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Democratic Republic of
Congo
BUKAVU, A CHALLENGE ACCEPTED
It all began with a natural catastrophe. The rains were eroding the
ground around our house, called "St John of the Cross". Here we have
our philosophy college for Carmelite Postulants. The house is situated
on a hillslope , with an exceptional view over the mountains of Congo
and Rwanda, as Bukavu is located on the frontier. The rains that
descend from the heights cause considerable erosion. In this way
several buildings disappeared, including the Interdiocesan Centre, the
noviate of the Carmelite Missionary Sisters,... first appeared splits,
like enormous wounds on the mountain; each time they got bigger until
they became huge crevices. The road also disappeared that took us over
the mountain to the city. There is now no direct access to our house.
We either have to take a long detour or climb the steps that Fr Roger
Thsimanga has made. They say that our house cannot remain for much
longer. Little by little due to the relentless rains, it will slide
down the hillside until it reaches the bottom.
We had to find a solution to this fast approaching problem. We
bought a piece of land in Muhumba, which is in one of the quietest
parts of Bukavu, with easy access for lecturers and students. The
students from the Rogacionistas Fathers of Cyangugu (Rwanda) inscribed
for our courses, and come every day from the rwandan border a short
distance away. In the past other Religious used to come to our
philosophical college.
This is how the request, that the Carmelites run a College of
Higher Studies in Philosophy, came to birth. The White Fathers took an
interest in this. After some discussions with the Association of Major
Religious Superiors of the Archdiocese the Carmelite Institute of
Higher Studies, "Beato Isidoro Bakanja" became a reality, bringing
together students from the Rogacionists, the White Fathers, the
Palatines, Trappists, the Congregation known as "The Bread of life",
the Xavierans, and the Caraciolinans. The consortium of these seven
religious families is to extend itself to members of other Institutes.
With the modest funds from Fr Miguel Gutierrez in Spain, from Fr
Daniel Tailleu, the ex-delegate for the Congo, in Belgium, and with
the contribution of another from Belgium who is always generous to the
Congo, a part of the academic building has been built. It is hoped to
begin courses on the 1st October 2003 even though the
construction has not finished. We need more equipment, more machinery,
as well as basic building material for its completion, and then we
need academic equipment.
The finished building will have three halls, four offices, a room
for the professors, a room for computers and a auditorium for
conferences and celebrations. This construction is urgent because for
the time being the students are dispersed in two provisional places.
In this Institute of Higher Education the Carmelites are
responsible for both the administration and organization. We also have
the majority of teaching staff with a Doctor and three professors. The
Rector, Vice-Rector and the administrative secretary are also
Carmelites. Our community has more than ten years experience working
with our student-postulants. We have made steps to have our College
affiliated to the Urbanianum University or the Gregorianum in Rome, so
that the Congolese government will recognize our academic degrees.
The finishing of the construction work on the Institute of
Philosophy will depend on the support of the Order, on the immediate
help that we can have. Congo is a country enduring a brutal war. The
Carmelite General Delegation lacks the necessary funding to ensure the
continued functioning of the College, for the formation of its members
during the study years.
When the work is finished, when, that is, funds arrive for this, we
have other projects that cannot be put off. These include a place to
live in, the Priory with a chapel and library for our community, as
soon we will be forced to leave our house, Saint John of the Cross",
before it diappears down into the valley.
The Bukavu project is a big challenge for Carmel in Africa.. Fr
General considers it to be our number one missionary task, for the
good of the Order on this continent. The result of this generous
collaboration from the Friars and Nuns of the Order will be to create
a secure future for the community, insured by the number of students
who will enrol in our college. With courage and hope the Order has
faced up to this challenge. This is an honour for us, as it shows that
the Association of Major Religious Superiors (ASUMA) believes we can
take on such a responsibility. Such trust is not shown to everyone.
Those communities who would like to help us can do so by sending their
contribution through the Mission's Secretary for the Order in Rome.
