Uno
degli scopi del Definitorio Straordinario (come nel caso di
un Consiglio plenario o di un’Assemblea Provinciale) è,
nella promozione dell’unione dell’Ordine e con tale fine, la
comunicazione sullo stato dell’Ordine. E’ noto che è
impossibile dare un’idea dello stato dell’Ordine nella sua
totalità, come succede nelle vostre comunicazioni e
relazioni – per esempio – al Capitolo Provinciale. E’ una
certa visione di alcuni punti che
si considerano importanti nell’insieme, o piuttosto del
punto di vista del governo generale, supponendo che le altre
realtà siano conosciute.
1.
Statistiche 2004
a)
dove cresce o ricomincia (regioni)
In
Asia, Oceania, in generale. In
modo sorprendente in India, mentre in modo più modesto in
Corea, Indonesia e ultimamente nelle Filippine.
In
Africa, non come fenomeno di massa ma in modo
significativo, a seconda dello
sviluppo delle diverse regioni dove si è cominciata una
missione.
In
America Latina si avanza poco, si
mantiene. Senza dubbio è positiva
non solo in se stessa bensì dal punto di vista statistico il
consolidamento di alcune province.
Bisogna anche segnalare la crescita nell’Est europeo: oltre
alla Polonia, con due province
consolidate, abbiamo anche una ragione di speranza dal lento
avanzamento di Bielorussia, Ucraina, Rep. Ceka, gli inizi in
Slovacchia, Romania e Bulgaria.
b)
dove diminuisce
In
Europa occidentale e centrale. L’Europa è ancora il gruppo
più numeroso, di gran lunga, ma
senza dubbio cala continuamente, grazie alla sproporzione
delle vecchie vocazioni con le attuali. Un esempio
significativo: tra il 2000 e i
2003 è diminuita di 100 membri. Abbiamo però alcune province
che presentano segni di speranza, e possono servire da
esempio per altre.
Negli
Stati Uniti e Canada si mantiene ma cala leggermente.
Il
Vicino Oriente si mantiene ma,
come si vedrà, dipende in gran parte da religiosi di altre
parti del mondo.
Ci
manteniamo pertanto appena appena come numero totale negli
ultimi anni, non superando con chiarezza le cime
di alcune regioni e i cali di
alcune altre.
2.
Espansione
Riguardo all’espansione, possiamo segnalare quanto segue:
a)
Promozione vocazionale :
Il
Definitorio ha organizzato, come prima riunione del
sessennio, l’incontro dei promotori vocazionali europei,
tenendo conto della situazione particolare di questo
continente rispetto alle vocazioni.
Nelle
visite pastorali e nelle altre visite, il criterio del
Definitorio è l’insistenza su di una promozione pastorale
adeguata, che si traduce nelle determinazioni concrete del
visitatore.
b)
nuovo status delle circoscrizioni:
eseguita l’erezione delle due province del Brasile,
approvata dal Capitolo Generale, il Definitorio ha eretto il
Commissariato di Delhi (Punjab), il Commissariato
di Andhra Pradesh, la Delegazione
Generale di Argentina, e ha dotato di un nuovo status la
Delegazione Generale di Congo-Kinshasa.
c)
nuovi territori :
si sta
preparando la fondazione in Lettonia e Lituania, e si
faranno i primi passi per le fondazioni in Myanmar, Sri
LAnka e Cina. Il Commissariato delle Filippine ha assunto
come propria la missione in Vietnam, destinando un padre che
possa accompagnare le vocazioni di quel paese, del quale
abbiamo già 4 professi semplici che si stanno formando nelle
Filippine.
3.
