Così si presenta questo paese, che i nativi
chiamano Suomi, e che noi conosciamo
come Finlandia. Il suo nome evoca il
Nord. Di fatto è la nazione più
settentrionale dell’Europa, dopo l’Islanda.
Un compositore ispirato, come il navarrese
Beodide, nella Canzone del finlandese
fa cantare il solista: «Nei lunghi inverni
senza sole…». Tale realtà potrebbe
essere un elemento per definire, almeno
sotto l’aspetto meteorologico, questo paese
scandinavo. Quasi una quarta parte del suo
territorio si trova sopra il circolo polare
artico. Come conseguenza, l’inverno è
prolungato, le giornate corte: sei ore di
sole al giorno al sud, cinquanta
giorni di notte al nord.
Il freddo e l’ambiente invernale percorrono
molta parte del calendario finlandese;
nessuno però li teme. Potremmo chiederci
come si sentirebbero i finlandesi senza
neve, senza slitte, senza svaghi invernali,
senza passeggiate per i boschi innevati (il
paese è, in proporzione, il più boscoso
d’Europa) su fiumi e laghi gelati.
Nella sua storia, cultura e tradizione,
nella sua economia ed industria, il
finlandese ha stretto un patto della miglior
amicizia ed armonia col freddo e con
l’inverno. Li canta, li ama, ne gode, se ne
serve. Private il finlandese del suo inverno
e della sua “sauna”, e potreste
procurargli una grande inerzia. Tutto il
territorio dei suoi 337.032 km quadrati è
impastato di freddo: le sue 80.000 isole, i
suoi 188.000 laghi; lo specchio d’acqua
copre il 10% della superficie.
I padroni dell’inverno sono i 5.159.646
abitanti (censimento del 1999). Zacharis
Topelius (1818-1898) nel Il nostro paese,
inculcò ed impresse nella gioventù
l’immagine del patriotismo popolare. Egli
descrive il finlandese come un tipo
«riflessivo, ostinato, introverso e
pacifico». Lo scrittore spagnolo Angel
Ganivet stese pagine memorabili sulla vita e
l’animo romantico di questo popolo. Alcuni
mi precisano che essi sono pure
contemplativi: «Camminando per queste
distese innevate, per questi boschi
silenziosi, come non incontrare Dio? I
finlandesi pregano fra gli alberi ...»
Io aggiungerei, che sono un popolo di
cantori, quasi come i Baschi. Le lingue
ufficiali sono il finlandese e lo svedese. I
Lapponi del nord parlano pure il saame.
Nel 1. 153 gli svedesi realizzarono la prima
esplorazione delle coste finlandesi col re
Erik IX il Santo e l’arcivescovo di
Uppala, sant’Enrico, considerato
l’evangelizzatore del paese, ed assassinato
dal contadino Lalli. Per sette secoli la
Finlandia fu una provincia svedese. Nel 1527
il re Gustavo impose il credo luterano,
confiscando tutti i beni della Chiesa
cattolica. Ai nostri giorni la Chiesa
evangelico-luterana gode di una preminenza
maggioritaria
con l’ottantacinque per cento di fedeli.
Come conseguenza delle guerre napoleoniche,
nel 1809 la patria del musicista Jean
Sibelius (1865-1957) cadde sotto l’influenza
della Russia zarista, e la fede ortodossa
divenne la seconda religione del paese. I
cattolici sono circa dieci mila, compresi
gli studenti stranieri, che non sono
censiti. La fede cattolica cresce con una
media di una quarantina di conversioni
adulte l’anno.
La capitale Helsinki fu fondata dal re
svedese Gustavo Vasa nel 1550, alla foce del
fiume Vantaanjonki, come contraltare al
porto di Tallin (Estonia), che aveva il
predominio commerciale nel Mar Baltico.
Secondo un censimento del 1999, Helsinki
conta 546.317 abitanti. Con le città
satelliti di Espoo, Vantassa e Kaunianenn
l’area metropolitana, però, può raggiunge i
935. 000 abitanti. Il centro storico offre
un insieme monumentale di stile impero,
opera dell’architetto C. L. Engel
(1777-1840).
