case Editrici di tutto l’Ordine. E’ in preparazione, e verrà realizzata nel 2006.  

- di  preghiera e liturgia – come parte della Formazione permanente, memoria e rivitalizzazione della nostra stessa vita spirituale. Si stanno facendo i primi passi, e diventerà realtà per regioni nel 2007.  

- di animatori missionari per l’Europa. Si sta preparando la sua realizzazione nel gennaio 2007.  Si sta anche pensando ad una riunione delle Missioni per le circoscrizioni dell’India e dell’Asia orientale.  

- degli storiografi dell’Ordine, per tastare il polso della nostra storiografia e al fine di animare e coordinare le investigazioni e le pubblicazioni esistenti. Sarà una riunione mondiale, e verrà effettuata possibilmente nel 2007.  

- di riviste ed altri mezzi di comunicazione – E’ un progetto meno concreto, che dipenderà dalla risposta e dagli interessi di coloro che vi sono implicati.  

4. Collaborazione  

La collaborazione – ovviamente – è in continuità con quanto si stava facendo prima. E’ comunque di stimolo fissare lo sguardo su alcuni eventi che donano speranza e possono ravvivare la nostra immaginazione.

Riunioni regolari tra le circoscrizioni dell’Asia orientale, per organizzarsi insieme.

In concreto, le Filippine si offrono come centro di Formazione di teologia per tutta l’Asia Orientale.  

India. Si promuovono riunioni comuni di studio e di formazione, come pure riunioni di studenti, secondo la loro espressa volontà, riferitami nelle due visite pastorali.  

America Latina. Oltre alla collaborazione di tutte le regioni ai congressi e alla riunioni, ci è di esempio la collaborazione della Colombia in Perù, ed ora anche in Argentina, dove prima collaboravano già argentini, spagnoli e polacchi. Anche il Messico, insieme con la Colombia, ha invitato alcuni giovani per il servizio futuro in Terra Santa – Egitto.  

Europa: religiosi delle due province di Polonia collaborano, fin dalla loro divisione, in Ucraina, Bielorussia ed ora anche in Siberia. Ci sono religiosi polacchi in Germania, e Cracovia aiuta anche l’Ungheria.  

Italia: oltre al Centro Interprovinciale di Morena (RM), con la sua importante casa editrice, si sta tentando ora di promuovere un centro vocazionale interprovinciale, per il quale si stanno compiendo i primi passi.  

In Africa c’è stata una collaborazione nella regione anglofona, soprattutto attorno alla casa di teologia di Nairobi. Il desiderio è che maturi un progetto di collaborazione nell’Africa francofona, con la partecipazione di tutti coloro che vi sono implicati.  Proprio lì anche il Congo fornisce la sua collaborazione, come pure la provincia di Malabar, nella missione in Rep. Centrafricana. Il Congo aiuta anche con un religioso in Terra Santa. Questi aiuti sono preziosi, e senza di essi molte realtà non avrebbero potuto sussistere, come nel caso di Terra Santa o del Quwait e altre, sia in passato come attualmente.  Un valido aiuto è anche l’accoglienza degli studenti nelle Province al fine dell’apprendimento delle lingue. Intendiamo fare riferimento soprattutto ai progetti comuni di cooperazione mutua, con una certa consistenza per il futuro.  

Qui vorrei trattare dell’impulso alla cooperazione tra fiorenti Province (soprattutto nuove) e Province in crisi vocazionale, perché non si perdano né presenze significative né il patrimonio. La Provincia Lombarda ha fatto alcuni passi in questa direzione, sollecitando e accordandosi per un aiuto con Karnataka-Goa e con il Madagascar. Timidamente è iniziata anche una collaborazione di accoglienza di giovani padri, in un piano di reciproco aiuto.  

Anche se ci rendiamo conto delle difficoltà, vorremmo che in questo Definitorio straordinario si cominciasse a considerare tale questione, da proporre al discernimento di ogni provincia.  Certamente dal punto di vista dell’Ordine appare preferibile che invece di inviare religiosi in aiuto ad una diocesi sotto convenzione, tale accordo si realizzi, per quanto possibile, con una Provincia. Ciò è possibile o integrando gli aiuti personali nelle comunità della Provincia che riceve, o assumendo una casa sotto la responsabilità di una Provincia, appartenendo però la comunità, in concetto di servizio, alla Provincia proprietaria della casa.  