Animazione: Comunione e Formazione
L’espansione dell’Ordine è un bene apprezzato, perché è
segno della sua energia e vitalità. Di fatto, tutti
crediamo che l’espansione sia
autentica quando comporta una crescita di vita. Per questo
vogliamo porci al servizio della Comunione e della
Formazione. I mezzi per giungervi sono
conosciuti, li segnalo brevemente:
a)
Visite pastorali e fraterne sono al primo posto. Abbiamo
deciso che si compiano – se
possibile – nel primo triennio, o perlomeno quanto prima, in
modo che in seguito il Governo generale mantenga un contatto
regolare con le Province. La presidenza del Generale e dei
Definitori nei Capitoli favorisce
la comunione, e vi coopera pure, nelle diverse regioni, la
presenza del Segretario per le Missioni e del Delegato
Generale per l’OCDS.
b)
Riunioni – Abbiamo pensato che queste riunioni di
comunione e di formazione potrebbero essere preferibilmente
regionali, in modo che la partecipazione oltre che essere
maggiore, fosse più viva e soprattutto più efficace. Abbiamo
in vista le seguenti riunioni:
-
della formazione – vorremmo ce ne fossero due nel
sessennio, data l’importanza del tema, e data la necessità
che ci sia una continuità e un approfondimento nelle
tematiche concrete. La prima è in
atto: si è realizzata in Europa, nell’Africa francofona, in
India e avrà luogo quanto prima
in America Latina, e più tardi in Asia Orientale.
-
delle case editrici – con l’obiettivo di una maggiore
collaborazione, desideriamo una riunione di Case Editrici di
tutto l’Ordine. E’ in preparazione, e
verrà realizzata nel 2006.
- di
preghiera e liturgia – come parte della Formazione
permanente, memoria e rivitalizzazione della nostra stessa
vita spirituale.
Si stanno facendo i primi passi, e diventerà realtà per
regioni nel 2007.
-
di animatori missionari
per l’Europa. Si sta preparando la sua
realizzazione nel gennaio 2007. Si sta anche
pensando ad una riunione delle Missioni per le
circoscrizioni dell’India e dell’Asia orientale.
-
degli storiografi dell’Ordine, per tastare il polso
della nostra storiografia e al fine di animare e coordinare
le investigazioni e le pubblicazioni
esistenti. Sarà una riunione mondiale, e
verrà effettuata possibilmente nel 2007.
- di
riviste ed altri mezzi di comunicazione – E’ un
progetto meno concreto, che dipenderà dalla risposta e dagli
interessi di coloro che vi sono implicati.
4.
Collaborazione
La
collaborazione – ovviamente – è in continuità con quanto si
stava facendo prima. E’ comunque
di stimolo fissare lo sguardo su alcuni eventi che donano
speranza e possono ravvivare la nostra immaginazione.
Riunioni regolari tra le circoscrizioni dell’Asia
orientale, per organizzarsi insieme.
In
concreto, le Filippine si offrono come centro di Formazione
di teologia per tutta l’Asia Orientale.
India.
Si
promuovono riunioni comuni di studio e di formazione, come
pure riunioni di studenti, secondo la loro espressa volontà,
riferitami nelle due visite pastorali.
America Latina.
Oltre
alla collaborazione di tutte le regioni ai congressi e
alla riunioni, ci è di esempio la
collaborazione della Colombia in Perù, ed ora anche in
Argentina, dove prima collaboravano già argentini, spagnoli
e polacchi. Anche il Messico,
insieme con la Colombia, ha invitato alcuni giovani per il
servizio futuro in Terra Santa – Egitto.
Europa:
religiosi delle due province di Polonia collaborano, fin
dalla loro divisione, in Ucraina, Bielorussia ed ora anche
in Siberia. Ci sono religiosi polacchi in Germania, e
Cracovia aiuta anche l’Ungheria.
Italia:
oltre
al Centro Interprovinciale di Morena (RM), con la sua
importante casa editrice, si sta tentando ora di promuovere
un centro vocazionale interprovinciale, per il quale si
stanno compiendo i primi passi.
