
Santuario del Cristo di Luren - Ica
La notizia ha fatto il giro del mondo. Mercoledì sera, 15
agosto, solennità della Madonna Assunta, alle 20 ora locale,
il Perù fu scosso da un terremoto del 7,9 grado della scala
Richter. Si tratta di un
movimento sismico di grande magnitudo che si rinnova con una
periodicità di 10/15 anni nelle terre
andine dell’America del Sud, ancora in via di
assestamento. Si temette anche l’arrivo di un maremoto con
gli effetti disastrosi dello Tsunami
asiatico del 26 dicembre 2004. Fortunatamente l’oceano
rimase calmo. Però i morti si contano a centinaia.
Sicuramente nei giorni successivi la cifra è destinata a
salire. È una catastrofe nazionale. Nelle zone interessate
dal sisma manca la luce, l’elettricità, il telefono,
l’acqua, le medicine, i posti letto,… Molte case risultano
lesionate, edifici caduti o rovinati sulle strade e gli
ospedali sono pieni di feriti.
Pur non
disponendo di informazioni complete, a causa della
interruzione delle linee telefoniche, comunichiamo
all’Ordine le prime notizie in nostro possesso. Abbiamo
potuto comunicare con il Vicario regionale dei Carmelitani,
P. Luis Edgardo
Pinto
Tipismana. Grazie a Dio non ci sono state importanti
disgrazie relative alle persone dei nostri frati e delle
nostre monache. Il P. Josè
Gutierrez stava celebrando la
Messa a Pisco. La chiesa crollò
e seppellì 10 persone. Però il nostro confratello che si
trovava sull’altare si salvò, riportando alcune ferite alle
mani che richiesero le cure mediche e l’applicazione di 14
punti. Il morale del Carmelo peruviano è alto: prega e
piange con i poveracci che hanno subito danni, aiuta
accogliendo la gente.
I danni
materiali sono stati notevoli. Il campanile della nostra
chiesa di S. Giuseppe a Lima è rimasto danneggiato. Una
chiesa succursale ufficiata dai nostri padri a
Lima-El
Cercado, l’antico tempio del Santo Cristo, si è
crepata.
I danni
più gravi si hanno a Ica, sia nel monastero delle
Carmelitane, che nel convento-santuario del Cristo di
Luren. Dalle prime informazioni
sappiamo che la torre principale è rovinata sulla navata del
santuario, ledendone anche la cupola. Per il sussulto della
terra caddero le immagini, i quadri, ad eccezione di quella
della Madonna del Carmine e del venerato Cristo. Il fatto ha
del miracoloso. Nella facciata del tempio si staccarono
verso il sagrato le quattro piccole torri. Crollarono pure
alcune arcate dei portici che circondano il santuario e il
muro di cinta del convento. La foto allegata mostra lo stato
del santuario e dei suoi dintorni. Stessa sorte toccò al
monastero delle Carmelitane. Continuano scosse di
assestamento che causano panico tra la popolazione.
Finalmente, dopo giorni di assenza di comunicazioni, le
Carmelitane Scalze di S. Vicente
di Canete, luogo molto
disastrato, descrivono i danni subiti. Cadde parte del muro
esterno e una parete del monastero. Nella chiesa cadde
l’immagine di S. Giovanni della Croce. Si ruppe il deposito
di acqua che si trovava sulla terrazza, inondando il
monastero. Passarono momenti drammatici di panico generale.
Molte famiglie di nostri religiosi e monache hanno avuto
gravi conseguenze dal sisma.
Il
Carmelo peruviano si è attivato per prestare i primi
soccorsi alla popolazione. Le necessità da affrontare per
assistere i terremotati sono molteplici. In questo momento
in cui i governi, la Croce rossa di vari paesi e altri
organismi internazionali stanno coordinando i loro
interventi per alleviare la grande catastrofe del terremoto,
anche l’Ordine vuole mostrare la sua solidarietà alle
sorelle e ai confratelli del Perù.
Il
Segretariato delle Missioni nella casa generalizia offre
volentieri i suoi servizi per trasmettere gli aiuti che le
case dell’Ordine intendono inviare al Carmelo Peruviano.
Vogliamo aiutarlo a ricostruire gli edifici lesionati e a
prestare i primi soccorsi alla popolazione bisognosa che li
circonda. L’aiuto sarà destinato alla ricostruzione delle
abitazioni lesionate, ad alleviare i drammi familiari
causati da perdite, da feriti, da morti. Mostriamoci
generosi in occasione della tragedia toccata al Perù.