Ricordo qui che, rispetto a quanto ordinato dal Capitolo Generale, al n. 117 sulle comunità o le persone al servizio della diocesi in territorio appartenente ad altre circoscrizioni dell’Ordine, il Definitorio ha emesso un decreto nella sessione 45 del 16 settembre 2004. In esso riaffermiamo che il criterio di base della delimitazione delle Province è territoriale, nella nostra legislazione e tradizione. Ma tale delimitazione non è né assoluta né eterna, ed è al servizio della espansione dell’Ordine e della pastorale. Per questo è possibile la fondazione di una comunità in territorio di un’altra provincia, a condizione che ci sia un accordo mutuo tra le Province e l’approvazione del Definitorio.

Lo stesso vale per la presenza di una comunità religiosa nel territorio di un’altra provincia, anche senza una fondazione canonica. Anche nel caso che un religioso debba permanere per qualche legittimo motivo nel territorio di un’altra Provincia, si deve farne comunicazione al Provinciale della stessa.  

Questa normativa è chiara ed oggettiva, e pertanto mette chiarezza nelle relazioni. Allo stesso tempo, è aperta nei suoi principi sia all’espansione dell’Ordine e sia alle necessità pastorali. Certo essa presuppone una cultura del dialogo e della collaborazione, perché possa facilitare l’armonia e la vitalità, ed essere pertanto efficace.  

Connesso alla collaborazione, c’è anche il tema della ristrutturazione, o può esserlo. Dal Definitori è venuto un impulso a ciò che si può chiamare una certa ristrutturazione, come nel caso dell’Argentina, dal momento che la Costituzione della Delegazione Generale si è decisa principalmente per radunare le forze di entrambe le Delegazioni, in un unico progetto futuro per il Carmelo argentino.  

Per il resto, dal dialogo nelle Province si percepisce che la ristrutturazione è più fattibile a livello operativo, per esempio nella formazione. La ristrutturazione di altre realtà giuridiche potrebbe essere piuttosto un risultato di questo cammino, anche se non si escludono gli intenti di una ristrutturazione più diretta (Doc. di Avila 2003, n. 116-118).  

5. Cultura 

Per quanto si riferisce alla promozione della cultura, possiamo segnalare i seguenti punti.  

Nelle visite incoraggiamo gli studi di specializzazione, nelle possibilità delle circoscrizioni, che in genere hanno sempre bisogno di personale.  

Il Definitorio, in dialogo con la Facoltà stessa del Teresianum, cerca di rinnovare il corpo insegnante, e il personale che anche lì è necessario.  

L’impegno del Definitorio ad Avila dove, oltre alla costruzione della nuova sede si sta lavorando all’elaborazione di progetti di servizio differenti, è una parte della promozione della cultura, ed aspira ad essere anche un’opportunità di rinnovamento spirituale.  

Il Seminario delle Missioni: ultimamente il Definitorio ha deciso di non affittare ma di impiegare direttamente la struttura al servizio dell’Ordine (come verrà spiegato più avanti). Questa nuova decisione è stata presa tenendo conto dei criteri della comunione dell’Ordine e della promozione della cultura.  

Istituto storico dell’Ordine (Doc. Avila 2003, 122).  Abbiamo visto la necessità di formare giovani specializzati che si iscrivano all’Istituto. Abbiamo cercato in tre province, e un candidato è venuto anche a Roma, ma non è stato assistito dalla salute. Non si abbandona per niente il progetto, però, come sanno bene i provinciali attualmente implicati.  

A Nairobi (Kenya) nel Tangaza College, frequentato dai nostri studenti dell’area anglofona, l’Istituto di Spiritualità e di Formazione Religiosa, è stato accettato sotto il Definitorio, che si prenderà cura della Direzione del Centro e di un certo aiuto economico, nel caso sia necessario.  

In India, oltre ai vari centri di spiritualità, c’è un centro accademico di teologia “Jyothir Bhavan” a Kalamassery, della Provincia di Manjummel, accanto al quale funzionerà anche un “Centro Carmelitano di Studi per l’Asia”.  