In
Africa c’è stata una collaborazione nella regione
anglofona, soprattutto attorno alla casa di teologia di
Nairobi. Il desiderio è che maturi un progetto di
collaborazione nell’Africa francofona, con la partecipazione
di tutti coloro che vi sono
implicati. Proprio lì anche il
Congo fornisce la sua collaborazione, come pure la
provincia di Malabar, nella missione in Rep. Centrafricana.
Il Congo aiuta anche con un
religioso in Terra Santa. Questi aiuti sono preziosi, e
senza di essi molte realtà non
avrebbero potuto sussistere, come nel caso di Terra Santa o
del Quwait e altre, sia in passato come attualmente.
Un valido aiuto è anche l’accoglienza degli studenti nelle
Province al fine dell’apprendimento
delle lingue. Intendiamo fare riferimento soprattutto
ai progetti comuni di cooperazione mutua, con una certa
consistenza per il futuro.
Qui
vorrei trattare dell’impulso alla cooperazione tra fiorenti
Province (soprattutto nuove) e Province in crisi
vocazionale, perché non si perdano né presenze
significative né il patrimonio.
La Provincia Lombarda ha fatto alcuni passi in questa
direzione, sollecitando e accordandosi per un aiuto con
Karnataka-Goa e con il Madagascar. Timidamente è iniziata
anche una collaborazione di
accoglienza di giovani padri, in un piano di reciproco
aiuto.
Anche
se ci rendiamo conto delle
difficoltà, vorremmo che in questo Definitorio straordinario
si cominciasse a considerare tale questione, da proporre al
discernimento di ogni provincia. Certamente dal punto
di vista dell’Ordine appare preferibile che invece di
inviare religiosi in aiuto ad una diocesi sotto convenzione,
tale accordo si realizzi, per quanto possibile, con una
Provincia. Ciò è possibile o integrando gli aiuti personali
nelle comunità della Provincia che riceve, o assumendo una
casa sotto la responsabilità di una Provincia, appartenendo
però la comunità, in concetto di servizio, alla Provincia
proprietaria della casa.
Ricordo qui che, rispetto a quanto ordinato dal Capitolo
Generale, al n. 117 sulle comunità o le persone al servizio
della diocesi in territorio appartenente ad altre
circoscrizioni dell’Ordine, il Definitorio ha emesso
un decreto nella sessione 45 del
16 settembre 2004. In esso
riaffermiamo che il criterio di base della delimitazione
delle Province è territoriale, nella nostra legislazione e
tradizione. Ma tale delimitazione non è né assoluta né
eterna, ed è al servizio della
espansione dell’Ordine e della pastorale. Per questo è
possibile la fondazione di una comunità in territorio di
un’altra provincia, a condizione che ci
sia un accordo mutuo tra le Province e l’approvazione
del Definitorio.
Lo
stesso vale per la presenza di una comunità religiosa nel
territorio di un’altra provincia, anche senza una fondazione
canonica. Anche nel caso che un
religioso debba permanere per qualche legittimo motivo nel
territorio di un’altra Provincia, si deve farne
comunicazione al Provinciale della stessa.
Questa
normativa è chiara ed oggettiva, e pertanto mette chiarezza
nelle relazioni. Allo stesso tempo, è aperta nei suoi
principi sia all’espansione dell’Ordine e sia alle necessità
pastorali. Certo essa presuppone una cultura del dialogo e
della collaborazione, perché possa facilitare l’armonia e la
vitalità, ed essere pertanto efficace.
Connesso alla collaborazione, c’è anche il tema della
ristrutturazione, o può esserlo. Dal
Definitori è venuto un impulso a ciò che si può
chiamare una certa ristrutturazione, come nel caso
dell’Argentina, dal momento che la Costituzione della
Delegazione Generale si è decisa principalmente per radunare
le forze di entrambe le Delegazioni, in un unico progetto
futuro per il Carmelo argentino.
Per il
resto, dal dialogo nelle Province si percepisce che la
ristrutturazione è più fattibile a livello operativo, per
esempio nella formazione. La ristrutturazione
di altre realtà giuridiche
potrebbe essere piuttosto un risultato di questo cammino,
anche se non si escludono gli intenti di una
ristrutturazione più diretta (Doc. di Avila 2003, n.