La Finlandia conseguì l’indipendenza il
6-12-1939. Dal 1995 è membro dell’Unione
Europea. La Finlandia è la patria della
multinazionale “Nokia”, il gigante
mondiale della telefonia mobile, da quando,
nel 1972, lanciò nel mondo, insieme a
Telecom, il primo servizio regolare di
questo settore.
Il personaggio universalmente più popolare è
l’inutile Babbo Natale (o Santa Claus).
Questa leggendaria incarnazione “vive” nel
Nord. Ogni Notte di Natale il barbuto
lappone discende dal suo universo di neve su
slitta, tirata dalla fedele Rodolfo
Nasorosso, e percorre il mondo elargendo
doni ai bambini. La leggenda si è
trasformata in lucroso commercio. Nel paese
d’origine è stato creato un parco
d’attrazione sotterraneo, denominato
“Santapark”.
Presenza carmelitana
I primi Carmelitani raggiunsero le terre
scandinave nel 1410, per fondare il primo
convento a Landskron (1413).
Nel 1462 si fondò la Provincia di Dacia (o
Dania), l’attuale Danimarca. Essa
comprendeva 11 conventi, dei quali il
principale fu quello di Copenhagen
(Joachim
Smet, The Carmelites I, s.l. 1975, p.
138-139). Di tale provincia la casa
più vicina alla Finlandia fu quella di
Örebro, nella Svezia centrale, presso il
fiume Svart. La Provincia fu soppressa verso
il 1530 con l’irruzione luterana
(Ambrosius a S. Teresia, Monasticon
Carmelitanum I, Roma 1950, p. 293).
Parliamo ora di dati storici più recenti.
C’è un dettaglio quanto meno curioso. La
figlia Anastasia del generale Carlo Gustavo
Mannerhein (1867-1951), considerato come il
padre della patria finlandese, fu per alcuni
anni carmelitana scalza in un monastero
inglese. Un lodevole seminatore di
Carmelitanesimo fu Seppo Teinonen,
grande professore di teologia luterana.
Nella decade degli anni ottanta tradusse in
finlandese Le Mansioni e la Vita
di santa Teresa, la Notte e la
Fiamma di s. Giovanni della Croce. Si
convertì, poi, al cattolicesimo.
Personalmente conservo il ricordo commovente
di un incontro con lui quando venne ad
enumerarmi a Roma – non ricordo se nel 1982
e nel 1983 – le difficoltà che incontrava
nella sua traduzione di s. Teresa, perché
nella tradizione luterana del paese
mancavano gli equivalenti linguistici dei
termini mistici. La medesima costatazione
manifestò in un’intervista al padre Tomás
Álvarez.
Il Carmelo in Finlandia, ai nostri giorni,
s’esprime in tre importanti realtà.
1 – Il Carmelo di Espoo
Espoo è una città alla periferia di
Helsinki, ad occidente della capitale. Si
affaccia sul mare, con dinanzi un
arcipelago. L’origine del monastero
carmelitano risale al 1980. Lo scrittore
Louis Bouyer visitò il Carmelo californiano
di San Raffaele (USA). Egli assicurò le
monache che il vescovo di Helsinki
desiderava una comunità contemplativa per la
sua diocesi. Mons. Paul Vershuren in
persona, per lettera, confermava simile
intenzione. Ed il 7 novembre 1988 giunsero
le due prime fondatrici. Il 31 marzo
seguente si diede inizio alla vita monastica
– anche con monache di Carmel by Sea – in
una casa villetta di legno, costruzione
frequente in questo paese scandinavo. Un
monastero estremamente sobrio e ridotto a
dieci celle, in mezzo ad un bosco, presso il
lago Bodomjarvi, vicino ad un parco
naturale. Soltanto nel 1994-1995 fu
possibile costruire la cappella. Grazie ad
un gioco archichettonico ispirato,
attraverso la vetrata di fronte all’altare,
il paesaggio forestale – sia d’inverno, sia
d’estate – fa un tutt’uno con la cappella.
