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Missionary news

News   -  09 - ( 10.12.2005 )


Missione con Spiritualità
 in Colombia

Dámaso Zuazua, ocd, Segretario Generale delle Missioni

Le Missioni Carmelitanas si estendono in diverse aree geografiche: Africa, Asia, America Latina, Europa orientale, ... Si sviluppano in contesti differenti, vivono e si inseriscono in situazioni varie, a volte di emergenza, sforzandosi di inculturazione, ma sempre con l’impegno del maggiore servizio alla Chiesa ed alla popolazione che vive nel bisgono. La Missione ci obbliga a pensare agli altri. Insieme alla preghiera, la Missione è l'elemento più revitalizzante dell'Ordine.

 

         Atterriamo questa volta in terra colombiana. La classica realtà misionaria di questo paese nel passato per il Carmelo fu la Prefettura Apostolica di Urabá (1918-1941), tra indigeno caribes e kunas, nel golfo di Darién. Ora, da 1954, continua ad esserci la diocesi di Tumaco, nella costa meridionale del Pacifico, diretta col vescovo carmelitano mons. Gustavo Girón Higuita. Ma sta nascendo un'altra spuntatura dalla quale conviene parlare.

 

Dipartimento di Boyacá

 

         Dei Boyacensei la cosa più interessante è il loro modo di parlare il castigliano, con un sapore ed un incanto incomparabili: la forma maestatica della Sua Grazia, l'avverbio harto (molto), ... Sembra il castigliano dei tempi di santa Teresa. Questa regione si situa nel centro del paese, sulla Cordigliera Orientale delle Ande. Ha un'estensione di 23.189 km2 con una popolazione di circa 1.200.000 individui, raggruppata in 266.000 case e 289.000 abitazioni. L'amministrazione è divisa in 123 municipi. La città di Tunja ne è la capitale dipartimentale. Le risorse di vita provengono dalla produzione agricola e del bestiame, da quella mineraria (carbone, gesso, calce, argilla, ferro, smeraldi e petrolio); seguono il il commercio, il turismo e, negli ultimi anni, l'industria industriale.

 

         La popolazione indigena arriva appanea a 2. 000 persone che appartengono all'etnia dei tubenos. Il dipartimento dispone di 35 ospedali, 3 cliniche, 37 centri di salute, 186 posti di salute, 254 medici vincolati al settore ufficiale e 2.403 centri di attenzione dell'Istituto Colombiano di Benessere Familiare. Le case con acqua potabile rappresentano il 61,5 percento, il 40,3 percento con fognatura, il 87,7 percento con energia elettrica. La popolazione con necessità basilari insoddisfatte, catalogate come poveri, rappresenta il 46,8 percento. Il tasso di analfabeti potrebbe ruotare intorno al 15,75 percento in maggiore di 15 anni.

 

         Veniamo alla sua storia. Per gli indio Muiscas che abitarono la zona, si situa qui l'origine dell'uomo col paradiso terrestre. Secondo la loro tradizione, Bachué e Bochica (= Adamo ed Eva), si lavavano placidamente nelle acque della laguna di Iguaqué. Nel corso dei tempi, 2.5000 anni fa, questi indigeni stabilirono qui, ai lati di Monquirá, un mitico santuario al Dio-sole. Sono riuscite a salvare più di 50 colonne del colossale tempio. Qui s’ergeva anche anche un osservatorio astronomico, grazie la nitidezza del firmamento di giorno e di notte. Nella zona si è trovato pure un cronosaurio fossilizzato, di 280 milioni di anni. A fior di terra abbondano molti fossili, grandi e piccoli, per essere paleontologicamente una regione eccezionale.  

  Ma parliamo della popolazione emblematica. Si chiama e è

 

Villa di Leyva

 

Situata a meno di 200 km. di Bogotà, a 2.145 m di altitudine sul livello del mare, questa storica località boyacense possiede incanto, magia, attrattiva; "duende" (= sortilegio), direbbe F. García Lorca. Fu motivata nel 1572 da Andrés Díaz Venero di Leyva, che le lasciò il suo nome in eredità. Troviamo qui lo splendore e l'esempio più rappresentativo dell'arte coloniale di tutta la Colombia. È una città di 7.000 abitanti con un stile completamente unitario di case originali o restaurate; bianche nelle parete e verdi nei suoi balconi e finestre: nessuna costruzione stona del modello generale. Bisogna addentrarsi nei suoi cortiletti interni interni che sono inimmaginabilmente profondi e vari. Le strade e piazze sono lastricate: armonia ambientale di serena visione. Se Villa di Leyva fu un tempo il posto di riposo dei vicerè della Spagna, è oggi metta di un turismo estasiato. La città si estende nella pianura, ai piedi di un monte  brullo. Con questi antecedenti si capisce come abbondi qui l'artigianato locale.

