[News] [Curia] [Addresses] [Carmelite sites] [o.c.d.s.
Secretariat of Missions: ocdmis@pcn.net  + FAX ++39 06 85443212



Missionary news

Missioni dei Carmelitani Scalzi  

IL NOSTRO MONDO MISSIONARIO OGGI

"Come carmelitani siamo necessariamente missionari" - diceva il "Messaggio missionario" del I° Congresso Missionario Mondiale O.C.D., quello di Nairobi del 1994. "Il Carmelo - leggiamo ancora nello stesso Messaggio - è una Famiglia religiosa radunata per vivere in obsequio Iesu Christi, meditando assiduamente la Parola e insieme annunciandola per la salvezza di ogni uomo, di tutto l’uomo. L’Ordine nostro ha quindi un duplice mandato: quello di un forte approfondimento personale e comunitario dei misteri cristiani e quello della loro proclamazione" (ivi).

Quanto all’aspetto missionario, nel Carmelo Teresiano c’è spazio per un’amplissima gamma di forme e applicazioni concrete. L’Ordine ha offerto alla Chiesa dei religiosi pieni di intuizione profetica che hanno promosso l’istituzione della Congregazione "De Propaganda Fide"; ha preparato missionari di eccellente qualità e ha suscitato anime apostoliche, come Teresa del Bambino Gesù, patrona delle Missioni universali.

Negli ultimi decenni, quelli dell’era postconciliare, l’Ordine ha compiuto una riflessione approfondita del suo carisma, rilevando come la "nota missionaria" non sia qualcosa di aggiunto o di esterno, ma un elemento essenziale, anzi, l’opus maximum, o - come lo definiscono le Costituzioni - "compito prediletto dell’Ordine" (n. 94). Perciò, come evidenziava la prime delle Proposte operative del Congresso di Nairobi, "la dimensione missionaria dovrebbe essere sottolineata nella formazione iniziale del nostro Ordine come parte essenziale del carisma".

La nostra attività missionaria oggi, che è stata dettagliatamente presentata dai Superiori delle singole Missioni durante il II° Congresso Missionario Mondiale OCD a Quito, abbraccia 35 missioni in 31 paesi. Sono 16 missioni in 14 paesi dell’Africa e dell’Oceano Indiano, 10 missioni in 7 paesi asiatici, 4 missioni in altrettanti stati latinoamericani, 2 missioni nei 2 paesi del Medio Oriente e 3 missioni in 3 stati dell’ex-Unione Sovietica. Nel lavoro missionario sono impegnati 5 nostri confratelli Vescovi, 260 Padri, 2 Diaconi permanenti e 24 Fratelli laici. Nel periodo della formazione si trovano attualmente 39 novizi e 168 studenti autoctoni.

   AFRICA E MADAGASCAR

Seguendo l'ordine alfabetico, e mettendo tra parentesi la Provincia religiosa a cui appartiene la missione, siamo presenti: in Burkina Faso (Aragon Valenza), dove si ha 1 convento con 4 missionari e 3 novizi; in Burundi (Cracovia), 1 convento, 5 religiosi; in Cameroun (Milano), 2 conventi, 4 missionari; in Costa d’Avorio (Del. Gen. Congo), sono gli inizi della fondazione con un padre; in Kenya (Washington), 1 convento, 3 padri, 2 fratelli; in Madagascar e Isola di Mauritius (Venezia), 5 conventi, 19 sacerdoti (di cui 10 nativi), 23 studenti e 3 novizi; in Malawi (Navarra), 4 conventi, 12 sacerdoti (di cui 5 nativi), 1 fratello, 4 studenti e 2 novizi; in Nigeria (Irlanda), 2 conventi, 9 sacerdoti (di cui uno nativo), 18 studenti, 8 novizi; in Repubblica Centrafricana (Genova), 5 conventi, 11 padri, 1 studente, in Repubblica Democratica del Congo - l’ex Zaire (Definitorio Generale), 4 conventi, 28 padri (di cui 19 nativi), 4 fratelli nativi e 22 studenti. Vi è anche nel Congo una missione della Provincia di Roma, a Kananga, con 2 padri e 1 fratello. Nella Repubblica Popolare del Congo (Definitorio), 1 convento, 2 sacerdoti, un fratello; in Rwanda (Cracovia), 2 conventi, 7 sacerdoti, 3 studenti e 2 novizi; in Sud Africa (Karnataka), fondazione recente con 3 padri; in Tanzania (Karnataka), 3 conventi, 10 padri, 6 studenti.