Roger Ntabala, ocd,
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Repubblica Democratica del Congo:
BUKAVU, UNA SFIDA ACCETTATA
Tutto è cominciato con una catastrofe naturale. Le acque
stanno erodendo il terreno intorno alla nostra casa “San Giovanni
della Croce”. Qui abbiamo il nostro collegio di Filosofia per i
postulanti carmelitani. La casa è situata sulle pendici di una
collina, con una vista stupenda sul lago Kivu
e sulle montagne del Congo e del Randa, dal
momento che Bukavu è una città di
frontiera. Le acque che colano dalla collina provocano spettacolari
erosioni. Sono sparite in questo modo intere case, il Centro
interdiocesano, il noviziato delle Carmelitane Missionarie
Teresiane… Inizialmente appaiono una serie
di fenditure naturali, come enormi ferite sulla montagna, e diventano
sempre più grandi, fino a diventare vere e proprie spaccature,
burroni. In questo modo è scomparsa la strada che portava alla sommità
della collina. Ora per arrivare alla nostra casa non c’è più accesso
diretto. Bisogna fare un lungo giro dietro la collina, o salire a
piedi alcune scale che p. Roger
Thsimanga è
riuscito a costruire. Si dice che la nostra casa ha i giorni contati.
Poco a poco si sfalderà, rovinando con le sue fondamenta giù dal
monte, insieme alle acque di scorrimento, senza potersi arrestare,
fino alla pianura.
Abbiamo dovuto prevedere una soluzione al problema
incombente. Abbiamo comprato un terreno a Muhumba,
uno dei quartieri più tranquilli di Bukavu,
facile da raggiungere per allievi e professori. Gli studenti dei
Padri Rogazionisti di Cyangugu (Randa) si
sono iscritti ai nostri corsi, e percorrono ogni giorno il breve
tragitto da oltre la frontiera ruandese. Anche
in passato altri studenti di lì avevano frequentato le aule del nostro
Studio filosofico.
Così è nata la petizione a noi Carmelitani, che ci chiede
di organizzare un Istituto Superiore di Filosofia aperto ad altri
istituti. I Padri Bianchi si interessano
con il loro seminario. Dopo il dialogo con i Superiori Maggiori
dell’arcidiocesi, l’Istituto Superiore Carmelitano “Beato Isidoro
Bakanja” è una realtà, ed aggrega studenti
rogazionisti, dei padri bianchi, pallottini,
trappisti, Saveriani,
Caracciolini ed una congregazione chiamata “il Pane di Vita”.
Questo insieme di 7 Congregazioni religiose è destinato ad estendersi
a membri di altri Istituti.
Con i fondi raccolti da p. Miguel
Gutierrez in Spagna, da p. Daniel
Tailleu in Belgio (ex Delegato Generale
per il Congo), con gli apporti di altri,
alcuni ex missionari in Congo che conservano ancora un debole per noi,
si è già costituito in parte il corpo accademico. Senza aspettare
tempi migliori, in questa precarietà, si è inaugurato il corso
accademico il 1 ottobre 2003, in una doppia sede, quella dei Padri
Bianchi e dei Saveriani,
in quanto la nostra sede non è ancora
ultimata. Mancano ancora gli impianti, le installazioni e il mobilio,
oltre al materiale informatico.
La costruzione completa prevede tre aule, quattro
officine, una sala professori, una sala computers,
e un auditorium per le conferenze e gli atti accademici. Questa
costruzione è urgente, in quanto gli alunni
sono dispersi ancora nelle due sedi provvisorie.
In questo Istituto Superiore
“B. Isidoro Bakanja” noi Carmelitani
abbiamo la responsabilità direttiva ed organizzativa. Abbiamo anche
il maggior numero di addetti nel corpo
docente, con un dottore e tre licenziati. Il rettore, vice-rettore e
il segretario amministrativo sono pure
carmelitani. La nostra comunità ha un’esperienza decennale con i
nostri studenti postulanti. Abbiamo iniziato anche le pratiche per
affiliare il nostro Istituto all’Università
Urbaniana o Gregoriana di Roma, e quelle affinché il Governo
congolese riconosca
anche civilmente i nostri titoli accademici.
La fine dei lavori di costruzione dell’Istituto dipende
dalla solidarietà dell’Ordine, dagli aiuti che ci
possano pervenire. Il Congo è un
paese dilaniato da una guerra dissanguante. La Delegazione Generale
dei Carmelitani scarseggia di mezzi per il buon funzionamento e la
formazione dei suoi membri nel periodo degli studi.
Terminati questi lavori, quando le risorse economiche lo
permetteranno, abbiamo in cantiere un altro
progetto improrogabile. E’ la casa di
abitazione dello studentato, il convento
con la cappella e la biblioteca per la vita quotidiana della comunità
carmelitana la quale, prima o dopo, dovrà andarsene dalla casa “San
Giovanni della Croce” in collina, prima che venga trascinata a valle
dalle frane.