 

         Nei tempi dell'incipiente Repubblica della Nuova Granada, i protagonisti dell'Indipendenza passarono qui: Bolívar, Nariño, Caldas, Fernández Madrid, ... Qui si riunì il Consiglio o Assemblea della Repubblica in 1812 per proclamare la sovranità dell'attuale repubblica della Colombia.

 

         Villa di Leyva è, senza campanilismo, una delle città più carmelitane del mondo. Il monastero delle Carmelitano Scalze data di 1645. La sua reliquia più pregiata si compne del quadro mariano di Mamma Linda Rinnovata e della statua della Vergine della Carmen, chiamata la "Mechudita" per la folta chioma di lunghi capelli che le cadono sulle sue spalle. Sono leggendarie le loro reciproche feste, dal maggiore sapore di religiosità popolare. Ma la vitalità del monastero si rivela nelle sue 25 moinache attuali. Con la partecipazione di un'altra numerosa comunità  il Carmelo Colombiano si troverebbe in grado di intraprendere un'altra fondazione misionaria, come quella di Grand Bassam (Costa di Avorio) in 1991. Prendano nota le interessate per una nuova fondazione o per un aiuto puntuale a Riga (Lettonia), per esempio, o in un'altra parte della geografia carmelitana.

 

         Di fronte a loro si trova il convento dei Carmelitani Scalzi. Le insistenze costanti e ripetute delle loro consorelle riuscirono ad ottenere che i Carmelitani stabilissero qui il loro primo convento della Colombia nel 1911. È la casa storica del noviziato. Lo splendore delle sue verande, ricoperte di verde e fiori, sono il riflesso della  vitalità attuale dei suoi cinque novizi. Il convento ha organizzato anche un interessante museo carmelitano.

 

         A chiusura del gruppo di case che iniziano a disporsi sui pendii della la collina, si trova l'hotel-foresteria "Duruelo". La sua costruzione per opera dei Carmelitani contribuì al risveglio alberghiero di Leyva ed al suo sviluppo turistico attuale. Oggi è una fonte di impiego per la popolazione. La casa è un luogo di ristoro per lo spirito, per trovare a Dio nel riposo e nella bellezza. Il sua resa economica contribuisce a coprire le spese della formazione dei giovani carmelitani colombiani. L'architettura ha lavorato qui con talento, combinando con maestria lo spazio, l'orizzonte ed il cemento. Con la capacità per 380 persone, con una generosa infrastruttura di saloni, sale e ristoranti, è un posto ricercato per convegni e congressi in un ambiente disteso di bellezza tra fiori e foresta tropicale.

 

La fondazione "Santa Teresa di Avila"

 

            Di chi vogliamo parlare in primo luogo, di san Giuseppe o del padre. José Arsesio Escobar? Il Patriarca di Nazareth lavora qui senza riposo. Lo invocano anche con insistenza... per tanto miracolo. Il padre José Arsesio Escobar è un carmelitano colombiano che ha la rara capacità di trasformare sogni ed utopie in realtà... con l'inestimabile complicità del "glorioso nostro padre San José." L'epiteto è di sperimentato conio teresiano (Vita 36, 5), che si ripete ora in questo posto missionario di Villa di Leyva.

 

José Arsesio Escobar si era  iniziato in un pastorale difficile e rischiosa, di estremo impegno, durante la sua conventualità a Sonsón, per il ricupero-redenzione di prostitute ed d’infanzia violentata. L'opera misionaria di Villa di Leyva è la fondazione "Santa Teresa di Avila". I suoi principi potrebbero risalire a 1995, quando la comunità dei Carmelitani iniziò un lavoro di avvicinamento e di solidarietà con le famiglie povere del sentiero "Cañuela", a 7 km. del centro della cittadina. Essa consistè nell’ aiutare i suoi abitanti nella costruzione delle sue proprie abitazioni. Eletto in maestro di novizi, alla fine dell'anno 2.000, il P. José Arsesio fece sì che i novizi, durante il loro periodo di formazione, avessero contatto coi poveri. Per questo iniziarono un lavoro con la comunità della campagna. Si costruirono altre due case in aggiunta alle 16 esistenti a "Cañuela." Ogni gruppo di novizi costruì una nuova casa, un salone per la casa comunitaria ed alcuni miglioramenti nell’abitazione.

 

La distanza rappresentava una difficoltà. Per questo motivo la comunità decise di comprare un lotto di terreno più vicino al noviziato. Così si creó nel 2003 la fondazione "Santa Teresa di Avila". Il 4 ottobre del 2004 la Provincia Carmelitana della Colombia assunse l'opera con l'approvazione di Statuti propri. Fu approvata anche per il vescovo diocesano di Chiquinquirá. In tal modo la fondazione è ora un ente giuridico con personalità ecclesiale. Per strade che il Signore ha suggerito e con l'intervento di San Giuseppe si poterono comprare i terreni. I lotti si trovano ad un chilometro  del centro della cittadina. E ha cominciato l'opera sociale per i poveri. Innazi tutto si comprò il ferro per la costruzione, prima che salisse di prezzo. Funziona già un centro sanitario. Vigila i terreni una madre i cui figli furono salvati da “sfruttamento sessuale”. Funziona anche la scuola prescolastica, con più di 70 bambini e cinque responsabili della loro educazione e nutrimento, e della cura dei loro genitori. Si è ottenuto che fosse estesa fin lì l’energia elettrica ed il telefono.