Nella Delegazione Generale della Rep. del Congo, a Bukavu, il centro intercongregazionale di studi di formazione filosofica ha la sede nella nostra casa, ed è diretto dai nostri fratelli.  

Segnaliamo tali fatti relativamente nuovi, e di un certo rilievo. Il resto, tutta la realtà per esempio delle varie riviste di alto livello che vengono pubblicate, viene dato per scontato, come pure i non pochi religiosi che compiono i loro studi di specializzazione, alcuni dei quali si dedicano anche all’insegnamento nelle varie Facoltà e alla produzione teologica.  

6. Regioni dell’Ordine 

I Definitori faranno un’esposizione circa le proprie rispettive zone regionali. Nonostante penso sia conveniente ricordare e sottolineare quanto segue.  

a) C’è una vasta zona dell’Ordine dove è in particolar modo necessaria una pastorale vocazionale, come l’Europa in generale e l’America del Nord (Stati Uniti e Canada). Si sente il bisogno di entusiasmo nuovo, sobrio ma reale, ossia la necessità di maggior fiducia nella nostra vocazione, vissuta in modo semplice ed autentico, trasmessa agli altri soprattutto con la propria esistenza e la vita comune.  

b) Ci sono vaste zone dell’Ordine dove sono particolarmente necessari il discernimento vocazionale e l’accompagnamento personalizzato, penetrando nella cultura e nella mentalità dei popoli.  

c) E’ una gioia segnalare il risveglio dell’Ordine nei paesi dell’Europa dell’Est, che storicamente hanno sofferto diverse traversie, e sono stati per lungo tempo sotto regii comunisti. E’ una realtà ancora fragile, per ovvie ragioni, che merita la nostra attenzione ed impegno cordiale.  

d) Allo stesso modo sono una sfida e una speranza insieme, davanti alle insicurezze del futuro, i paesi che si aprono all’Ordine, come il Vietnam, Myanmar, Tailandia, Indovina o la stessa Cina. Abbiamo l’impressione che possano essere terreno fertile per il nostro Ordine.  

e) Nel Vicino Oriente, la prima terra missionaria del Carmelo Teresiano fin dall’inizio del secolo XVII, intravediamo ombre e speranze.  Il Quwait è e rimane terra di missione: non nel senso che ci si dirige alla gente, poiché si lavora con cristiani immigrati, ma nel senso che lì l’Ordine non può pretendere di impiantarsi, bensì rimanere al servizio del popolo di Dio disperso. In questa missione il 2 settembre u.s. è stato consacrato il nuovo vescovo, Camillo Ballin, comboniano, senza però che lo “ius commissionis”, ossia l’affidamento della Missione al nostro Ordine, dato cinquant’anni fa da papa Pio XII, sia stato revocato. Gli attuali missionari e noi, abbiamo deciso di continuare a restare per amore verso la comunità cristiana di emigranti, che i nostri missionari hanno saputo formare, e che corrispondono con cordialità e collaborazione.  

Il Librano è una semiprovincia che si sta consolidando poco a poco, e che aiuta con alcuni effettivi, che non possono essere molti, nello stesso Vicino Oriente. La Terra Santa continuerà a dipendere dai religiosi di altre zone del mondo. Abbiamo due punti che cominciano ad offrire segni di speranza, Egitto ed Iraq. In Egitto ci sono vocazioni provenienti dalle antiche cristianità, ed in Iraq abbiamo un gruppo di cinque postulanti, nella piccola comunità formativa costituita da tre padri. E’ nostro dovere proteggere ed appoggiare tali realtà vocazionali. In Egitto, dove siamo radicati nel noto santuario di santa Teresina, centro di devozione ecumenica e di opere sociali, abbiamo un progetto per costruire una seconda casa, per accogliere una comunità formativa, per accogliere le possibili vocazioni.  

7.  Realtà dipendenti dal Definitorio 

La comunità permanente del Teresianum, dall’anno 2004, alloggia anche i padri studenti che frequentano la licenza di spiritualità o lavorano all’elaborazione di una tesi.  