116-118).
5.
Cultura
Per
quanto si riferisce alla promozione
della cultura, possiamo segnalare i seguenti punti.
Nelle
visite incoraggiamo gli studi di
specializzazione, nelle possibilità delle
circoscrizioni, che in genere hanno sempre bisogno di
personale.
Il
Definitorio, in dialogo con la Facoltà stessa del Teresianum,
cerca di rinnovare il corpo insegnante, e il personale che
anche lì è necessario.
L’impegno del Definitorio ad Avila dove, oltre alla
costruzione della nuova sede si sta lavorando
all’elaborazione di progetti di servizio differenti, è una
parte della promozione della
cultura, ed aspira ad essere anche un’opportunità di
rinnovamento spirituale.
Il
Seminario delle Missioni:
ultimamente il Definitorio ha deciso di non affittare ma di
impiegare direttamente la struttura al servizio dell’Ordine
(come verrà spiegato più avanti).
Questa nuova decisione è stata presa tenendo conto dei
criteri della comunione dell’Ordine e della
promozione della cultura.
Istituto storico dell’Ordine
(Doc.
Avila 2003, 122). Abbiamo visto la necessità di formare
giovani specializzati che si
iscrivano all’Istituto. Abbiamo cercato in tre province, e
un candidato è venuto anche a Roma, ma non è stato assistito
dalla salute. Non si abbandona per niente il progetto, però,
come sanno bene i provinciali
attualmente implicati.
A
Nairobi (Kenya) nel Tangaza College, frequentato dai
nostri studenti dell’area anglofona, l’Istituto di
Spiritualità e di Formazione Religiosa, è stato accettato
sotto il Definitorio, che si prenderà
cura della Direzione del Centro e di un certo aiuto
economico, nel caso sia necessario.
In
India, oltre ai vari centri di spiritualità, c’è un
centro accademico di teologia “Jyothir Bhavan” a
Kalamassery, della Provincia di Manjummel, accanto al quale
funzionerà anche un “Centro Carmelitano di Studi per
l’Asia”.
Nella
Delegazione Generale della Rep. del
Congo, a Bukavu, il centro
intercongregazionale di studi di formazione filosofica ha la
sede nella nostra casa, ed è diretto dai nostri fratelli.
Segnaliamo tali fatti relativamente nuovi, e di un certo
rilievo. Il resto, tutta la realtà per esempio delle varie
riviste di alto livello che
vengono pubblicate, viene dato per scontato, come pure i non
pochi religiosi che compiono i loro studi di
specializzazione, alcuni dei quali si dedicano anche
all’insegnamento nelle varie Facoltà e alla produzione
teologica.
6.
Regioni dell’Ordine
I
Definitori faranno un’esposizione circa le proprie
rispettive zone regionali. Nonostante penso sia conveniente
ricordare e sottolineare quanto
segue.
a) C’è
una vasta zona dell’Ordine dove è in
particolar modo necessaria una pastorale vocazionale,
come l’Europa in generale e l’America del Nord (Stati Uniti
e Canada). Si sente il bisogno di
entusiasmo nuovo, sobrio ma reale, ossia la necessità di
maggior fiducia nella nostra vocazione, vissuta in modo
semplice ed autentico, trasmessa agli altri soprattutto con
la propria esistenza e la vita comune.
b) Ci
sono vaste zone dell’Ordine dove sono particolarmente
necessari il discernimento vocazionale e l’accompagnamento
personalizzato, penetrando nella cultura e nella mentalità
dei popoli.
c) E’
una gioia segnalare il risveglio dell’Ordine nei paesi
dell’Europa dell’Est, che
storicamente hanno sofferto diverse traversie, e sono stati
per lungo tempo sotto regii comunisti. E’ una realtà ancora
fragile, per ovvie ragioni, che merita
la nostra attenzione ed impegno cordiale.
d)
Allo stesso modo sono una sfida e una speranza insieme,
davanti alle insicurezze del futuro, i paesi che si aprono
all’Ordine, come il Vietnam, Myanmar, Tailandia, Indovina o
la
stessa Cina.