Il progetto di Bukavu è una
grande sfida per il Carmelo in Africa. Il padre Generale lo considera
come la nostra prima urgenza missionaria, per il buon consolidamento
del Carmelo in questo continente. Se ci riusciamo, con la
collaborazione generosa delle sorelle e dei fratelli dell’Ordine, sarà
anche una fonte di entrate per il futuro
per la comunità, che vedrà così assicurata la sua sussistenza con il
pagamento delle rette degli alunni che frequentano i nostri corsi.
L’Ordine avrà così affrontato con dignità un impegno che significa per
noi onore, ma anche responsabilità e fiducia nei nostri confronti.
Non è infatti frequente che altre
Congregazioni religiose con l’Associazione Superiori Maggiori (ASUMA)
affidino al Carmelo un servizio organizzativo ed amministrativo di
tale importanza. Le comunità che vorranno aiutarci possono farlo con
donazioni al Segretariato delle Missioni dell’Ordine, a Roma.
Roger Ntabala,
ocd, |
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República Democrática del Congo
BUKAVU, UN DESAFÍO ACEPTADO
Todo comenzó con una catástrofe natural. Las aguas están
erosionando el terreno en torno a nuestra casa "San Juan de La Cruz".
Aquí teníamos nuestro colegio de Filosofía para los postulantes
Carmelitas. La casa se encuentra en la falda de una colina, con una
vista excepcional sobre el lago Kivu y sobre las montañanas del Congo
y de Rwanda, porque Bukavu es ciudad fronteriza. Las aguas que
descienden de la altura causan erosiones espectaculares. Así han
desaparecido casas, el Centro Interdiocesano, el noviciado de las
Carmelitas Misioneras Teresianas, ... Primero aparecen unas grietas
naturales, como enormes heridas en la montaña; cada vez se hacen
mayores hasta convertirse en hendiduras impresionantes. Así ha
desaparecido también el camino que subía de la ciudad a la colina.
Para llegar a nuestra casa ya no hay acceso directo. Hay que dar un
gran rodeo por detrás de la colina o subir a pie las escaleras que ha
logrado construir el P. Roger Thsimanga. dicen que nuestra casa tiene
años contados. Poco a poco, se resquebrajará resbalando desde sus
cimientos monte abajo con las aguas que arrastran sin parar la tierra
hasta al llano.
Ha habido que preveer una solución al problema que se avecina. Se
compró un terreno en Muhumba. Es uno de los barrios más tranquilos de
Bukavu, con acceso fácil para profesores y alumnos. Los estudiantes de
los Padres Rogacionistas de Cyangugu (Rwanda) se inscribieron a
nuestros cursos, y han realizado a diario el breve recorrido desde la
frontera rwandesa. En el pasado también otros religiosos han
frecuentado las aulas de nuestro filosofado doméstico.
Así ha nacido la petición de que los Carmelitas organicemos un
Instituto Superior de Filosofía abierto a otros Institutos. Se
interesaron los Padres Blancos con su seminario. Tras algunas
conversaciones con la Asociación de los Superiores Mayores de la
archidiócesis el Instituto Superior Carmelitano "Beato Isidoro Bakanja"
es una realidad, que congrega a estudiantes rogacionistas, de los
Padres Blancos, de los Palotinos, de los Trapistas, de la Congregación
llamada "El Pan de vida", de los Javerianos, de los Caraciolinos. El
consorcio de las siete familias religiosas está llamado a extenderse a
miembros de otros Institutos.
Con los fondos recogidos por el P. Miguel Gutiérrez en España, por
el P. Daniel Tailleu, ex-delegado general del Congo, en Bélgica, con
las aportaciones de algún que otro ex-misionero del Congo que conserva
sus preferencias por nosotros, se ha construido ya una parte del
bloque académico. Sin esperar a tiempos mejores el curso se inauguró
con esta precariedad el 1 de octubre del 2003 en su doble sede de los
Padres Blancos y de los Javerianos, porque nuestra construcción no
está terminada. Faltan algunas necesidades técnicas, falta el
equipamiento del edificio en muebles y material informático.
La construcción completa prevee tres aulas, cuatro oficinas, una
sala para los profesores, una sala de ordenadores y un auditorium para
conferencias y celebraciones. Esta es la construcción urgente, de
inmediada necesidad porque los alumnos están dispersados en dos sedes
provisorias.