Vi è anche in Africa il convento del Cairo in Egitto, con la Basilica di Santa Teresa di Gesù Bambino. Inserito nel sessennio scorso alla Semiprovincia del Libano, esso non gode dello statuto missionario.

   AMERICA LATINA

Le missioni sensu stricto che abbiamo oggi sul continente della speranza-usando la terminologia di Giovanni Paolo II - sono quattro, e due di esse sono costituite in Vicariati Apostolici. Sono il Vicariato Apostolico di Sucumbíos nell'Equador e il Vicariato Apostolico di Tumaco in Colombia.

Il primo, assunto dalla nostra Provincia spagnola di Burgos come Prefettura Apostolica nel 1937, è stato elevato a Vicariato Apostolico nel 1984. Vicario Apostolico, con dignità episcopale, è mons. Gonzalo Lopez Marañón, della Provincia di Burgos, con cui collaborano 10 confratelli carmelitani, religiosi e suore di diverse congregazioni, e numerosi laici imegnati, molti dei quali appartengono all'Equipe COIM, ossia Comunità per la Chiesa e per il Mondo - associazione fondata dall'attuale Vicario Apostolico.

I carmelitani nell’ISAMIS (Iglesia de San Miguel de Sucumbios), come viene chiamato comunemente nel linguaggio pastorale il Vicariato Apostolico, svolgono la loro attività soprattutto nei tre settori: quello della pastorale urbana, in Lago Agrio (3 religiosi), quello della pastorale campesina, nella zona di Sevilla (3 religiosi),e quello della pastorale indigena (4 missionari).

Il secondo Vicariato, quello di Tumaco (la costa colombiana confinante con l'Ecuador) venne affidato dalla Congregazione di Propaganda Fide alla nostra Provincia di Navarra nel 1954. Nel mese di febbraio del 1990 esso è passato alla Provincia Colombiana. Vicario Apostolico è mons. Gustavo Girón Higuita. Sono incardinati al Vicariato 9 sacerdoti diocesani e 13 religiosi, di cui 7 carmelitani, 3 francescani, 2 claretiani e 1 della Società Missionaria di Betlemme. Vi lavorano anche 5 fratelli non chierici francescani e un diacono permanente.

I missionari sono coadiuvati da molte religiose di 3 congregazioni: 22 Carmelitane Missionarie, 5 Suore della Compagnia di Maria e 1 Suora della Provvidenza. Vi sono anche 7 laici consacrati.

Le altre due missioni dell’America Latina sono: Apiacas nella foresta amazzonica del Brasile, e Hueytlaplan, sulla Sierra del Puebla in Messico. Entrambe sono state aperte dopo il Congresso di Nairobi: quella di Apiacas nel gennaio 1995, dalla Provincia di Brasile-Sud, e quella di Hueytlaplan nel 1996, dalla Provincia Messicana. Nella prima lavorano due sacerdoti e un fratello, coadiuvati da tre missionari laici. Nella seconda sono impegnati 3 padri e uno studente.

   ASIA

Asia e Oceania, o se vogliamo l'Estremo Oriente, costituiscono la seconda presenza dell'Ordine, dopo l'Europa, per numero di religiosi. Siamo presenti nell'India, Corea, Giappone, Filippine, Indonesia, Singapore e Taiwan.

Le missioni sensu stricto sono invece 10: Corea, Giappone, Indonesia, Singapore, Taiwan e 4 in India. Ad esse aggiungiamo la Prelatura dell'Infanta nelle Filippine, antica missione della Provincia di Washington, dove Prefetto Apostolico è il nostro Confratello Mons. Julio J. Labayen.

Per quanto riguarda le missioni in India, esse sono: Andra Pradesh, della Provincia di Manjummel (5 conventi, 21 missionari, 17 studenti e 1 novizio); Belur, della Provincia di Karnataka-Goa (3 religiosi); Hoshiarpur, della Provincia di Malabar (20 padri, 2 fratelli, 17 studenti e 6 novizi), e Manalikkarai, della Provincia di Tamilnadu (7 missionari). Tutte e quattro le missioni dell'India si caratterizzano per il lavoro di insegnamento, formazione dei formatori, promozione umana e sociale. Emerge il lavoro di altri 10 religiosi di Tamilnadu, impegnati nell’attività missionaria in mezzo ai "dalith" (paria), che sono considerati gli ultimi della società, intoccabili e totalmente emarginati.