 

Nello stesso edificio si sta alzando "La locanda da San José" o la casa dell'anziano, con 16 interni -poveri, abbandonati, malati- ed assistenza diurna a 30 anziani. Nel piano superiore si trova la residenza delle suore che hanno il compito di attendere al centro. Una cappella comune - con adorazione perpetua del SS. Sacramento - separa il Centro di spiritualità, fornito di attrezzature per ritiri, esercizi, giornate di preghiera ... Sono previsti un luogo adatto all’orazione, officine di artigianato locale, e un museo di fossili per attrarre visitatori e far loro conoscere l'opera. Si pensa di continuare con la creazione di abitazioni, costruendo 20 case per famiglie povere e monoparentali.

 

Tuttai Villa di Leyva segue con la massima aspettativa l'audace progetto. Alla fine delle messe domenicali si offre la vendita di "panzerotti", di vino rosso o caffè, di altre "agüitas." Il ricavato è una contribuzione popolare alla fondazione. La nota dominante tra impiegati, lavoratori e volontari è lo spirito di famiglia. Sta in funzionamento la rete di collaboratori e dei benefattori. La fondazione "Santa Teresa di Avila" è opera carismatica, è opera della Provvidenza. Con disinteressata donazione partecipano altre parsone, come Don José Montoya e la signora Inés.

 

Il Carmelo Apostolico di Nostra Sig.ra di Betlemme

 

È il titolo di una Congregazione Carmelitana. Fu fondata nell'anno 1852 a Nantes (Francia), dal carisma del sacerdote Gilbert Bauduz e del membro dell’Ordine secolare Marie Guillet. Istituto di diritto diocesano, ha sviluppato sempre una forte connotazione carmelitana. Con somma discrezione e semplicità dispiega una gran maternità verso l'infanzia in difficoltà e le loro famiglie. Da diversi segni provvidenziali sarà la comunità religiosa chiamata ad incarnare l'anima della fondazione "Santa Teresa di Avila" in Villa di Leyva. Il suo compito sarà multiplo: animazione religiosa nell'opera sociale e spirituale del Centro, che si potrà estendere ai sentieri sprovvisti di attenzione sociale e religiosa. Il programma di azione religiosa, umanitaria e promozionale non conosce limiti

 

         Per la Congregazione si tratta del primo salto fuori della Francia, il suo primo inserimento nel campo missionario. Si richiede tutto uno spirito d’avventura. Ma la fondazione "Santa Teresa di Avila" è nata dalla fede e si sviluppa nella fede. Perciò, fondate solo nella fede le Sorelle -senza esperienza internazionale fino ad ora- accettano l'enorme sfida. Sarà un capitolo nuovo, innovatore nella storia della Congregazione. Ma le tre o quattro Sorelle che arriveranno nel prossimo settembre sono disposte ad affrontare il futuro. Alla fondazione "Santa Teresa di Avila" era necessaria una comunità della tempra delle Sorelle del Carmelo Apostolico di Nostra Sig.ra di Betlemme.

 

         In visita di presa di visione del campo di lavoro, mi è toccato accompagnare la Priora Generale e la sua Vicaria. Nell'accoglienza dell'intera famiglia carmelitana in Colombia, delle persone private o gruppi ecclesiali, tutti hanno mostrato il più fervido interesse affinché le Sorelle assumano quanto prima il loro suolo nella fondazione: sono considerate come garanti del suo funzionamento. È una constatazione che ha stimolato molto le interessate. Il vescovo Mons. Luis Felipe Sánchez vedi in loro il ponte per stabilire un gemellaggio tra le diocesi di Chiquinquirá, la sua, e quella di Nantes.

 

         Tutto ciò è un'apporto missionario alla Chiesa dell'America Latina; tutto è una risposta all'avvertenza del documento di Puebla  (1979):  "Se la Chiesa non reinterpreta la religione dei paesi latinoamericani, si produrà un vuoto che occuperanno le sette, i messianismi politici secolarizzati, il consumismo che produce disgusto e l'indifferenza, o il pan-sessualismo pagano ..." (P 469). La fondazione "Santa Teresa di Avila" è concepita per l'anima e per il corpo, per il popolo degli svantaggiati. Missione con Spiritualità è la sua caratteristica: qui, in Colombia, a Villa di Leyva, ad un chilometro del centro. Ripeto alla fine la mia convinzione: questa opera è nata dalla fede, si sviluppa nella fede. È un'opera benedetta da Dio per il suo futuro. In eccellente chiave teresiana, come nei miglior tempi della fondazione abulense, San Giuseppe si accredita come sollecito protettore.

 

     
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Updated 12 dic 2005  by OCD General House
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