Abbiamo l’impressione che possano
essere terreno fertile per il nostro Ordine.
e) Nel
Vicino Oriente, la prima terra
missionaria del Carmelo Teresiano fin dall’inizio del secolo
XVII, intravediamo ombre e speranze. Il Quwait è e
rimane terra di missione: non nel senso che ci si dirige
alla gente, poiché si lavora con cristiani immigrati, ma nel
senso che lì l’Ordine non può pretendere di impiantarsi,
bensì rimanere al servizio del popolo di Dio disperso. In
questa missione il 2 settembre u.s. è stato consacrato il
nuovo vescovo, Camillo Ballin, comboniano, senza però che lo
“ius commissionis”, ossia l’affidamento della Missione al
nostro Ordine, dato cinquant’anni fa da papa Pio XII, sia
stato revocato. Gli attuali missionari e noi, abbiamo deciso
di continuare a restare per amore verso la comunità
cristiana di emigranti, che i
nostri missionari hanno saputo formare, e che corrispondono
con cordialità e collaborazione.
Il
Librano è una semiprovincia che si sta consolidando poco a
poco, e che aiuta con alcuni effettivi, che non possono
essere molti, nello stesso Vicino
Oriente. La Terra Santa continuerà a dipendere dai religiosi
di altre zone del mondo. Abbiamo
due punti che cominciano ad offrire segni di speranza,
Egitto ed Iraq. In Egitto ci sono vocazioni provenienti
dalle antiche cristianità, ed in Iraq abbiamo un gruppo di
cinque postulanti, nella piccola comunità formativa
costituita da tre padri. E’ nostro dovere proteggere ed
appoggiare tali realtà vocazionali. In Egitto, dove siamo
radicati nel noto santuario di santa Teresina, centro di
devozione ecumenica e di opere
sociali, abbiamo un progetto per costruire una seconda casa,
per accogliere una comunità formativa, per accogliere le
possibili vocazioni.
7.
Realtà dipendenti dal Definitorio
La
comunità permanente del Teresianum, dall’anno 2004, alloggia
anche i padri studenti che frequentano la licenza di
spiritualità o lavorano all’elaborazione di una tesi.
Facoltà del Teresianum
(Doc.
Avila 2003, 119). Vi ho fatto cenno in precedenza, e
avremo in seguito la comunicazione del preside della
Facoltà. Non è inutile ricordare che tutta la realtà del
Teresianum è un bene dell’Ordine per tutto l’Ordine, e che
ciò che vi si impiega, come
personale e a livello economico, viene utilizzato
propriamente per tutto l’Ordine.
Collegio Internazionale.
Tra la
fine dell’anno scolastico precedente e quello che comincia
ora a Roma, ci sono stati alcuni cambiamenti nell’equipe
formativa, dovuti a circostanze esterne, anche se la
formazione e l’ambiente nel Collegio erano molto
soddisfacenti. Le relazioni del Collegio con la Comunità
permanente del Teresianum, entità distinta e separata, sono
eccellenti.
S.M. della Scala
–
Procede nella norma. Il Governo generale mantiene una
relazione regolare con al
direzione e con gli studenti, ed ha rielaborato gli statuti,
dimostrando di voler rimanere vicino a questa istituzione
dell’Ordine.
Dobbiamo sempre ricordare che i giovani padri inviati in
questa casa devono accettare di integrarsi in una comunità
carmelitana di vita internazionale, che ha l’irrinunciabile
finalità, insieme allo studio, di vivere la nostra vita e di
creare comunione tra le Province del nostro Ordine.