La missione dell'Indonesia, appartenente alla Provincia di Manjummel, è particolarmente fiorente nelle vocazioni religiose. Attualmente vi sono 9 novizi e 42 studenti, di cui 8 professi solenni, che prossimamente saranno ordinati sacerdoti. I missionari sono invece 5.

La realtà carmelitana del Giappone, conta oggi 5 case formate con 38 religiosi, tra cui 18 sono missionari italiani. I sacerdoti giapponesi sono 11, 1 è diacono permanente, e 3 sono fratelli laici. Vi sono inoltre 5 studenti.

In Taiwan vi sono 2 conventi con un totale di 10 religiosi: 5 padri, 3 studenti e 2 novizi, e nella comunità di Singapore vivono 5 nostri confratelli.

In Corea, a sua volta, il Carmelo conta 3 comunità. I religiosi sono invece 33, così distribuiti: 16 sacerdoti, 8 fratelli, 7 studenti e 2 novizi.

   MEDIO ORIENTE

La presenza del Carmelo Teresiano nel Medio Oriente, oltre che storica, con più di tre secoli, costituisce un elemento che, si potrebbe dire, appartiene vitalmente alla configurazione carismatica dell'Ordine: nelle sue radici e nella spiritualità, nella sua dimensione mariana, nella sua vocazione missionaria.

Sono cinque le nazioni del Medio Oriente, in cui si trovano i carmelitani: Egitto, Iraq, Israele, Kuwait e Libano. Lo statuto missionario nel senso giuridico viene riconosciuto soltanto al Kuwait.

Il Carmelo Teresiano assicura la presenza della Chiesa latina in Kuwait, in quanto la Santa Sede affidò all'Ordine questo territorio, che dal 1954 è costituito in Vicariato Apostolico. Vicario Apostolico è Mons. Francis Micallef, O.C.D., con cui collaborano tre nostri Confratelli, 2 sacerdoti diocesani e un Padre di rito maronita.

In Iraq, anche se l'antica missione carmelitana "sui iuris" è stata soppressa nel 1978, sono i carmelitani a guidare fino ad oggi l'Arcivescovado Latino di Baghdad e ad assicurare la presenza della Chiesa latina in quel mare dell'Islam. L'arcivescovado, guidato oggi dal carmelitano libanese mons. Paul Marcello Dahdah, si estende a tutta la superficie dell'Iraq. I nostri confratelli sono lì in 4, oltre all'Arcivescovo. Vi sono anche 2 postulanti, un novizio nel Libano e 2 studenti in Francia. Essi appartengono alla Provincia di Parigi.

EST EUROPEO

Sulla scia della perestrojka i Carmelitani Scalzi polacchi incominciarono alla fine degli anni Ottanta a recarsi nelle repubbliche sovietiche della Lituania, della Bielorussia, dell'Ucraina, e della Russia stessa, dove nel passato esistevano numerosi conventi dei Padri e delle Monache, anzi un'intera Provincia Lituana di San Casimiro, soppressa nella seconda metà del secolo XVIII.

Attualmente 9 nostri religiosi lavorano in Bielorussia, formando parte della Delegazione della Provincia di Varsavia. Due conventi in Bielorussia sono canonicamente eretti (Gudogaj e Narocz), mentre altri due dipendono da essi (Kostantynowo e So_y). Si hanno già le prime vocazioni da questi territori.

In Ucraina, nella Delegazione della Provincia di Cracovia, lavorano 8 religiosi, costituiti in due comunità canonicamente erette (Kiev e Berdicev). Dopo il curriculum formativo effettuato in Polonia, è stato già ordinato il primo carmelitano dell’Ucraina, mentre altri stanno nel periodo della formazione.

Dalla Pasqua del 1998 esiste anche una presenza carmelitana nella Russia europea: a Taganrog, presso il Mar d’Azov, dove un nostro confratello della Provincia di Varsavia guida la comunità cattolica.