En este Instituto Superior "B. Isidoro Bakanja" los Carmelitas
tenemos la responsabilidad directiva y organizativa. Tenemos también
la mayor participación en el cuerpo profesoral con un doctor y tres
licenciados. El rector, el vice-rector y el secretario administrativo
son también carmelitas. Nuestra comunidad tiene la experiencia de más
de 10 años de funcionamiento con nuestros alumnos postulantes. Hemos
comenzado los trámites con el fin de que nuestro Filosofado quede
afiliado a la universidad Urbaniana o a la Gregoriana en Roma para que
el gobierno congoleño reconozca civilmente nuestros títulos académicos.
La finalización de las obras de construcción del Instituto Superior
de Filosofía depende de la solidaridad de la Orden, de la ayuda
inmediata que nos pueda llegar. El Congo es un país en guerra
desangrante. La Delegación General de los Carmelitas carece de
recursos para su funcionamiento, para la formación de sus miembros en
período de estudios. .
Terminados estos trabajos, cuando la economía lo permita, tenemos
otro proyecto improrrogable. Es la casa-habitación, el convento con
capilla y biblioteca para vivienda de la comunidad carmelitana que
tendrá que desalojar un día la casa San Juan de la Cruz de la colina
antes que las aguas de la fuertes lluvias la arrastren desde sus
cimientos al barranco.
El proyecto Bukavu es un gran desafío para el Carmelo en Africa. El
P. General lo considera como nuestra primera urgencia misional para la
buena consolidación del Carmelo en este continente. Si lo conseguimos
con la colaboración generosa de las hermanas y hermanos de la Orden
será una fuente de ingreso en el futuro para la comunidad que tendrá
asegurada su propia subsistencia con el pago de las cuotas de los
discípulos que frecuentan nuestro centro. La Orden habrá afrontado con
valentía y esperanza el reto que significa un honor, mucha confianza y
responsabilidad, porque no es frecuente el que otras Congregaciones
religiosas con la Asociación de los Superiores Mayores (ASUMA)
soliciten del Carmelo un servicio organizador y administrativo de esta
importancia. La participación de las comunidades que nos quieran
ayudar con su aportación económica lo pueden hacer a través del
Secretariado de las Misiones de la Orden en Roma.
Roger Ntabala, ocd, |
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République Démocratique du Congo: Bukavu,
un défi accepté
Tout commença par une catastrophe naturelle. Le terrain qui entoure
notre maison "Saint Jean de la Croix" était emporté par l'érosion des
eaux. Or c'est là que nous avions notre collège de philosophie pour
nos postulants carmes. La maison est construite au flanc d'une
colline, et jouit d'une vue exceptionnelle sur le lac Kivu et sur les
montagnes du Congo et du Rwanda, puisque Bukavu est une ville
frontière. Les eaux qui descendaient des hauteurs causaient des
désastres spectaculaires. Ainsi ont disparu plusieurs maisons, le
Centre interdiocésain, le Noviciat des Carmélites Missionnaires
Thérésiennes...D'abord nous avons vu apparaître des fissures
naturelles qui ressemblaient à d'énormes blessures dans la montagne et
qui ne cessaient de s'agrandir jusqu'à se convertir en autant de
gouffres impressionnants. Même le chemin qui montait de la ville à la
colline a fini par disparaître. Il n'existe plus d'accès direct à
notre maison. Chacun doit faire un grand détour par derrière la
colline et monter à pied par les escaliers que le P.Roger Thsimanga a
réussi à aménager. A ce qu'on dit, notre maison ne devrait pas tenir
longtemps ainsi. Elle risque de se dégrader peu à peu et de glisser
vers le pied de la colline, sous la poussée des eaux qui continuent d'emporter
le terrain vers la plaine.
Il a donc fallu prévoir une solution pour le problème qui s'approche.
Un terrain a été acheté à Muhumba, dans l'un des quartiers les plus
tranquilles de Bukavu, dont l'accès s'avère facile pour les
professeurs et les élèves. Déjà les étudiants des Pères Rogatiens de
Cyangugu (Rwanda) se sont inscrits à nos cours, s'imposant de
parcourir chaque jour la petite distance qui nous sépare de la
frontière rwandaise. Auparavant, d'autres religieux avaient déjà
fréquenté les salles de classe de notre collège de philosophie.
