INDICE:
- Fr. Tito
Arimathil
- Tesi
dottorale su una grande figura di missionario
- Un
documentario DVD su Sr. Cristina
Kaufmann
- Ancora
su Fr. Jean-Thierry del Bambino
Gesù
-
Colloquio internazionale di
Kinshasa
Fr. Tito
Arimathil
+
5-04-2007
Il veterano e accogliente portinaio del
Teresianum di Roma, Fr. Tito
Arimathil, conosciuto ed
apprezzato da generazioni di Carmelitani passati per il
Collegio Internazionale e per la nostra Facoltà Pontificia,
morì colpito da infarto la mattina del 5 aprile. Morì senza
che niente lasciasse presagire una tale fine. La mattina del
Giovedì Santo preparò i panini per i poveri che ogni giovedì
si presentano alla portineria. Finito questo servizio si
recò, come al solito, in cappella. Dopo alcuni attimi di
preghiera, si sentì male e cadde sul banco, entrando subito
in coma. Trasportato con urgenza all’ospedale, i medici non
poterono far altro che constatarne il decesso.
Il funerale ha avuto luogo l’11 aprile. In assenza del P.
Generale, la celebrazione fu presieduta dal Vicario
dell’Ordine, P. Zdenko
Krizić circondato da 72
concelebranti, oltre alla
partecipazione di tutta la comunità del
Teresianum, della Casa Generalizia, numerosi amici
del defunto e numerosi rappresentanti di diverse
Congregazioni religiose. Il P. Virgilio
Pasquetto, Rettore del
Teresianum, ha pronunciato una bella ed emozionante
omelia, facendo risaltare nel suo discorso la figura
egregiamente umile e altamente servizievole di Fr. Tito.
Alla fine del rito hanno preso la parola prima il Vicario,
che applicò il mistero pasquale alla persona di Fr. Tito e
ringraziò i suoi familiari per la loro partecipazione, e poi
un Padre del Marianum, P.
Ermanno Toniolo, OSM, che lo ha
conosciuto per oltre 30 anni: a nome di tutti i presenti non
carmelitani augurò che continui in tutti noi il ricordo
della sua serenità di servo fedele, umile, servizievole,
sorridente e sempre disponibile nell’adempimento del suo
incarico. Con il canto Rosa Carmeli
il corteo funebre ha accompagnato Fr. Tito verso la tomba
dei Carmelitani Scalzi al Verano,
con la fiducia che la nostra Madre del Carmine abbia accolto
già nel suo seno questo Carmelitano esemplare.
Il
servizievole e sempre attento Fratello apparteneva alla
Provincia di Manjummel (India).
Era nato l’8 giugno 1931 a Vayalar,
nel Kerala. Emise la prima
professione il 19 marzo 1959. Il 26 settembre 1964 arrivò al
Teresianum dove visse fino alla
morte.
A Roma il
suo primo ufficio fu quello di aiutante bibliotecario. In
seguito passò alla portineria e al servizio liturgico della
cappella. Proverbiali sono stati il suo sorriso, la sua
disponibilità, la sua attenzione nello svolgere con la
massima fedeltà gli incarichi che gli venivano affidati.
Tutti ricordiamo Fr. Tito che non solo fu portinaio, ma tale
portinaio!, sempre servizievole per qualsiasi informazione,
con la massima amabilità. Così visse e lavorò in
atteggiamento di servizio per quasi 43 anni di seguito a
Roma.
Tesi
dottorale sulla figura di un grande missionario
Il 29 marzo il sacerdote della diocesi di
Vijayapuram,
Kerala (India),
Antony
George Pattaparambil,
difese a Roma una tesi di dottorato di grande interesse
carmelitano. Ottenne il grado di dottore nella facoltà di
teologia della Pontificia Università della S. Croce (della
Prelatura dell’Opus
Dei) con la tesi su “Uno studio sul ‘Viaggio alle Indie
Orientali, Roma 1796’ di Paolino di S. Bartolomeo,
ocd, (1748-1806): per una storia
ecclesiastica del Malabar/
Kerala (1776-1789)”. Il
soggetto di cui parla la tesi è un famoso carmelitano
dell’Austria, appartenente alle minoranze croate di quel
paese, ritenuto il massimo indologo
europeo. Scriveva in latino, italiano, francese, tedesco,
spagnolo, portoghese, malayalam,
siriano, inglese, tamil,
sanscrito: a lui si deve la prima grammatica della lingua
sanscrita.
Il
sacerdote indiano ha incentrato il suo studio sul libro del
P. Paolino “Viaggio alle Indie Orientali”. Per
questo, e per altri suoi scritti, il P. Paolino è
riconosciuto come “il padre della storia della chiesa in
India”. Questo libro è stato tradotto, del tutto o in parte,
sei volte in cinque lingue. Paolino non solo narra la
storia, ma la avvalora citando manoscritti originali e
raccogliendo informazioni di prima mano ottenute
interrogando le persone del posto.
