Introduzione:
I cambiamenti verificatisi con la
globalizazione,
la multiculturalità, i movimenti
migratori, le nuove frontiere religiose
costringono a riflettere e a situare la
missione dentro un ampio quadro
teologico.
1.
Necessità di collocare la missione in un ampio quadro teologico
che considera la missione all’interno
del piano salvifico di Dio, i
responsabili della missione, Gesù come
inviato dal Padre, la Pasqua come
avvenimento che convoca, la chiesa che
nasce come inviata a Pentecoste.
2.
Cosa si intende per missione “ad gentes”?
Evoluzione della realtà e del concetto.
Il termine designa l’attività
missionaria in ambienti umani che non
hanno ancora conosciuto Cristo e che non
esprimono comunità cristiane mature. Il
tradizionale termine “missione” si
dimostrava insufficiente perché non
teneva conto della evoluzione delle
“missioni” in chiese particolari con
responsabilità anche missionaria, e
perché designava pochi membri della
chiesa.
3.
Modelli di missione lungo la storia. Nata come missionaria, la chiesa ha utilizzato
diversi modelli di missione che hanno
evidenziato diverse immagini della
chiesa. Incontriamo così missioni
modellate sul mistero
pasquale-pentecostale,
martiriale,
come cristianizzazione, missione
realizzata, modelli “contra
gentes”, “ad
gentes”,
modello storico salvifico, e “inter
gentes”.
4.
Tensioni conseguenti al cambio di paradigma.
Ogni modello rimanda a una determinata
teologia della missione. I cambiamenti
odierni richiedono un nuovo stile di
missione incentrato sulla centralità
della missione, l’ampliamento dei
soggetti sociali, gli
spiazzamenti
soteriologici,
l’apertura
pneumatologica.
5.
Articolazione del nuovo paradigma di missione.
Molte sono le dimensioni della missione.
Ne vengono ricordate quattro che, viste
in mutua relazione, costituiscono la
nuova situazione. Sono: la missione come
comunione tra le chiese, la missione
nell’ambiente, la missione a partire
dalla povertà e dall’ingiustizia,
l’annuncio nel dialogo inter-religioso.
6.
Capovolgimento di situazioni e di concetti.
La missione della chiesa va compresa a
partire dalla missione di Dio e a
servizio di quella, attenta ai segni dei
tempi, in particolare ai cambiamenti
nella visione del mondo, nella geografia
religiosa, nelle istituzioni
missionarie.
7.
Necessità di ridisegnare la chiesa alla luce della missione.
Se ai cambiamenti accennati aggiungiamo
le esigenze della missione ci troviamo
nella necessità di ridisegnare
l’immagine stessa della chiesa. Ecco
alcune linee che mutano la chiesa: da
coloniale in fraterna, da clericale a
laicale, da rurale in urbana, da
catecumenale
in adulta, da assistenziale in solidale,
da dogmatica in chiesa di dialogo e di
incontro.
8.
Le sfide della nuova universalità. L’umanità intera sta cominciando a vivere una nuova
universalità e sta affermandosi una
nuova struttura del fenomeno religioso.
Tra le sfide emergono: il fenomeno della
globalizzazione
che necessita di evangelizzazione, la
nuova mappa religiosa della umanità e la
progressiva
scristianizzazione dell’Europa.
L’intero popolo di Dio pertanto deve
diventare responsabile della attività
missionaria.
Conclusione