Allo
stesso modo ci si aspetta, in questo caso come in altri
simili, una trasparenza economica, per quanto riguarda borse
di studio e aiuti, con i superiori della casa e con il
governo generale.
Seminario delle Missioni.
E’
noto che il precedente Definitorio, davanti al fatto che nel
convento di S.M. della Scala ed in altre comunità della
città i giovani padri studenti avevano
trovato posto, e allo stesso tempo davanti alla
pressione economica patita, aveva deciso di riconvertire il
Seminario delle Missioni in un hotel. Noi stessi, nella
sessione 35 del 19 maggio 2004, avendo esaminato nuovamente
la situazione, avevamo riaffermato la stessa decisione, per
i medesimi motivi. Ma nella sessione di maggio del
presente anno, davanti alla reiterata difficoltà che si
riscontrava ogni anno nell’alloggiare con facilità i giovani
padri studenti, e con la speranza che la situazione
economica vada migliorando anno dopo anno,
ci è parso di non poter
rinunciare per 18 anni a questo immobile, che di per se
stesso è destinato ad essere spazio culturale e formativo
dell’Ordine. In effetti, la
ragione principale è stata quella di assecondare il
desiderio di favorire la comunione dell’Ordine, per la quale
l’incontro dei giovani in specializzazione è uno strumento
molto apprezzato. Allo stesso modo volevamo
promuovere la cultura dell’Ordine, e pertanto offrire
facilitazioni alle Province. Questa decisione, rischiosa dal
punto di vista economico, è stata
maturata per questi motivi, e con la speranza che l’Ordine
nel suo insieme, risponderà con generosità
responsabile a favore del bene dell’Ordine stesso.
Lascio
alle comunicazioni particolari, che saranno più dettagliate,
i riferimenti alla Delegazione Israele-Egitto (progetto
Stella Maris e Gerusalemme, commissione economica e di
formazione, vendita del terreno di Gerusalemme, acquisto di
un altro) e ad Avila.
8.
Lisieux e Fatima
A
Lisieux è stato inaugurato nel maggio
2005 il convento dei frati della Provincia di Parigi,
convento che il Definitorio, per il significato ecclesiale
del luogo, considera meritevole di un’attenzione
particolare da parte sua. Esorta pertanto le Province ad
essere disponibili nella collaborazione, specialmente la
Provincia di Avignone-Acquitania,
per ovvi motivi.
La
finalità della fondazione è pastorale, essere
cioè – in sintonia con il luogo –
una presenza di spiritualità in collaborazione con la
pastorale di insieme del santuario e della diocesi.
Le si
affida
anche l’organizzazione di incontri di studiosi di santa
Teresa di Gesù Bambino e del Santo Volto, e che sia un luogo
accogliente per investigatori particolari.
A
Fatima la Provincia di Portogallo sta progettando la
costruzione di una nuova casa, con l’obiettivo di
collaborare alla pastorale mariana del santuario,
soprattutto promuovendo la pastorale giovanile.
Potrebbe anche essere un luogo di
accoglienza per riunioni teologiche mariane o altro. Anche
se la disponibilità della casa progettata è ancora lontana,
ve lo annunciamo per il significato che essa potrà avere per
l’Ordine in futuro. Come quanto detto sopra per
Lisieux, il desiderio è di poter formare lì una comunità
internazionale, orante e fraterna, che
offra ai pellegrini il suo servizio pastorale in
diverse lingue.
8.
Centenari
Elisabetta
della Trinità
Il
centenario dedicato alla beata Elisabetta della Trinità
verrà celebrato tra la domenica
della Santissima Trinità, 11 giugno 2006, e la stessa
solennità liturgica del 3 giugno del 2007.
Verrà aperta con una Eucaristia
solenne presieduta dal vescovo della Diocesi di Digione,
luogo della gioventù di Elisabetta.
In
Francia si stanno preparando convegni, conferenze,
celebrazioni religiose e culturali, sia a livello generale
come locale.