Il
verdetto degli esaminatori è stato tanto positivo da indurli
a suggerire all’autore di pubblicare integralmente la tesi e
di continuare in seguito a lavorare alla stesura di una
biografia del grande indologo,
per l’interesse che la sua opera offre per conoscere i
metodi missionari seguiti dai Carmelitani in India. Altro
suggerimento della giuria fu che il nuovo dottore
pubblicasse almeno la corrispondenza epistolare del P.
Paolino di S. Bartolomeo.
Molto
opportunamente fu pubblicato in questi giorni un
documentario della Radio-Televisione Croata su questo
storico carmelitano di origine croata. Il documentario
raccoglie il suo percorso umano e religioso, e la sua
produzione bibliografica in un DVD di alto livello
professionale. Tutto è stato girato seguendo la geografia
dei luoghi da lui toccati: Austria, Croazia, Roma (Archivio
Generalizio, Archivio di Stato, Seminario delle missioni di
S. Pancrazio), India. In questo lavoro si sottolinea che
l’erudito personaggio era “Carmelitano croato del
Burgenland (Austria),
missionario in India, pioniere della
Indologia, padre della filologia indoeuropea”.
Un
documentario DVD su Sr. Cristina
Kaufmann
Meno di un anno fa moriva Sr. Cristina
Kaufmann (1939-2006), carmelitana Scalza svizzera,
professa nel monastero di Matarò
(Spagna). Un documentario DVD di 31 minuti dal titolo “Recreando
soledades” riporta una
intervista inedita nella quale la monaca carmelitana parla
della sua esperienza di Dio, del silenzio, dell’amore, della
vocazione, della gioventù, del perdono. I critici
considerano questa realizzazione, presentata anche davanti
alla conferenza Episcopale Spagnola, un esempio tipo di
“documentario spirituale”.
Sr.
Cristiana Kaufmann si esprime
con spirito pieno di humor, con
abilità poetica, con sguardo profondo davanti alla
cinepresa. Il testo parlato ben si combina con immagini
simboliche di passi, di porte, di chiostri. La carmelitana
risponde in catalano, ma nei sottotitoli appare la
traduzione in varie lingue. Il documentario, che ha
suscitato grande impressione religiosa in Spagna, è opera di
Francesc
Grané, mentre suo fratello Joan
Grané ne ha curato il montaggio.
Con un articolo di Severino Maria
Alonso, cmf, la rivista
“Vida religiosa” le ha dedicato un affettuoso
ricordo: “Cristina Kaufmann,
Carmelitana Scalza. Esperienza e testimonianza” (Madrid,
aprile 2007, pp.33-36). Tra le
altre cose, il noto teologo della vita consacrata in Spagna
scrive a proposito di Sr. Cristina: “Il suo silenzio era
ascolto attento, presenza di Dio, preghiera; la sua
solitudine era comunione e incontro vivo”.
Ancora
su Fr. Jean-Thierry del Bambino
Gesù e della Passione,
edificante novizio camerunese
La prestigiosa rivista italiana “Testimoni”, dei
Padri Dehoniani di Bologna, nel
n. del 31 marzo, pubblica un servizio ben documentato su Fr.
Jean-Thierry
Ebogo del Bambino Gesù (+
6.01.2006). A suo tempo
Communicationes (n. 53, 15.01.2006) informò sulla
vita di questo eccezionale novizio camerunese della
Provincia Lombarda, sulla sua professione anticipata “in
articolo mortis”. Ora la rivista
italiana nella sezione “Profili” lo presenta come “un dono
di Dio per la chiesa e il Carmelo dell’Africa”. Si fonda
sulla testimonianza che diede del suo cammino vocazionale al
Carmelo, particolarmente in occasione della amputazione di
una gamba a motivo di un tumore cancerogeno alla vigilia del
noviziato, sul ricordo commovente che lasciò tra i medici e
il personale sanitario degli ospedali italiani dove fu
curato, sulla santa morte all’alba del 5 gennaio 2006. A 24
anni offrì i suoi dolori e la morte per il Carmelo del
Camerun e per la santificazione dei sacerdoti africani.
Colloquio Internazionale di Kinshasa
Il primo colloquio internazionale nel
Teresianum della capitale
congolese fu tenuto nel 1992, in occasione del quarto
centenario della morte di S. Giovanni della Croce. Il tema
centrale era: “La mistica africana”. Fu il primo
studio a livello accademico sulla mistica africana,
confrontata con il grande santo mistico del Carmelo. Il
volume degli atti è pubblicato. A scadenza biennale furono
celebrati altri tre colloqui. Poi la serie fu interrotta.
Dal 6 al 10 maggio avrà luogo il quinto Colloquio
Internazionale dei nostri confratelli della Delegazione
Generalizia del Congo. Impostato sul tema centrale “Il
Carmelo di fronte alle sfide più importanti della
spiritualità in Africa”, il programma presenta una
varietà di domande e di questioni che i migliori teologi
africani e vari partecipanti dell’Ordine dovranno dibattere.
Gli atti saranno pubblicati in francese. Segretario Generale
del Colloquio è il P. Valentino Ntumba
Kapambu,
ocd.