La sorella morte è venuta a visitare la
giovane fondazione. Attualmente ci sono
quattro monache americane e due dell'Africa,
una proveniente da Nairobi (Kenya)e l'altra
da Zomba (Malawi).
Seduto in cappella, con la testa fra le
mani, mi chiedevo sul senso, sul futuro di
questo Carmelo qui, in un paese tanto
secolarizzato, tanto prevalentemente
luterano, con così pochi cattolici, con solo
due sacerdoti ed un seminarista nativi …
Alla fine, mi apparve chiara la risposta per
il congedo dalle monache: «Il vostro
futuro sarà la speranza, vivere di speranza;
il vostro miracolo sarà la speranza».
Questa convinzione mi comunica sicurezza;
credo sia la soluzione certa. Il Carmelo in
Finlandia riveste questa missione
evangelizzatrice: essere un punto di
riferimento qualificato nel dialogo
interreligioso, nella ricerca intensa di
valori spirituali da parte della Chiesa
luterana, da parte della società.
2 – Il Carmelo Secolare
Esso spuntò presto all’ombra del monastero.
Come nota a pie’ pagina dovrei dire che
l’esistenza del primo membro del Carmelo
Secolare risale verso il 1970, nella persona
di una penitente del p. Wilfried Stinissen,
carmelitano scalzo della counità di
Norraby-Tägarp, in Svezia. Poi Herdi
Tuorila-Kahanpää, professoressa
universitaria e convertita al Cattolicesimo,
iniziò il suo cammino nel 1992. Questa
personalità di spicco negli ambienti
religiosi sarà la colonna del gruppo
nascente. La sua solida formazione
carmelitana è testimoniata dal corso
teresiano-sangiovanista del CITES ad Avila
nel 2002-2003. Il Carmelo Secolare – di cui
lei è l’attuale presidente – pubblica un
proprio bollettino mensile; e frequentemente
è presente nelle pagine della pubblicazione
diocesana; annuncia pure le proprie
conferenze ed iniziative nelle bacheche
delle chiese e promuove la letteratura
carmelitana.
I Carmelitani Secolari godono
dell’assistenza dei Carmelitani Scalzi
della Svezia. Per anni fu impegno di padre
Anders Arbolerius, prima che fosse
consacrato vescovo di Estocolma. Ora
l'assistente è il p. Jacob Iturralde.
Il Carmelo Secolare è un gruppo riconosciuto
e rappresentativo nella città.
è
composto da nove membri; celebrano le loro
riunioni mensili nel centro cattolico
diretto dai Domenicani, nel cuore di
Helsinki, quasi all’ombra della cupola della
slanciata cattedrale luterana. Sta muovendo
con insistenza le risorse ecclesiali per una
implantazione dei Carmelitani in Helsinki.
Il vescovo diocesano, mons. Giuseppe Wrobel,
offre per l’immediato il Centro ecumenico
che si trova presso la casa delle
Carmelitane, affinché i loro fratelli lo
convertano in un Centro di Spiritualità.
Il Carmelo Secolare di Helsinki si completa
con la Fraternità di Tallin. L’Estonia è il
paese baltico più settentrionale. Helsinki e
Tallin sono due città, due capitali, che si
fronteggiano, separate nel Mar Baltico dal
profondo golfo di Helsinki. La traversata di
compie in ferryboat. Insieme le due comunità
celebrano gli esercizi annuali. La
Fraternità di Tallin è composta da sei
giovani membri, tutti cattolici adulti
convertiti. Essa ebbe inizio nel 1994. Il
vescovo diocesano mi raccomanda di animarli
affinché mettano da parte la “discrezione”,
si manifestino come gruppo carmelitano, si
rendano più visibili nella vita diocesana
con le loro celebrazioni carmelitane,
organizzando incontri aperti a tutti,
impegnandosi nella traduzione dei patrimonio
carmelitano… Ciò si chiama “semaforo verde”
e benedizione episcopale.