 MESSAGGIO

"Ora, come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi? E come lo annunzieranno, senza essere prima inviati? Come sta scritto: Quanto son belli i piedi di coloro che recano un lieto annunzio di bene! Ma non tutti hanno obbedito al Vangelo. Lo dice Isaia: Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione? La fede dipende dunque dalla predicazione e la predicazione a sua volta si attua per la parola di Cristo. Ora io dico: I Giudei non hanno forse udito? Tutt’altro: per tutta la terra è corsa la loro voce, e fino ai confini del mondo le loro parole". Rm 10, 14-18

Introduzione

A tutti i nostri cari fratelli e sorelle del Carmelo.

Noi, i delegati rappresentanti dei continenti dell’Asia, Africa, America Latina e dell’Europa dell’est, vi inviamo il nostro cordiale saluto. Insieme con il Rev. Fr. Camillo Maccise, nostro Superiore Generale, e due Definitori, ci siamo riuniti a Quito, un luogo familiare a Santa Teresa perchè suo fratello Lorenzo visse qui. La presenza dei nostri Vescovi carmelitani missionari, i rappresentanti dell’O.Carm. e le delegate di alcune congregazioni affiliate all’Ordine hanno arricchito il nostro incontro. Vi ringraziamo delle preghiere e dei messaggi che avete inviato al Congresso. Questo ci ha animati nelle nostre deliberazioni.

Nella sua Lettera Apostolica Tertio Millennio Adveniente il Papa Giovanni Paolo II scrive: La Chiesa continuerà ad essere missionaria: la missionarietà fa parte della sua natura. Si sente una urgente necessità di offrire nuovamente a tutti gli uomini e alle donne il messaggio liberante del vangelo (Cf. n. 57). "Inoltre la Chiesa afferma che al di sotto di tutti i mutamenti ci sono molte cose che non cambiano; esse trovano il loro ultimo fondamento in Cristo, che è sempre lo stesso: ieri, oggi e nei secoli" (Cf. n 59) .

La nozione di missione abbraccia tutte le forme di evangelizzazione. Una delle molte sfíde per la missione è la connessione tra l’evangelizzazione e i differenti carismi della vita consacrata. Si ricorda a tutti gli istituti religiosi di riflettere sulla chiamata alla missione contenuta nel dono del proprio carisma di fondazione, ricevuto da Cristo attraverso la Chiesa per l’espansione del regno di Dio. Nel caso del nostro Ordine, lo spirito profetico di Sant’Elia ci interpella a coinvolgerci in un modo urgente e radicale nelle diverse situazioni inumane e ingiuste, presenti nella società odierna.

In questo secondo Congresso missionario mondiale carmelitano, noi partecipanti, abbiamo fatto in modo di aprire il nostro cuore nel nome dell’ Ordine e specialmente da parte dei nostri missionari, per valutare la situazione attuale delle nostre missioni che ci sono state presentate tanto vividamente dagli interventi durante le assemblee generali. Abbiamo cercato di ascoltare con sensibilità crescente tutto ciò che lo Spirito sta dicendo alla Chiesa e alle Chiese, (Rev. 2,7ss) in questo tempo di preparazione immediata al grande Giubileo dell’anno 2000 ( Cf. T.M.A. n. 23).

 II. Nuova Immagine della Chiesa

Gli sforzi missionari fatti da tutto l’Ordine ci permette di comprendere e assimilare lo spirito missionario che investe tutta la Chiesa e assumere la nuova immagine di Chiesa che oggi ci offre il Concilio Vaticano II.

I nuovi tempi inaugurati dal Concilio ci hanno portato a considerare la Chiesa come il Popolo di Dio e come il grande mistero e sacramento di comunione che Cristo ci offre per la salvezza. È la Chiesa l’autentico Corpo di Cristo e noi siamo membra attive per vegliare sulla crescita di tutto il corpo.

L’Ordine ha riflettuto sulla sua missione nella Chiesa e continua la sua riflessione seguendo i passi di Santa Teresa di Lisieux. Lei non si riposò finché scoprì il suo posto nel Corpo Mistico di Cristo: "nel cuore della Chiesa mia Madre io sarò l’amore".

Noi siamo profondamente addolorati come la nostra Santa Madre, quando vediamo che tanti fratelli e sorelle muoiono senza aver sperimentato la ricchezza salvifica del Vangelo. Edith Stein, è un esempio d’immolazione per la salvezza del suo popolo.