Facoltà del Teresianum (Doc. Avila 2003, 119).  Vi ho fatto cenno in precedenza, e avremo in seguito la comunicazione del preside della Facoltà. Non è inutile ricordare che tutta la realtà del Teresianum è un bene dell’Ordine per tutto l’Ordine, e che ciò che vi si impiega, come personale e a livello economico, viene utilizzato propriamente per tutto l’Ordine.  

Collegio Internazionale. Tra la fine dell’anno scolastico precedente e quello che comincia ora a Roma, ci sono stati alcuni cambiamenti nell’equipe formativa, dovuti a circostanze esterne, anche se la formazione e l’ambiente nel Collegio erano molto soddisfacenti. Le relazioni del Collegio con la Comunità permanente del Teresianum, entità distinta e separata, sono eccellenti.

S.M. della Scala – Procede nella norma. Il Governo generale mantiene una relazione regolare con al direzione e con gli studenti, ed ha rielaborato gli statuti, dimostrando di voler rimanere vicino a questa istituzione dell’Ordine.

Dobbiamo sempre ricordare che i giovani padri inviati in questa casa devono accettare di integrarsi in una comunità carmelitana di vita internazionale, che ha l’irrinunciabile finalità, insieme allo studio, di vivere la nostra vita e di creare comunione tra le Province del nostro Ordine.

Allo stesso modo ci si aspetta, in questo caso come in altri simili, una trasparenza economica, per quanto riguarda borse di studio e aiuti, con i superiori della casa e con il governo generale.  

Seminario delle Missioni. E’ noto che il precedente Definitorio, davanti al fatto che nel convento di S.M. della Scala ed in altre comunità della città i giovani padri studenti avevano trovato posto, e allo stesso tempo davanti alla pressione economica patita, aveva deciso di riconvertire il Seminario delle Missioni in un hotel. Noi stessi, nella sessione 35 del 19 maggio 2004, avendo esaminato nuovamente la situazione, avevamo riaffermato la stessa decisione, per i medesimi motivi.  Ma nella sessione di maggio del presente anno, davanti alla reiterata difficoltà che si riscontrava ogni anno nell’alloggiare con facilità i giovani padri studenti, e con la speranza che la situazione economica vada migliorando anno dopo anno, ci è parso di non poter rinunciare per 18 anni a questo immobile, che di per se stesso è destinato ad essere spazio culturale e formativo dell’Ordine.  In effetti, la ragione principale è stata quella di assecondare il desiderio di favorire la comunione dell’Ordine, per la quale l’incontro dei giovani in specializzazione è uno strumento molto apprezzato. Allo stesso modo volevamo promuovere la cultura dell’Ordine, e pertanto offrire facilitazioni alle Province. Questa decisione, rischiosa dal punto di vista economico, è stata maturata per questi motivi, e con la speranza che l’Ordine nel suo insieme, risponderà con generosità responsabile a favore del bene dell’Ordine stesso.  

Lascio alle comunicazioni particolari, che saranno più dettagliate, i riferimenti alla Delegazione Israele-Egitto (progetto Stella Maris e Gerusalemme, commissione economica e di formazione, vendita del terreno di Gerusalemme, acquisto di un altro) e ad Avila.  

8. Lisieux e Fatima   

A Lisieux è stato inaugurato nel maggio 2005 il convento dei frati della Provincia di Parigi, convento che il Definitorio, per il significato ecclesiale del luogo, considera meritevole di un’attenzione particolare da parte sua. Esorta pertanto le Province ad essere disponibili nella collaborazione, specialmente la Provincia di Avignone-Acquitania, per ovvi motivi.

La finalità della fondazione è pastorale, essere cioè – in sintonia con il luogo – una presenza di spiritualità in collaborazione con la pastorale di insieme del santuario e della diocesi.

Le si affida anche l’organizzazione di incontri di studiosi di santa Teresa di Gesù Bambino e del Santo Volto, e che sia un luogo accogliente per investigatori particolari.  

A Fatima la Provincia di Portogallo sta progettando la costruzione di una nuova casa, con l’obiettivo di collaborare alla pastorale mariana del santuario, soprattutto promuovendo la pastorale giovanile.  Potrebbe anche essere un luogo di accoglienza per riunioni teologiche mariane o altro.  Anche se la disponibilità della casa progettata è ancora lontana, ve lo annunciamo per il significato che essa potrà avere per l’Ordine in futuro.  Come quanto detto sopra per Lisieux, il desiderio è di poter formare lì una comunità internazionale, orante e fraterna, che offra ai pellegrini il suo servizio pastorale in diverse lingue.  