Si
stanno per pubblicare le Concordanze di
Elisabetta, una nuova biografia da parte di Conrad
DeMeester (nel 2006) e altre pubblicazioni.
Ogni
paese, provincia, comunità è invitato ad organizzare le
celebrazioni, a seconda delle
circostanze, soprattutto cercando di diffondere ed
assimilare l’esperienza e la dottrina spirituale della
Beata.
Ci
sono varie iniziative editoriali in Spagna. A Roma al
Teresianum la settimana di spiritualità del 206 sarà
dedicata ad Elisabetta della Trinità. Nella Chiesa di Santa
Teresa della Casa Generalizia, si avranno le celebrazioni
di apertura e di chiusura. E’
disponibile anche un film, VHS e DVD, in francese, inglese,
italiano, preparato da Antonio Sangalli ed altri
collaboratori.
Regola Primitiva
Abbiamo accolto la proposta del Definitorio O.Carm.
di celebrare nel 2007 l’ottavo
centenario della Regola di sant’Alberto, nonostante che solo
alcuni anni fa si sia tenuto il 750esimo anniversario della
Regola innocenziana. La data è scelta per convenienze,
dal momento che non si conosce esattamente l’anno di
redazione della Regola Primitiva. Ci si è accordati per
pubblicare una lettera, dal carattere vitale, spirituale e
pedagogico, firmata da entrambi i Generali, e chiedere al
Papa un messaggio. A Roma nelle chiese dei due Ordini ci
saranno anche celebrazioni liturgiche con la partecipazione
di entrambi i Definitori.
In
America Latina la commissione congiunta OCarm-OCD ha già
preparato la celebrazione del congresso, per studiare
diversi aspetti della Regola, che avrà luogo in Messico,
nell’ottobre 2006.
9.
Le Carmelitane Scalze
Per
l’espansione possiamo dire le stesse cose che per i frati.
Ci sono zone in diminuzione (Europa, Stati Uniti e Canada,
anche se alcuni regioni tengono o
risorgono, come l’Est europeo), e zone di espansione in
generale: Asia, America Latina, Africa, come potrete
constatare con esattezza da tutte le statistiche in
preparazione.
Nella
corrispondenza e soprattutto con le visite, sperimentiamo
dappertutto un vivo senso di famiglia, di fraternità e di
comunione con l’Ordine.
Ci
sono diversi stili di vita, essendo le comunità di culture
così disparate. Esiste però un indubbio patrimonio comune,
l’amore al Carmelo, la sua spiritualità, lo stile nella
Chiesa e la convinzione della sua attuale validità.
Continua ad essere un problema, ed è un arduo compito, la
formazione iniziale e permanente, in vari continenti, per le
difficoltà di distanze, e la carenza
di mezzi che in altre parti sono molto accessibili. E’
necessario prendere sul serio la formazione, in modo che la
vita contemplativa in questo
aspetto non resti indietro, rispetto ad altre forme di vita
religiosa, e siano vere anche per essa le parole della
Vita Consecrata : “va prevista, pertanto, una
preparazione umana, culturale, spirituale e pastorale” (65).
E’ una sfida anche in relazione alla
stessa vita contemplativa, poiché la formazione integrale di
cui si parla ed è auspicabile, deve essere coerente con la
forma di vita contemplativa che è sua vocazione, e deve
contribuire allo sviluppo della stessa.
Negli
incontri con comunità e federazioni, io dico loro con
franchezza che il punto di partenza di
ogni discernimento deve essere la coscienza della
propria vocazione contemplativa, abbracciata gioiosamente
con l’atteggiamento teologale della nostra spiritualità.
Tutti
noi dobbiamo assumere più pienamente le parole della Vita
Consecrata: “è legittimo che la
donna consacrata aspiri a veder riconosciuta più chiaramente
la sua identità, la sua capacità, missione e responsabilità,
nella coscienza ecclesiale come nella vita quotidiana” (57).