C'est à la suite de ces événements qu'une demande a été adressée
aux Carmes, d'établir un Institut Supérieur de Philosophie ouvert à d'autres
familles religieuses. Les Pères Blancs eux-mêmes s'y sont intéressés
pour leur Séminaire. Bientôt, à la suite de certaines conversations
avec l'Association des Supérieurs Majeurs de l'archidiocèse, l'Institut
Supérieur Carmélitain "Bienheureux Isidore Bakania" est devenu une
réalité qui accueille, en même temps que les étudiants Rogationistes,
ceux des Pères Blancs, des Palotins, des Trappistes, de la
Congrégation du "Pain de Vie", des Xavériens, des Caraciolins. Et ce
concert de sept familles religieuses promet de s'ouvrir à bien des
membres d'autres Instituts.
Grâce aux fonds recueillis en Espagne par le P.Michel Gutiérrez et
en Belgique par le P.Daniel Tailleu, ex-délégué général pour le Congo,
grâce aussi à l'apport de tel ou tel ancien missionnaire du Congo qui
conserve certaines préférences à notre égard, il a déjà été possible
de construire une partie des bâtiments destinés aux étudiants. Sans
attendre des temps meilleurs, le cours académique s'est ouvert dans la
précarité le 1er octobre 2003, à la fois chez les Pères Blancs et chez
les Xavériens, vu que notre construction n'est pas terminée. Il nous
manque encore certains moyens techniques, il nous manque l'équipement
de l'édifice en matière de meubles et de matériel informatique.
L'édifice complet prévoit trois salles de classe, quatre bureaux,
une salle de professeurs, une salle pour les ordinateurs, et un
auditorium pour les conférences et les célébrations. Telles sont les
constructions les plus urgentes et d'immédiate nécessité, tandis que
les élèves sont toujours dispersés dans les deux établissements
provisoires.
Dans cet Institut Supérieur "Bx Isidore Bakanja", les Carmes
assument les responsabilités de direction et d'organisation. Ils ont
aussi la plus grande part du corps professoral, avec un Docteur et
trois Licenciés. Par ailleurs, le Recteur, le Vice-Recteur et le
Secrétaire d'administration sont également des Carmes. Notre
communauté compte aujourd'hui avec une expérience de plus de dix ans
dans la formation de nos postulants carmes. Déjà nous avons entrepris
les démarches pour obtenir l'affiliation de notre maison de
philosophie à l'Université Urbaine ou à la Grégorienne de Rome, ce qui
conduirait le gouvernement congolais à reconnaître officiellement nos
titres académiques.
L'achèvement des travaux de construction de cet Institut Supérieur
de philosophie dépend de la solidarité de l'Ordre, de l'aide qui peut
nous arriver immédiatement. Le Congo est un pays en pleine guerre
sanglante. La Délégation Générale du Carmel manque des moyens
indispensables à son fonctionnement, et pourtant exigés pour la
formation de ses membres actuellement aux études.
Une fois terminés ces travaux, dès que la situation économique le
permettra, nous aborderons d'autres projets qui s'imposent. Il s'agit
de notre maison d'habitation, d'un couvent avec une chapelle et une
bibliothèque, d'un établissement où pourra vivre la communauté, quand
elle devra quitter la maison Saint Jean de la Croix de la colline,
avant que de nouvelles crues viennent l'arracher à ses bases pour l'emporter
dans le ravin.
Le projet de Bukavu constitue un grand défi pour l'Ordre en Afrique.
Le P.Général y voit notre première urgence missionnaire pour la
consolidation du Carmel sur ce continent. Si nous pouvons le mener à
bien, comptant sur la généreuse collaboration des frères et des soeurs
de l'Ordre, il deviendra dans l'avenir une source de revenus pour la
communauté qui pourra assurer sa propre subsistance, grâce aux
cotisations des élèves qui fréquenteront notre Centre. Alors l'Ordre
pourra se réjouir d'avoir répondu avec courage et espérance à cet
appel qui lui fait honneur en engageant sa responsabilité. Il n'est
pas fréquent, en effet, de voir d'autres Congrégations solliciter du
Carmel, avec l'appui de l'Association des Supérieurs Majeurs (ASUMA),
un service d'organisation et d'administration d'une telle importance.
La participation des communautés disposées à nous aider économiquement
pourra nous arriver par les soins du Secrétariat des Missions de l'Ordre
à Rome.
Roger Ntabala, OCD. |
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