8. Centenari 

 Elisabetta della Trinità 

Il centenario dedicato alla beata Elisabetta della Trinità verrà celebrato tra la domenica della Santissima Trinità, 11 giugno 2006, e la stessa solennità liturgica del 3 giugno del 2007. Verrà aperta con una Eucaristia solenne presieduta dal vescovo della Diocesi di Digione, luogo della gioventù di Elisabetta.

In Francia si stanno preparando convegni, conferenze, celebrazioni religiose e culturali, sia a livello generale come locale.

Si stanno per pubblicare le Concordanze di Elisabetta, una nuova biografia da parte di Conrad DeMeester (nel 2006) e altre pubblicazioni.

Ogni paese, provincia, comunità è invitato ad organizzare le celebrazioni, a seconda delle circostanze, soprattutto cercando di diffondere ed assimilare l’esperienza e la dottrina spirituale della Beata.

Ci sono varie iniziative editoriali in Spagna. A Roma al Teresianum la settimana di spiritualità del 206 sarà dedicata ad Elisabetta della Trinità. Nella Chiesa di Santa Teresa della Casa Generalizia, si avranno le celebrazioni di apertura e di chiusura. E’ disponibile anche un film, VHS e DVD, in francese, inglese, italiano, preparato da Antonio Sangalli ed altri collaboratori.  

Regola Primitiva 

Abbiamo accolto la proposta del Definitorio O.Carm. di celebrare nel 2007 l’ottavo centenario della Regola di sant’Alberto, nonostante che solo alcuni anni fa si sia tenuto il 750esimo anniversario della Regola innocenziana.  La data è scelta per convenienze, dal momento che non si conosce esattamente l’anno di redazione della Regola Primitiva. Ci si è accordati per pubblicare una lettera, dal carattere vitale, spirituale e pedagogico, firmata da entrambi i Generali, e chiedere al Papa un messaggio. A Roma nelle chiese dei due Ordini ci saranno anche celebrazioni liturgiche con la partecipazione di entrambi i Definitori.  

In America Latina la commissione congiunta OCarm-OCD ha già preparato la celebrazione del congresso, per studiare diversi aspetti della Regola, che avrà luogo in Messico, nell’ottobre 2006.  

9. Le Carmelitane Scalze 

Per l’espansione possiamo dire le stesse cose che per i frati. Ci sono zone in diminuzione (Europa, Stati Uniti e Canada, anche se alcuni regioni tengono o risorgono, come l’Est europeo), e zone di espansione in generale: Asia, America Latina, Africa, come potrete constatare con esattezza da tutte le statistiche in preparazione.

Nella corrispondenza e soprattutto con le visite, sperimentiamo dappertutto un vivo senso di famiglia, di fraternità e di comunione con l’Ordine.  

Ci sono diversi stili di vita, essendo le comunità di culture così disparate. Esiste però un indubbio patrimonio comune, l’amore al Carmelo, la sua spiritualità, lo stile nella Chiesa e la convinzione della sua attuale validità.

Continua ad essere un problema, ed è un arduo compito, la formazione iniziale e permanente, in vari continenti, per le difficoltà di distanze, e la carenza di mezzi che in altre parti sono molto accessibili. E’ necessario prendere sul serio la formazione, in modo che la vita contemplativa in questo aspetto non resti indietro, rispetto ad altre forme di vita religiosa, e siano vere anche per essa le parole della Vita Consecrata : “va prevista, pertanto, una preparazione umana, culturale, spirituale e pastorale” (65). E’ una sfida anche in relazione alla stessa vita contemplativa, poiché la formazione integrale di cui si parla ed è auspicabile, deve essere coerente con la forma di vita contemplativa che è sua vocazione, e deve contribuire allo sviluppo della stessa.  

Negli incontri con comunità e federazioni, io dico loro con franchezza che il punto di partenza di ogni discernimento deve essere la coscienza della propria vocazione contemplativa, abbracciata gioiosamente con l’atteggiamento teologale della nostra spiritualità.  