Pertanto, cerchiamo la nostra propria perfezione nel tempo stesso che apriamo le nostre vite al popolo di Dio perché, come pellegrini verso la casa del Padre, possiamo incontrare la pienezza di vita in Cristo.

Ci rendiamo conto che, cooperando nella edificazione della Chiesa, condividiamo il nostro carisma con le nuove Chiese affinché si manifesti la ricchezza dello Spirito.

Per questo vediamo con grande gioia come, allo stesso modo che crescono le chiese locali nelle nostre missioni, vanno fiorendo anche le vocazioni carmelitane.

III. Prospettive e sfide per la missione

In questo panorama variabile, noi ci confrontiamo con nuove prospettive e sfide. Alla luce dei cambiamenti socio-culturali ed ecclesiali, il nostro Ordine si trova di fronte alla responsabilità di leggere i segni dei tempi e interpretarli alla luce del vangelo. In un’era che si va facendo sempre meno ecclesiale, meno cristiana e meno umana ci sforziamo di andare avanti con speranza.

Riconosciamo l’ importanza primordiale e suprema della presenza e della testimonianza nel lavoro dell’evangelizzazione. Solamente così il nostro ministero sarà accettabile e accettato, e solamente così sarà anche rispettata la nostra identità e credibilità.

Praticando una spiritualità incarnata nel contesto delle situazioni concrete, vediamo la necessità di un dialogo e di una collaborazione a tutti i livelli, confrontando le complessità della inculturazione.

Siamo consapevoli anche degli stretti vincoli tra le missioni e il nostro carisma carmelitano. In tutti i nostri programmi di formazione dobbiamo fissare l’attenzione in esso ed esprimerlo nei nostri diversi apostolati. La testimonianza di comunità oranti e fraterne sarà un ricco contributo al nostro compito missionario e faciliterà la costruzione del Corpo di Cristo. Coscienti del nostro carisma e della nostra ricca tradizione spirituale, siamo anche preoccupati per le necessità più profonde del popolo di Dio, ponendo un’attenzione speciale all’ evangelizzazione degli evangelizzatori: clero, religiosi e laicato impegnato. Nell’evangelizzare, noi siamo anche evangelizzati dai poveri, dalle loro tradizioni e situazioni socio-culturali.

IV. Conclusione

Siamo alla tappa finale di preparazione per il grande Giubileo dell’anno 2000. Questo anno è stato dedicato specialmente allo Spirito Santo, fonte eterna di ogni dono che proviene da Dio(Tertio Millennio Adveniente, 44). Lo Spirito Santo è il Principale agente della nuova evangelizzazione e confidiamo che Egli ci porterà a renderci conto in modo più maturo delle nostre responsabilità missionarie.

Durante il Congresso la nostra liturgia e preghiera in comune è stata una ricca fonte d’ispirazione.

•Il nostro inno d’apertura, Veni Creator Spiritus, ci ha ricordato una volta di più la nostra completa dipendenza dal "Signore e datore di Vita".

•La festa degli Arcangeli ci ha rammentato che i missionari come gli angeli sono anche inviati come messaggeri di Dio.

•La festa di San Girolamo ha posto l’enfasi nel potere della parola di Dio.

•La festa di Santa Teresa, nostra Patrona nelle Missioni e nostra sorella nel Carmelo, ha richiamato la nostra attenzione verso il potere dell’amore di Dio, per mezzo della sua vita di preghiera e di sacrificio nascosto, come sorgente viva della nostra attività apostolica.

In questo spirito eucaristico e pasquale avanziamo verso il nuovo millennio, confidando che il Signore della storia sarà nostro compagno nel cammino. Chiediamo che Maria, - donna di silenzio e di grande premura, donna di speranza e modello per tutti i carmelitani, - la stella dell’Evangelizzazione, ci insegni ad essere docili allo Spirito.

Chiudendo il nostro Congresso, desideriamo che tutto ciò che abbiamo sperimentato durante questi giorni di grazia possa essere condiviso con voi. Che questo incontro sia per il nostro Ordine uno strumento effettivo nelle mani del Signore della messe.

     
 [
 English] [ Italiano] [ Español] [ Français ] [ Deutsch]
[ ] [  ]

Updated 07 giu 2003  by OCD General House
Corso d'Italia, 38 - 00198 Roma - Italia
 ++39 (06) 854431  FAX ++39 (06) 85350206