Il
Vicino Oriente è una perla
preziosa per l’Ordine, non fosse altro per la storia delle
sue origini o la storia delle sue missioni.
E’ una
realtà complessa quanto alla
diversità della sua presenza: la semiprovincia del
Libano, la Delegazione generale di Terra Santa ed Egitto,
l’Iraq, missione della provincia di Parigi, il Quwait, terra
di missione affidata dalla Santa Sede al centro dell’Ordine
da 50 anni.
Il
Vicino Oriente è una realtà
dinamica. La solidarietà evangelica e missionaria
internazionale normale dell’Ordine e della Chiesa marca in
modo particolare la storia di questa zona. Stante la storia
recente di trasformazione di questi paesi, e la
trasformazione profonda del mondo occidentale, queste chiese
particolari hanno subito alcune
trasformazioni. Alcune avrebbero sempre bisogno di
missionari, ma ci si può interrogare:da
dove far venire gli operai in questa Vigna del Signore?
Dall’Occidente? Ci saranno sufficienti vocazioni autoctone
in certi luoghi? E potranno esse
aiutare a loro volta o continuare ad aiutare in questa vasta
zona? Come vivere la formazione iniziale e permanente?
Bisogna avere una visione globale
per il Medio Oriente?
Una
realtà araba in molte nazioni, se non tutte. La lingua
araba, l’inglese o il francese (e anche altre lingue sono
presenti) possono sembrare un fattore particolarmente
unificatore, ma fino ad un certo punto, poiché la storia, la
ricchezza e la cultura di ogni
luogo imprime un carattere particolare alle diverse
popolazioni dove una stessa lingua viene parlata.
Sicuramente l’Evangelo e la Cattolicità invitano a situarsi
ad un’altra profondità, ad andare al di
là di ciò che può costituire una barriera, e servire
là deve le necessità si fanno sentire.
Cosa
vediamo:
- Il
Libano è una semiprovincia, e ciò indica la maturità di una
certa presenza.
-
Attualmente a Baghdad ci sono due
carmelitani irakeni, un missionario spagnolo e 5 postulanti.
- Ci
sono molte vocazioni che affluiscono in Egitto
-
Grazie alla generosità delle Circoscrizioni dell’Ordine, la
Terra Santa ha personale sufficiente per garantire la nostra
presenza. Si può dire la stessa cosa per il Quwait, dove
assicuriamo un servizio eminentemente prezioso per cristiani
di diversi riti e lingue, soprattutto dei lavoratori
emigrati (libanesi,indiani,
filippini). Un vescovo non carmelitano è appena stato
nominato…
Domande:
-
Cosa pensate della nostra
presenza in Medio Oriente?
- La
vostra circoscrizione ha potuto contribuire a questa
presenza? E come?
- Come
pensate di sensibilizzare i fratelli e sorelle della vostra
circoscrizione a tale missione del nostro Ordine?
La
nostra presenza nel Europa francofona
Tutto
l’Occidente ha conosciuto e conosce
una profonda trasformazione della società, che ha un impatto
considerevole sulle diverse circoscrizioni dell’Ordine.
Si può
dire che le Province di Parigi e
Avignone-Aquitania sono in una fase di integrazione e
consolidamento delle ristrutturazioni che si sono rese
necessarie negli ultimi anni.
L’attenzione alla formazione (discernimento,
accompagnamento, studi..), alla
pastorale (ordinaria, specifica), alla vita comunitaria,
alla missione, sono delle realtà ormai acquisite, sebbene
tuttora in movimento. La maggioranza dei membri
hanno tra i 15 e i 20 anni di
vita al Carmelo, una fase dunque di “giovane adulto”, sia
per le persone che per le province: un passaggio delicato.
La
provincia di Fiandre vive sempre in un
contesto sociale di profonda trasformazione, che ha
un’incidenza forte sulle vocazioni. Sono state fatte
coraggiose ristrutturazioni, è da segnalare una presenza
missionaria in Svezia, e sono in
corso delle esperienze di legami con laici.
Domande
:
-
Cosa fate per annunciare il
Vangelo alle giovani generazioni?
-
Cosa fate per insegnare,
accompagnare la vita di preghiera dei giovani?