Tutti noi dobbiamo assumere più pienamente le parole della Vita Consecrata: “è legittimo che la donna consacrata aspiri a veder riconosciuta più chiaramente la sua identità, la sua capacità, missione e responsabilità, nella coscienza ecclesiale come nella vita quotidiana” (57). Sicuramente abbiamo davanti a noi un lungo cammino da percorrere a riguardo, sebbene sia legittimo esprimere loro le nostre opinioni, quando ce le chiedano.  

10. Ordine del Carmelo Secolare  

Leggeremo la comunicazione del Delegato Generale, Aloysius Deeney. Nelle visite alle Province si avverte l’unione dei Carmelitani secolari con l’Ordine, e il desiderio di approfondire la sua spiritualità. Gli incontri con il Visitatore non sono sempre facili, a causa delle distanze e di altre circostanze, ma i superiori delle Province e delle comunità fanno il possibile perché si realizzino.  

E’ una realtà multiforme, difficile da circoscrivere.  Anche se le realtà sono differenti, in generale si nota la necessità di una rinnovata formazione, perché la vocazione al Carmelo secolare sia compresa come opzione di vita, come un impegno cristiano serio, ispirato al carisma e alla spiritualità del Carmelo Teresiano, all’interno di uno stato laicale.  Il Delegato Generale ha visto che di fronte all’impossibilità di portare a termine tutto quanto personalmente nelle comunità, deve dirigere il suo sforzo alla formazione e all’animazione degli assistenti. Il compito degli assistenti e di tutti noi è, in modo particolare, in collaborazione con lui, quello di promuovere la formazione e la corresponsabilità dei laici stessi, in tutti gli aspetti della loro vita carmelitana laicale.  

11. Le relazioni con l’O.Carm. 

Le relazioni con i nostri fratelli O.Carm. sono condizionate in gran parte dalle diverse circostanze delle regioni. Credo si possa affermare senza sbagliarsi che in America Latina tali relazioni sono più efficaci, per la dinamicità della nostra commissione bilaterale, nella organizzazione di iniziative ed eventi comuni. A livello di Definitorio continuiamo le relazioni iniziate nel generalato di p. Camilo Maccise. Ci incontriamo due volte all’anno, in una delle due Case Generalizie, per trattare alcune questioni di interesse comune e condividere il pasto.

Un frutto degno di nota di questa collaborazione è il dizionario carmelitano al quale si sta lavorando da diversi anni, e che vedrà la luce finalmente nel 2006.

Ho già parlato delle celebrazioni sulla Regola Primitiva.

Per il resto, mi pare non sia necessario forzare la collaborazione, bensì rimanere aperti per rispondere di volta in volta a necessità e realtà oggettive.

 

11. Missioni 

L’Ordine è esteso in paesi e culture diverse come mai prima nella sua storia, cosa che avviene nella Chiesa stessa. Ciò è motivo di speranza e di gioia, ed è frutto dell’apertura missionaria. Non solo le Province europee, come in passato, ma anche quelle degli Stati Uniti, India, e alcuni religiosi africani partecipano alla missione “ad gentes”. In India si stanno muovendo i primi passi verso un dialogo interreligioso esistenziale in alcuni centri di spiritualità.  

Sappiamo che la missione appartiene allo spirito di Teresa, nostra Madre, ed appartiene allo spirito del nuovo Carmelo che rinasce dall’esperienza di Cristo e dell’umanità.  Il fervore missionario dell’Ordine è il metro del suo fervore intimo. Per questo i nostri missionari devono sentirsi espressione e realizzazione del carisma, inviati e accompagnati dall’Ordine intero. Lo spirito della nostra santa madre non permette un ripiegamento che isola. Credo pertanto che nella formazione, ossia nella comunicazione della nostra vocazione, lo spirito missionario debba occupare un posto più centrale e fervente.  Approfitto di questo incontro per ringraziare a nome di tutti i nostri missionari per la loro generosità, comprese le carmelitane scalze, che di frequente sono state pioniere nel fondare con coraggio vari Carmeli in terre di missione.  

Santiago del Cile,  sett. 2005

Luis Arostegui, Prep. Gen.

     
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