Sicuramente abbiamo davanti a noi un lungo cammino da
percorrere a riguardo, sebbene sia legittimo esprimere loro
le nostre opinioni, quando ce le
chiedano.
10.
Ordine del Carmelo Secolare
Leggeremo la comunicazione del Delegato Generale, Aloysius
Deeney. Nelle visite alle Province si avverte l’unione dei
Carmelitani secolari con l’Ordine, e il desiderio di
approfondire la sua spiritualità. Gli incontri con il
Visitatore non sono sempre facili, a causa delle distanze e
di altre circostanze, ma i
superiori delle Province e delle comunità fanno il possibile
perché si realizzino.
E’ una
realtà multiforme, difficile da circoscrivere. Anche
se le realtà sono differenti, in generale si nota la
necessità di una rinnovata formazione, perché la vocazione
al Carmelo secolare sia compresa come
opzione di vita, come un impegno cristiano serio,
ispirato al carisma e alla spiritualità del Carmelo
Teresiano, all’interno di uno stato laicale. Il
Delegato Generale ha visto che di fronte all’impossibilità
di portare a termine tutto quanto personalmente nelle
comunità, deve dirigere il suo sforzo alla formazione e
all’animazione degli assistenti. Il compito degli assistenti
e di tutti noi è, in modo
particolare, in collaborazione con lui, quello di promuovere
la formazione e la corresponsabilità dei laici stessi, in
tutti gli aspetti della loro vita carmelitana laicale.
11.
Le relazioni con l’O.Carm.
Le
relazioni con i nostri fratelli O.Carm.
sono condizionate in gran parte dalle diverse
circostanze delle regioni. Credo si possa affermare senza
sbagliarsi che in America Latina tali relazioni sono più
efficaci, per la dinamicità della nostra commissione
bilaterale, nella organizzazione
di iniziative ed eventi comuni. A livello di Definitorio
continuiamo le relazioni iniziate nel generalato di p.
Camilo Maccise. Ci incontriamo
due volte all’anno, in una delle due Case Generalizie, per
trattare alcune questioni di interesse comune e condividere
il pasto.
Un
frutto degno di nota di questa collaborazione è il
dizionario carmelitano al quale si sta lavorando da diversi
anni, e che vedrà la luce finalmente nel 2006.
Ho già
parlato delle celebrazioni sulla Regola Primitiva.
Per il
resto, mi pare non sia necessario forzare la collaborazione,
bensì rimanere aperti per rispondere di volta in volta a
necessità e realtà oggettive.
11.
Missioni
L’Ordine è esteso in paesi e culture diverse come mai prima
nella sua storia, cosa che avviene nella Chiesa stessa. Ciò
è motivo di speranza e di gioia, ed è frutto dell’apertura
missionaria. Non solo le Province europee, come in passato,
ma anche quelle degli Stati Uniti, India, e alcuni religiosi
africani partecipano alla missione “ad
gentes”. In India si stanno muovendo i primi passi verso un
dialogo interreligioso esistenziale in alcuni centri di
spiritualità.
Sappiamo che la missione appartiene allo spirito di Teresa,
nostra Madre, ed appartiene allo spirito del nuovo Carmelo
che rinasce dall’esperienza di Cristo e dell’umanità.
Il fervore missionario dell’Ordine è il metro del suo
fervore intimo. Per questo i nostri missionari devono
sentirsi espressione e realizzazione
del carisma, inviati e accompagnati dall’Ordine intero. Lo
spirito della nostra santa madre non permette un
ripiegamento che isola. Credo pertanto che nella formazione,
ossia nella comunicazione della nostra vocazione, lo spirito
missionario debba occupare un posto più centrale e fervente.
Approfitto di questo incontro per
ringraziare a nome di tutti i nostri missionari per la loro
generosità, comprese le carmelitane scalze, che di frequente
sono state pioniere nel fondare con coraggio vari Carmeli in
terre di missione.
Santiago del Cile, sett. 2005
Luis Arostegui,
Prep. Gen.