3 – Il Carmelo Ecumenico e Monastico
In Finlandia il dialogo interreligioso è una
convinzione acquisita e radicata. Il
sentimento ecumenico è profondo. L’idea del
“Carmelo Ecumenico” nacque, credo, in
Spagna. Almeno, lì lo conobbi per la prima
volta; lì esistono altri centri ecumenici.
In seguito esso fece il gran balzo in
Finlandia. La persona-ponte fu Hannele
Kivinen de Fau. Luterana finlandese, ha la
sua relazione di parentela in Spagna. Ella
conduce gruppi di finlandesi sui passi e gli
insegnamenti di Teresa e di Giovanni della
Croce in Castiglia. Dalla sua fede
luterana Hannele è una frequentatrice
estremamente legata al Carmelo spagnolo.
Nacque così il Carmelo Ecumenico.
Comprendendo membri impegnati e grandi
simpatizzanti si raggiunge la cifra di una
centinaio di partecipanti.
è motivo d’ammirazione e di sorpresa che pastori, professori
luteranidi teologia, diaconi e diaconesse
luterani mostrino un tal interesse per il
contenuto spirituale del Carmelo. Si tratta
di un’apertura nuova e ricca di promesse.
Il Carmelo Ecumenico celebrò la prima
assemblea generale a Toledo nei giorni 17-19
di giugno del 2005. L’assistente spirituale,
di grande sensibilità ecumenica, è padre
Francisco Brändle, della provincia di
Castiglia. Il gruppo continuerà il suo
cammino d’avvicinamento a Teresa e Giovanni
della Croce anche coinvolgendo i punti di
vista ebraica, musulmana, luterana e
cattolica.
Le strade di Dio, però, mostrano già segnali
chiari che è giunto il momento di pensare ad
un Carmelo Ecumenico Monastico. La persona
in causa è, ripeto, Hannele Kivinen de Fau.
Questa ha compiuto il corso del Centro
Internazionale Teresiano-sangiovanista ad
Avila; ha mantenuto moltissimi contatti con
membri e comunità della Famiglia
carmelitana; e pensa di trascorrere qualche
tempo di esperienza e conoscenza in qualche
monastero carmelitano spagnolo. Veste
secondo lo stile carmelitano. Ha tradotto
una bella edizione del “Cantico Spirituale“
bilingue (2005); ed è in contatto diretto
con le sue autorità luterane finlandesi. Il
vescovo luterano di Espoo, dottor Mikko
Hiekka è il presidente della commissione per
avviare il Carmelo Ecumenico Monastico, e
mostra il più sentito interesse al progetto
di animare spiritualmente “dal di dentro“ il
suo gregge luterano. Egli desiderava
conoscere l’opinione dell’Ordine del Carmelo
al riguardo, poiché «non desideravo essere
in conflitto – mi confessava – in questo
nostro buon cammino ecumenico…» - «Il
monastero dev’essere sotto la Sua
giurisdizione, e Lei ne sarà il
responsabile». Il vescovo fu veramente
soddisfatto della mia risposta; ma gli
rimaneva un dubbio: «Quale sarà la reazione
dell’Ordine del Carmelo?» «Soltanto buona,
signor vescovo… Il Carmelo offrirà con gioia
offrire una collaborazione di assistenza
“spirituale” alla vostra fondazione
luterano-carmelitana…»
Ora non ci resta che sperare con Gamaliele
(Atti degli Apost. 5, 34-40). Seguiremo col
maggior interesse i passi che si dovranno
compiere. Il “Carmelo Ecumenico Monastico”,
al momento solo luterano, non sarebbe un
nuovo segno della vitalità carismatica
infusa da santa Teresa di Gesù al suo
Carmelo? Non sarebbe un gran servizio
ecclesiale che il Carmelo aiuti a
rivitalizzare o ad approfondire la radice
evangelica della Chiesa luterana?